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Mercoledì 15 Agosto 2018

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Il declino di Crema

Il sindaco a ruota libera
"Cremaschi più dinamici, ma cremonesi più scaltri"

Il sindaco a ruota libera
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Il palazzo comunale a Crema

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antonio grassi

antonio grassi

Biografia Antonio Grassi giornalista, già responsabile della redazione di Crema de La Provincia, s'interessa di politica e di ambiente. Scrittore, ha pubblicato due pamphlet su questioni ambientali : "Terre di frontiera-Goflandia e altre storie" e "Forte apache e dintorni". Il primo racconta la storia di tentativi di aggressione del territorio provinciale. Il secondo, del referendum sull'inceneritore di Cremona. E' autore di tre romanzi gialli a sfondo sociale: "Macramè", "L'erba del diavolo" e "Il cuore batte ancora. Vernice fresca" (2013), ultima sua produzione, è uno scientific thriller ambientato in provincia.

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Stefania Bonaldi attacca l’Asl che privilegia Cremona rispetto a Crema e si toglie qualche altro sassolino dalle scarpe. Evidenzia le potenzialità del territorio. Traccia la strada per il futuro.
Crema non sta nel girone dei derelitti, ma è come se ci fosse. E’ autolesionista. Probabilmente masochista. Si compiace di farsi del male. Qualche volta si atteggia a vittima e si sente gratificata d’essere consolata. Scorda che anche il nemico acerrimo non nega mai una pacca sulle spalle all’avversario sconfitto. Qualche volta protesta. Come no? Flebilmente. Con educazione. Come una vecchia signora borghese che, per dirla come il poeta, ama «le buone cose di pessimo gusto». Lamentele da salotto, thé e pasticcini. Fiera di buoni propositi e di guerre dichiarate e mai combattute. La sinistra non esiste da anni e quella che si proclama tale è gracile. I giovani virgulti locali sono pigri, narcisisti e presuntuosi. Crema possiede una valanga di potenzialità, ma le spreca. Crema non sta tra i derelitti. A Roma è super rappresentata. C’è un senatore: Silvana Comaroli, (Lega), Poi ci sono tre deputati: Cinzia Fontana (Pd), Franco Bordo (Sel) e Danilo Toninelli(Movimento 5 stelle). C’è pure Luciano Pizzetti che è viceministro. E’ cremonese, ma qualche volta pensa a Crema. A Milano, in Regione, c’è Agostino Alloni (Pd) cremasco doc. Poi Federico Lena (Lega). Soresinese, potrebbe anche riservare un occhio di riguardo alla Repubblica del Tortello. C’è anche il cremonese Carlo Malvezzi. E’ difficile scommettere sulla sua volontà di immolarsi per il Cremasco. Ma i miracoli sono sempre possibili.
Crema è Romano (Carlo Verdone) de La grande bellezza, film del momento. «Ho trascorso tutte le estati della mia vita a fare propositi per settembre, ora non più. Adesso trascorro l'estate a ricordare i propositi che facevo e che sono svaniti, un po' per pigrizia, un po’ per dimenticanza». Di diverso parere Stefania Bonaldi, Tequila bum bum, sindaco della città. Di seguito il suo intervento.

«Premetto - scrive il sindaco - di non condividere appieno l’idea di un declino del territorio Cremasco. Il termine indica un regresso, una involuzione, rispetto ad un momento storico e socio culturale più florido e fecondo e non penso sia così. Ritengo che la situazione sia diversa e che non vi sia un Eden perduto da recuperare. A fronte di una crisi delle istituzioni e del mondo socio economico senza precedenti, è evidente che sia il territorio più piccolo (Crema e il Cremasco con i suoi 48 comuni sono un’area di modeste dimensioni) a rischiare di soccombere se non mette in atto dinamiche cooperative e di valorizzazione che possiede. Finchè le risorse erano disponibili, il Cremasco poteva permettersi di procedere parcellizzato ed in ordine sparso, senza ‘fare sistema’, esaltando i campanilismi esasperati e sconfinando nel provincialismo con il risultato di perdere partite importanti. Ora non più. La perdita del tribunale a Crema, checchè se ne dica, non deriva da scarsa capacità della gestione del problema degli ultimi tre anni, ma è figlia di alcuni lustri di disattenzione e di mancate rivendicazioni di attenzione dal sistema Giustizia nazionale. Per esempio, da almeno 15 anni non è stato indetto un concorso per cancelliere a Crema. Egualmente, sui temi della riforma del sistema sanitario nazionale, scontiamo da oltre un decennio una ripartizione squilibrata delle risorse nelle politiche socio sanitarie dell’Asl di Cremona, che privilegia il distretto cremonese a scapito di quello cremasco. Analoghe disattenzioni e mancate rivendicazioni si possono registrare sul piano socio economico e culturale, con il nostro territorio penalizzato a favore dei cugini cremonesi. Più lenti di noi, ma più capaci di ‘fare sistema’. Meno dinamici ma più scaltri laddove si tratta di lavorare insieme per portare a casa risorse e risultati concreti. Noi cremaschi siamo più vivaci, non contagiati dal Fiume Lento, ma spesso più divisi, bravi a polemizzare fra noi e talvolta a denigrarci, a perdere tempo in inutili querelle e a farci soffiare le opportunità che si presentano.
Nonostante tutto questo, ritengo che il Cremasco, negli ultimi tempi, abbia acquisito consapevolezza di queste dinamiche e di questi limiti e messo in campo alcune contromisure, che necessitano però di un pensiero condiviso e diffuso. Occorrono una visione comune, lavoro di rete, maggiore capacità di sinergia e di sintesi nella individuazione di obiettivi importanti e prioritari (il rischio è la frammentazione), correlati ad una strategia unitaria. L’obiettivo è il superamento di un ‘pensiero debole’ a beneficio di un ‘pensiero forte’, connesso a un processo creativo che porti alla valorizzazione delle eccellenze, che qualifichino l’identità del nostro territorio così da renderlo originale e riconoscibile, quindi attrattivo. E’ un obiettivo raggiungibile: abbiamo infatti un’area caratterizzata da un sistema socio-economico, culturale, geografico, ambientale e naturale molto omogeneo. E’ necessario rafforzare la consapevolezza del proprio valore e identità. Ultimamente, ho registrato segnali e movimenti importanti verso questa direzione, sebbene manchi ancora quello che io definisco appunto un ‘pensiero forte’ di territorio. Sul piano politico-istituzionale è in atto una rifessione sul tema delle funzioni associate di gestioni comunali, con l’obiettivo di passare dal mero adempimento normativo a un obiettivo politico e strategico di medio lungo termine. Con molti sindaci è in atto un percorso di approfondimento sul tema delle unioni fra comuni. La gestione associata e condivisa è già una realtà in ambiti quali la programmazione sociale attraverso il Piano di Zona o la gestione di servizi sociali con la Comunità Sociale Cremasca. I sindaci, insediando il nuovo CdA di Scrp, hanno inserito nella mission aziendale quella di ‘grande comune’, dedita agli investimenti sovracomunali decisi dai comuni stessi. Va in questa direzione la recentissima idea di assegnare a Scrp il ruolo di stazione appaltante per la gara per la gestione del servizio di igiene urbana per i 50 comuni del territorio. Stesso discorso per le rivendicazioni nei confronti dell’Asl di Cremona e per le strategie di difesa del sistema sanità sul nostro territorio, a partire dal presidio Ospedaliero.
Tentativi per ‘fare sistema’ si ritrovano anche sul piano economico. Mi riferisco al progetto Cremasco di Reindustria, alla sinergia tra istituzioni ed associazioni di categoria, alla start up del marchio Made in Crema, alla partecipazione alla Fondazione per l’Expo, ai successi del Distretto del Commercio. Il lavoro di empowerment per il Cremasco è ancora molto lungo, tuttavia ritengo vi siano molte condizioni favorevoli. Mi riferisco al tessuto socio-economico rilevante (polo della cosmesi, meccanica, arte organaria), all’intraprendenza diffusa, alla vivacità socio culturale, musicale, enogastronomica. Senza dimenticare le condizioni di sistema favorevoli, la posizione geografica ottimale, la discreta diversificazione di rappresentanze socio-economiche ed istituzionali, la buona qualità della vita. Possiamo rafforzare la nostra identità e individuare una strategia condivisa se impariamo a lavorare insieme: istituzioni, mondo economico, rappresentanze di categoria, associazionismo socio-culturale, terzo settore. E’ indispensabile superare settarismi, personalismi, protagonismi, autoreferenzialità. Questo è lo scatto culturale e mentale che deve maturare per il rilancio del nostro territorio
»

Qui si conclude l’intervento del sindaco, Stefania Bonaldi. Una botta d’ottimismo, d’obbligo per un comandante che vuole caricare la truppa. Resta il dubbio che, trascorsa l’estate, ufficiali, sottufficiali e soldati semplici si ritrovino, come Romano-Carlo Verdone, a ricordare i propositi svaniti, un po’ per pigrizia, un po’ per dimenticanza. Da sempre così avviene in riva al Serio dove, insieme all’acqua, abbondano le parole. Ma, le troppe parole e i pochi fatti producono il declino di Crema.

17 Marzo 2014

Commenti all'articolo

  • Federico

    2014/03/10 - 18:06

    La questione tribunale però l’ha un po’ spiazzata. Ho visto e sentito da più parti attacchi al sindaco. Personalmente credo che Stefania Bonaldi non abbia tutte le colpe che le sono state attribuite. Forse il tempismo non è stato ottimale. Una posizione forte almeno 6 mesi prima delle prime uscite l’ avrebbe sicuramente aiutata. Ma non era semplice confrontarsi politicamente con lei visto che nel suo stesso partito l’ attuale sottosegretario Luciano Pizzetti aveva opinioni diametralmente opposte alle sue. Per chiarire la mia personale posizione sul territorio cremasco ribadisco la mia disponibilità. Non ho preclusioni territoriali. Probabilmente noi ‘uomini delle terre di mezzo’ ci muoviamo da sempre verso Crema o Cremona con la stesso approccio, con la stessa disponibilità svincolata da atavici inasprimenti dettati da una storia che , appunto perché storia, non si dimentica ma si supera orientando il proprio pensiero al futuro...

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  • Federico

    2014/03/10 - 18:06

    Ormai da qualche anno la comunità cremasca lamenta una mancanza endemica di rappresentatività della propria classe dirigente in chiave sovra territoriale: strana posizione quando sul territorio ha comunque avuto una senatrice, un Vice-presidente della Regione Lombardia e un Consigliere Regionale tuttora in carica. Concordo con il Sindaco Bonaldi quando dice che il territorio cremasco necessita di una maggior coesione. una coesione solitamente si aggrega intorno ad una figura di spicco, ad una leadership. Se questa si concretizzerà intorno alla figura del sindaco di Crema vedremo. Bonaldi giustamente vede uno spazio vuoto a livello di leadership cremasca nel quale posizionarsi. Certo è che la leadership viene riconosciuta dalla collettività per operosità, concretezza e presa di responsabilità nelle scelte. Se così sarà Bonaldi si guadagnerà quel ruolo. Sicuramente non sarà perché dettato dall'incarico attualmente ricoperto come sindaco di Crema. (continua)

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  • Ermanna

    2014/03/08 - 22:10

    Volutamente non mi addentro nella complessità della vita politica-amministrativa di Crema. Rischierei di ripetere cose ormai trite e ritrite. Colgo invece, in modo preoccupante, la totale mancanza di un nuovo paradigma dentro la politica e la città: “La Fratellanza”, modello invece già sviluppato a livello di pensiero e tradotto in fatti concreti in moltissime città d’Italia. Ma ci vuole coraggio decidere di innestare nella nostra mentalità un nuovo concetto culturale capace di trasformare i rapporti e quindi le nostre scelte. Quello che invece noi viviamo costantemente è guardare gli altri, soggetto politico o cittadino non come altri esseri umani, ma come qualcosa di diverso, mentre invece una bellissima esperienza che ognuno di noi può fare è proprio scoprire la bellezza della diversità dell’altro. E’ una sfida. Lascio il commento del grande letterato russo Bachtin che disse: “L’essere dell’uomo è una comunicazione profonda, essere significa comunicare, essere significa essere pe

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