il network

Sabato 23 Febbraio 2019

Altre notizie da questa sezione

Blog


INCHIESTA PAULLESE

Trentun chilometri in 80 minuti
Tra code, semafori e stress

Mattinata in viaggio tra Crema e San Donato L'incubo quotidiano dei pendolari, alla velocità media di 25 km/h

Trentun chilometri in 80 minuti,  velocità media 25,8 chilometri orari, per percorrere il tratto Crema (dall'imbocco della supestrada a due corsie) San Donato Milanese. Cronaca di una mattina come tante, quella odierna, in cui anche noi, come fanno migliaia di pendonlari cremaschi, ci siamo messi in auto per capire cosa significa sorbirsi ogni santo giorno il supplizio del traffico impazzito lungo l'ex statale Paullese. 

Partiti alle 7,25 l'arrivo a destinazione, o meglio a San Donato, poi c'è chi deve ancora prendere la metropolitana o altri mezzi per raggiungere il posto di lavoro o l'università, avviene un'ora e venti dopo. Sino al semaforo a Spino, i primi 14 chilometri filano via lisci. L'incubo comincia appena dopo, per colpa dei due semafori di Zelo e Paullo, inframmezzati dalla rotatoria, il traffico va in tilt. La coda è infinita, si procede a passo d'uomo. Gli automobilisti hanno facce rassegnate, inutile farsi ribollire il sangue. Va un po' meglio a chi viaggia su due ruote, soprattutto scooter, e riesce, pur tra mille pericoli, a superare l'immane fila di vetture. Alle 8 si arriva al semaforo di Zelo, venti minuti dopo si passa quello di Paullo, distante meno di due chilomentri, poi finalmente comincia il tratto raddoppiato sul versante milanese, ma è una pia illusione. La coda si riforma al primo dei due semafori di San Donato. Alle 8,45 il nostro viaggio si conclude con l'ingresso nell'area del capolinea della metropolitana M3. 

Noi torniamo indietro, gli altri vanno al lavoro. Li aspetta una giornata in ufficio, prima del rientro che richiede tempi di percorrenza simili. E domani sarà di nuovo traffico, smog e caos.

Da inizio ottobre la situazione della Paullese è ulteriomente peggiorata per l'afflusso di veicoli dalle altre strade di collegamento verso Milano (Rivoltana in primis) intasate dai cantieri. I pendolari hanno lanciato una raccolta firme e organizzato un 'mailbombing', inviando decine di mail alle istituzioni milanesi, per chiedere che al più presto vengano spenti i semafori di Zelo e Paullo. Ciò consentirebbe di dimezzare le code. Da lunedì, intanto, inizierà la sperimentazione dello spegnimento di entrambi gli impianti di San Donato. Se queste due azioni si concretizzeranno insieme e diverranno definitive, è probabile che la vita dei pendolari migliori. Altrimenti sarà un autunno inverno da incubo.

17 Ottobre 2013

Commenti all'articolo

  • luca

    2013/10/18 - 21:09

    Prima di tutto occorre guardare come la Provincia di Milano ha affrontato il problema dei lavori sulla Rivoltana: andate a pagina 8 e fatevi una amara risata (http://www.provincia.milano.it/articoli/trasporti/files/slide_cantiere_e_soluzioni_al_traffico_Rivoltana.pdf) . In secondo luogo guardate questa presentazione per alcuni esempi di risposte a richieste di intervento da parte di pendolari: https://docs.google.com/presentation/d/1elaTy6ViBFI9__6PWP6pFeHixgMFoeUjkudUT7eR7jk/edit?usp=sharing La provincia di Milano e' responsabile del restringimento del Rondò di Liscate in contemporanea alla chiusura della Cavaione-Liscate (causa cantiere) che crea code interminabili. In un paese civile e attento ai cittadini il rondò sarebbe stato ALLARGATO prima, non ristretto. La Provincia di Milano e' responsabile del rifiuto di trovare una soluzione al problema delle code a Conterico. Se la soluzione proposta dalla petizione online non li soddisfa, CHE NE PROPONGANO UNA LORO!

    Rispondi