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Sabato 26 Maggio 2018

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Cremona

'Sessanta-Ottanta', i gloriosi anni della svolta

Fino a venerdì all’Adafa in mostra una selezione di opere di proprietà del sodalizio

'Sessanta-Ottanta', i gloriosi anni della svolta

Tiziana Cordani e Raffaella Barbierato con ‘Gli animali del cielo’

dal 16/01/2018

al 19/01/2018

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CREMONA - E’ un disegno a china e aerografo a bocca eseguito da Sereno Cordani negli anni ‘70 — ‘Gli animali del cielo’ — dono della figlia Tiziana, ad aprire idealmente il percorso espositivo di «‘60-‘80», esposizione di una selezione di opere di proprietà dell’Adafa relative appunto a quel trentennio. Si tratta della prosecuzione ideale e concreta della valorizzazione del patrimonio artistico del sodalizio e della sua storia, iniziata nel 2016 con la mostra Trenta-Cinquanta.

E’ grazie alla generosità e alla sensibilità dei soci artisti se queste esposizioni possono avere luogo e segnare un punto fermo nella storia e nella valorizzazione del patrimonio artistico dell’Adafa davvero cospicuo per quantità e qualità. Il trentennio ‘60-‘80 è stato un periodo vivacissimo, prolifico oltre che di svolta per l’arte locale e infatti quella che si chiude venerdì 19 è soltanto la prima delle esposizioni legate a quel periodo, a differenza di Trenta-Cinquanta che aveva presentato al pubblico per la prima volta l’interno patrimonio Adafa riferito a quegli anni. 

E’ negli anni ‘50 che Cremona, fino ad allora fedele al figurativismo, si apre ad una nuova e diversa formulazione: arriva infatti il ‘vento’ dell’astrazione, del materico, delle prime installazioni e del conseguente profondo sconcerto. L’arte cremonese cambia rotta e ben lo testimoniano gli artisti dell’Adafa, quelli che si sono formati alla scuola del secondo ‘900 raccogliendo l’eredità di chi li ha preceduti e ‘cullati’ dal punto di vista artistico e che quelle conoscenze lasceranno alle nuove generazioni perché — come ha detto la curatrice Tiziana Cordani — «questa arte è la voce che ci sopravviverà», In mostra fino a venerdì (tutti i giorni con orario 17-19) fra gli altri Mori, Garuti e Castellani, scomparso l’estate scorsa a cui è stato dedicato uno spazio speciale all’interno dell’esposizione.