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Martedì 24 Aprile 2018

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DA GRIGIOROSSO

La Cremonese cerca nel gruppo la forza per salvarsi

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Ivan Ghigi

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La società Cremonese ha deciso che solo il gruppo unito può salvarsi. I tempi sono cambiati e ha scelto la compattezza piuttosto che il cambiamento. Per dieci anni abbiamo assistito ad un lungo valzer sulla panchina grigiorossa, oggi per gestire la crisi di risultati che sta affossando la squadra grigiorossa si è scelto la continuità. Il direttore sportivo Stefano Giammarioli e il tecnico Attilio Tesser hanno ricevuto la fiducia dalla proprietà e dalla società perché trovino una soluzione alla svelta. La Cremonese, partita per salvarsi, credeva di poter tagliare il traguardo abbastanza velocemente ma il passo lento, lentissimo, quasi immobile del girone di ritorno ha aperto scenari inimmaginabili. Sulla carta, i 9 punti che separano la Cremonese da quota 50 punti, sulla che statisticamente dovrebbe garantire la permanenza in categoria, potevano sembrare una sciocchezza per la squadra che durante il girone di andata ci ha regalato prestazioni eccellenti. Oggi, alla luce del passo lentissimo, sembrano l'Everest.

Il tempo stringe, tecnico e squadra devono fare quadrato e fare bene a Palermo. La società ha anche deciso di portare in ritiro i grigiorossi a Roma. Chiariamo subito: non sono i ritiri che la Cremonese ai tempi di Giorgio Roselli faceva a Tabiano Terme. Ritiri che potevano sembrare punitivi e che in realtà rispecchiavano la linea low cost della società targata Triboldi. E chiariamo subito un altro concetto: il ritiro deciso dopo la batosta casalinga contro il Foggia arriva in un momento certamente particolare e ne avvalora la scelta, ma non è escluso che si sarebbe fatto anche con un'altra classifica. Esattamente come quando nel 2007/2008 Mondonico andava in ritiro a Sarnico; esattamente come quando poco meno di due mesi fa Attilio Tesser aveva fatto lavorare la squadra due giorni ad Arezzo prima di raggiungere Terni. Quello di Roma al Centro Eschilo va letto come una tappa di avvicinamento alla gara, ma con un valore aggiunto che è quello di ritrovare serenità, condizione, compattezza e quindi prestazione e risultato. Solo quest'ultima è la medicina che può salvare la Cremonese.

La proprietà ha scelto la continuità, adesso la parola spetta al tecnico e ai giocatori. Qualcuno si ostina a ripetere che un anno fa fu l'Alessandria a perdere punti. Vero, ma se dietro non ci fosse stata una Cremonese compatta che i punti li prendeva, i grigi avrebbero attraversato la loro crisi senza guai. Un po' come oggi accade alla Cremonese: i grigiorossi raccolgono pochi punti e a fare paura sono le dirette concorrenti che hanno trovato la condizione migliore e i punti. Questo preoccupa e non reste che mettersi a correre a fare punti. Gli ultimi, decisivi.

11 Aprile 2018