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Venerdì 16 Novembre 2018

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CREMA. LUNEDI' 29 OTTOBRE 2018 ALLE 20,45

David Wagner presenta 'Il corpo della vita'

Al Caffè Letterario lo scrittore tedesco. Appuntamento nella sala Bottesini del Folcioni con ingresso libero

David Wagner presenta 'Il corpo della Vita'

dal 29/10/2018

al 29/10/2018

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CREMA - «Grande letteratura, toccante. È un discorso appassionato in favore della vita, che può trovare il proprio senso nella risata di una bambina». Così ‘Der Spiegel’, il maggiore settimanale tedesco, ha sintetizzato il romanzo ‘Il corpo della vita’ che ha consentito al giovane scrittore David Wagner di vincere il Leipziger Buchpreis nel 2013, il premio per la letteratura della Fiera del libro di Lipsia, il maggiore riconoscimento per la nuova narrativa tedesca. Una storia vera, un’opera di letteratura che si fa leggere tutta di un fiato, come se quello che vi è scritto riguardasse molto da vicino il lettore, pur parlando di una esperienza estrema. Grazie a uno stile brillante e asciutto, con distacco e non senza ironia, riesce a parlare di amore, morte, responsabilità, felicità, e del tempo dilatato dall’attesa. Un libro che è stato tradotto in sette Paesi, tra i quali l’Italia, grazie all'editore Fazi. Uno scrittore che gli appassionati di letteratura avranno la possibilità di incontrare al Caffè Letterario di Crema: Wagner è il protagonista del prossimo incontro organizzato dal sodalizio culturale cremasco.

L’appuntamento è per lunedì prossimo, 29 ottobre 2018, in sala Bottesini dell’Istituto Folcioni (ingresso libero). Con inizio alle 20,45, lo scrittore tedesco converserà con Tiziana Cisbani. L’accompagnamento musicale è assicurato da allievi del civico istituto Folcioni.

Cosa succede quando diventa possibile prolungare la propria vita? Per Wagner, che soffre di una grave forma di epatite autoimmune, questa domanda diviene concreta nel momento in cui giunge una telefonata dall’ospedale. Una voce dice che c’è un fegato compatibile per il trapianto. La notizia che aspettava e temeva da tempo. Perché accettare? Magari per veder crescere la propria figlia? Il corpo della vita racconta ciò che precede la telefonata e la lunga permanenza all’ospedale, tra gli altri malati, che raccontano le loro storie, creando un intreccio di vite, destini e confessioni. Ascoltando le loro esperienze, anche il protagonista capisce di avere già una vita alle spalle. Chi ha amato veramente? Per chi vale la pena vivere? Chi è l’uomo che, morendo, gli ha permesso di vivere di nuovo, possibilmente in maniera differente dal passato? La potenza e la bellezza di questo libro stanno nella capacità di non scadere mai nel patetico, mantenendo un equilibrio intelligente tra commozione e lucidità.

Questo è un romanzo che parla di Berlino, di amore, di paternità, di intrecci di vite raccontate. E la storia di un uomo sulla trentina che ha una domanda che gli ronza in testa fin da ragazzino: cosa succede quando diventa possibile prolungare la propria vita? Una domanda che prima o poi si pongono tutti, ma che in questo caso risponde a una possibilità reale. Quella che si concretizza con una telefonata dall'ospedale, quando giunge la notizia che la soluzione a una malattia genetica è arrivata.

Da qui prende avvio un racconto dalle atmosfere lunari, un diario irriverente, una brillante riflessione esistenzialista, infine un romanzo profondamente contemporaneo. ‘Il corpo della vita’ è infatti il frutto di un autore che osa sfidare il pensiero comune, la voce di un uomo che affronta un'esperienza estrema con la forza della ragione e con la ragione sdrammatizza, si prende gioco di sé e infine ci racconta come si presenta la vita in questo primo scorcio del XXI secolo nella nostra vecchia Europa.

A corroborare il racconto sono squarci di vita vissuta, come una vacanza in Messico con Gloria, una settimana sul Lago di Garda con Julia, morta d'overdose. Schegge di passato inframezzate da quadretti di quotidianità ospedaliera, gallerie di compagni di stanza, ragguagli sul decorso della propria malattia, visite di studenti di medicina interessati al caso di epatite autoimmune del protagonista.