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Domenica 22 Luglio 2018

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Venerdì 22 dicembre - Ore 21,00

Romanengo. Una serata dedicata alla storia del "Castrum Rumanenghi"

Romanengo. Una serata dedicata alla storia del "Castrum Rumanenghi"

dal 22/12/2017

al 22/12/2017

genere incontri

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Si discute molto in questi ultimi mesi a Romanengo sul destino del suo Castello che sotto il suolo cela  e custodisce i segni di quello che fu nei secoli passati.  Si sta parlando di un sito tecnicamente urbanizzato nel 1192 su una superficie di circa 20.000 metri quadri.  Va detto però che a quella data il sito era già abitato, magari con poche presenze ma che di sicuro era già noto, si trova infatti sulla direttrice viaria Pavia-Lodi-Brescia, la cosiddetta via <<Laus Pompeia>> tracciata dagli antichi Romani, senza omettere di segnalare la presenza di un porto fluviale attestato nel 1191 a testimonianza che era praticata la navigazione interna anche in questa zona. Il porto era ubicato ai piedi del dosso che diventerà il Castello,  fondato nientemeno dallo stesso Federico Barbarossa, subito dopo l’assedio di Crema. Girolamo Baris  storico soncinese vissuto nel XVI secolo ci dà questa notizia e ne aggiunge un’altra più strabiliante riguardante la fondazione di un ospizio gratuito per pellegrini e forestieri  avvenuta parecchi secoli prima della fondazione del Castello.  Si può  credere o no alle affermazioni del Baris ma solo l’archeologia potrà far luce.  Fortunatamente la fondazione del Castello è suffragata dalle pergamene ancora esistenti  che hanno dato inizio alla  realizzazione dell’opera, promossa, diretta e pagata dal Comune di Cremona per quanto riguarda le fortificazioni, forse ancora modeste, i cui elementi erano l’acqua per le fosse, il legno per le palizzate, e una piccola rocca o forse una torre.  Lo stesso Comune di Cremona aveva anche iniziato a edificare case sia nel Castello sia nel borgo (per esempio i portici). La rocca o la torre erano a salvaguardia delle abitazioni civili e delle istituzioni sorte contemporaneamente al Castello di cui la rocca era parte integrante; provvisto di franchigie e di agevolazioni fiscali Romanengo è diventato Castello e borgo franco.  Fin da subito il Comune di Romanengo vi ha edificato la sua sede e nel 1249 donava all’espiscopio di Cremona un piccolo appezzamento per erigervi la chiesa di S. Giorgio.  Successivamente si sono insediati i cosiddetti Battuti, una confraternita medievale che più avanti lascerà il Castello per  farsi una propria chiesa in piazza, vicina alla parrocchiale. Sul Castello esisteva un ricetto cioè lo spazio riservato al ricovero degli animali, soprattutto da lavoro e dei loro custodi in presenza di eventi bellici. era presente la taverna, alcune attività artigianali, la casa del notaio residente,  il banco degli ebrei che elargivano mutui  e le abitazioni, tante da riempire tutto lo spazio disponibile.  Ma è l’Ospedale di S. Bartolomeo l’ente che desta il maggior interesse, perché potrebbe essere la prosecuzione dell’ospizio di cui si è detto sopra.  La prima attestazione dell’esistenza di questo ospedale risale al 1308 come riferimento confinario di un appezzamento sito  ad Costam (sulla costa del Pianalto). Nel secolo successivo era già dotato di un modesto patrimonio immobiliare a noi noto e dal quale traeva sussistenza. Fu soppresso a metà del XV secolo e i suoi beni incorporati nel patrimonio dell’erigendo Ospedale di S. Maria della Pietà di Cremona.   Le indagini parziali del sottosuolo del Castello effettuate dalle prospezioni geofisiche eseguite nel settembre del 2003 con magnetometro hanno dato esiti più che positivi. E’ stato infatti identificato l’orientamento di diversi gruppi di edifici e tracce di fondazioni; sono state localizzate le ubicazioni della chiesa di s. Giorgio, della piccola torre o campanile e molte tracce della rete viaria.  Si può ben concludere dicendo che il sottosuolo del Castello di Romanengo cela la presenza di reperti che potrebbero far luce sulla storia millenaria di questo sito che costituisce un “unicum” nel territorio cremonese grazie alla straordinaria conservazione del sito,  meritevole di tutta l’attenzione possibile da parte delle istituzioni e del pubblico.