il network

Mercoledì 26 Luglio 2017

Altre notizie da questa sezione

Blog


17 maggio

Lettere al Direttore

Ne parlo con...

Un breve ripasso non guasta
LIBERTÀ, DIGNITÀ E DIRITTI
PER LE NOSTRE MAMME

Egregio direttore,
domenica era la festa della mamma e voglio condividere con lei e i suoi lettori alcune riflessioni.
Auguri e grazie, siete la speranza di vita e futuro di questo mondo. Un grazie alle mamme che lavorano, alle mamme che sono a casa, alle mamme senza lavoro, alle mamme che tengono la mano stretta dei loro figli dentro i gommoni gelidi, alle mamme dei bimbi di tutte le guerre che li consolano e hanno una parola di speranza e un gesto di tenerezza quando intorno c’è solo morte... Il sindacato lotta per la libertà, la dignità, i diritti di tutte le mamme del mondo. E qui voglio ricordare alcuni punti importanti.
- I diritti delle mamme lavoratrici in Italia. La legge prevede un periodo di congedo obbligatorio per le future mamme a partire dai 2 mesi precedenti il parto e fino al terzo mese dopo la nascita. L’indennità prevista è pari al 100% dello stipendio (80% per legge, retribuzione globale se prevista per contratto). Dopo il parto la mamma può usufruire di un congedo facoltativo (parentale) per un periodo di 6 mesi fino a quando il figlio non compie i 12 anni con un’indennità pari al 30%. Per il bambino fino a 1 anno di età la mamma ha diritto a permessi giornalieri per l’allattamento retribuiti al 100%: se l’orario di lavoro è pari ad almeno 6 ore si ha diritto a due interruzioni giornaliere di 2 ore complessive al giorno, se l’orario di lavoro è inferiore a 6 ore si ha diritto ad 1 ora giornaliera.
- Cultura e sport, lo sai che... È possibile avere delle detrazioni fiscali, per l’istruzione e le attività sportive ricreative dei figli in base al proprio Isee (Indicatore Situazione Economica Equivalente). Arriva un bebé… ricorda che puoi fare richiesta per gli Assegni familiari. Ricorda di chiedere le detrazioni fiscali per figli a carico.
- Bonus mamme. Per tutti i nati a partire dal gennaio 2017 la legge prevede il bonus ‘mamma domani’ di 800 euro per i figli nati nel 2017, oppure per le mamme che sono almeno al settimo mese di gravidanza. Ma anche un bonus ‘asilo nido’ di 1.000 euro all’anno per tre anni, non detraibile nel 730. (...)
- La salute. I Fondi sanitari contrattuali nei nuovi Ccnl, per i lavoratori aderenti, estendono coperture e garanzie socio-economiche a tutto il nucleo familiare a carico, con contributo a carico dell’azienda e del lavoratore. A tutela delle donne esiste anche la possibilità di avere screening di vario tipo nel caso di diagnosi di malattie tumorali. Per i bimbi con disabilità ricorda, mamma, che la legge prevede diritti aggiuntivi.
Silvano Maffezzoni
(Cisl Cremona)

___________________________

Le foto dei lettori

In via Flaminia pianta pericolosa
Signor direttore,
di passaggio in via Flaminia ho notato questa grande conifera rinsecchita e avvolta dall’edera che dal civico 5, area incolta dell’Europoligrafico, protende parte dei suoi rami, in parte spezzati, sulla strada. Un pericolo potenziale per passanti e automobilisti. Chi valuta e provvede alla messa in sicurezza?
Lorenzo Duchi
(Cremona)

___________________________

Sostegno da ‘La Provincia’
Viaggio della Memoria
Un successo di ragazzi
Gentile direttore,
a conclusione del terzo anno del Progetto triennale 2014-2017 ‘Essere cittadini europei – Percorsi per una memoria europea attiva’ – ‘Il sistema concentrazionario nazista. Il KZ di Mauthausen, campo di eliminazione attraverso il lavoro. (1938/1945)’, desideriamo esprimerle un ringraziamento non formale per il sostegno che il quotidiano da lei diretto ha dato al Viaggio della Memoria 2017 e alle iniziative preparatorie che si sono svolte nel corso di questo anno scolastico, anche a nome degli studenti, dei docenti e dei dirigenti della Rete delle diciassette scuole superiori di Cremona, Crema e Casalmaggiore. (...)
Il notevole incremento di adesioni dei giovani (circa duecento in più rispetto all’anno precedente) è un’ulteriore conferma dell’appartenenza di questo progetto, ormai ultra-ventennale, alla realtà del territorio provinciale e alla sensibilità di numerosi soggetti, pubblici e privati tra i quali è sicuramente da annoverare il sostegno costante del quotidiano ‘La Provincia’.
Desideriamo confermare l’impegno nostro e della Rete a continuare nella trasmissione della Memoria e della storia della deportazione e della Shoah, per proseguire in questo percorso formativo di riflessione sui pericoli che ancora oggi minacciano la democrazia.
Roberta Mozzi
(Dirigente Scolastico I.I.S. ‘Torriani’)
Ilde Bottoli
(Referente storico-scientifico del progetto)

Ratti racconta falsità
Assurdo rovesciare
la verità storica
Signor direttore,
con riferimento alla lettera del signor Diego Ratti sulle stragi naziste e repubblichine durante l’occupazione tedesca in Italia, la prego di pubblicare questa precisazione.
Dopo aver rovesciato la verità storica attribuendo le stragi non al nazifascismo ma… alla Resistenza (tesi che non merita alcuna risposta) Ratti parla, a proposito della ricerca condotta in Italia sull’argomento, di ‘…Università larghe di manica con i soldi dei cittadini contribuenti verso i ricercatori da loro incaricati’. Niente di vero neanche in questo dettaglio. La ricerca a livello nazionale è stata finanziata dal governo della Germania a seguito di un accordo intergovernativo italo-tedesco. La ricerca nella nostra provincia, che ha fatto riferimento all’ANPI e all’Istituto per la Storia del Movimento di Liberazione, è stata condotta in modo volontario, senza alcun costo per nessuno. Anche il fascicoletto che ne pubblica i risultati è stato stampato a cura e spese dell’ANPI.
Giuseppe Azzoni
(Cremona)

Dopo la caduta del fascismo
Una ‘guerra ai civili’ non una guerra civile
Egregio direttore,
nella lettera traboccante di misticismo ipocrita all’insegna del ‘volemose bene’ il lettore Mario Pedrini attribuendo pari colpe ed errori da entrambe le parti nel conflitto che lacerò il Paese per venti mesi confonde volutamente le vittime con i carnefici e dunque sarà bene a quanti come lui rinfrescarne la memoria. Con la caduta del fascismo nel luglio 1943 si chiudeva una fase storico-politica e gli italiani esultanti pensavano di essersi liberati finalmente da una dittatura militaresca insopportabile fatta di soprusi, repressione e condizionamenti ventennali. Ben presto però dovettero ricredersi e l’euforia si trasformò in incubo e terrore a causa di quanti non volevano mollare il potere. Svaniti come neve al sole quel 25 luglio i fascisti della repubblichetta di Salò sono riapparsi sotto varie formazioni squadriste, più feroci e vendicativi grazie alla protezione delle armate tedesche, creando in Italia una situazione peggiore di prima che si trasformò in quella che fu non una guerra civile ma una ‘guerra ai civili’. Con accresciuto livore, repubblichini e nazisti con la paura di di insurrezioni nel Paese, malumori, dissenso nelle fabbriche e soprattutto il disonore di una imminente sconfitta con l'avanzata degli Alleati, si resero vigliaccamente corresponsabili di rastrellamenti, torture, impiccagioni, fucilazioni di partigiani e stragi di civili compreso donne, vecchi e bambini estranei al conflitto in atto. Tragicamente confermate su migliaia di libri, nel dopoguerra vi furono anche denunce specifiche degli episodi con date e nomi in 600 faldoni volutamente occultati per opportunità politica in quell'armadio della vergogna scoperto anni addietro e ora più dettagliatamente indagati a fondo nel libro ‘Zone di guerra, geografia di sangue’ pubblicato recentemente in collaborazione con il governo della Germania per capire che il rinnovato ricordo della Liberazione ogni 25 Aprile da quanto accadde in Italia, il ruolo della lotta partigiana e dei suoi caduti non è una malinconica liturgia istituzionale.
Sergio Noci
(Soresina)

Istituto del Nastro Azzurro
Dugo non è stato eletto
non poteva dimettersi
Signor direttore,
l’articolo pubblicato nel vostro giornale il 15 maggio dal titolo ‘Nastro Azzurro Dugo si è dimesso. Cremona non va commissariata’ contiene diverse inesattezze (...) e ritengo opportuno chiarire meglio la situazione.
Nell’ambito dell’Istituto del Nastro Azzurro tutte le cariche sono elettive e non vengono assunte per presunti diritti acquisiti. Mi spiego meglio: in una provincia il presidente e il consiglio direttivo vengono eletti da tutti gli iscritti di quella provincia indipendentemente dal numero di sezioni o gruppi esistenti. E’ quindi vero che l’articolo 39 (e non 40) del Regolamento applicativo stabilisce che, laddove esistano meno di tre sezioni, quella del capoluogo assume le funzioni e la qualifica di Federazione provinciale, ma non sancisce che il presidente della sezione assume per diritto dinastico la carica di presidente della federazione. (...)
Il Luogotenente Salvatore Dugo, invece di preoccuparsi di trovare un numero di iscritti tali da superare quelli di Crema, si è prodotto in una serie di recriminazioni prive di fondamento, ha interessato un legale che ha minacciato azioni legali (...), ha richiesto chiarimenti circa l’erogazione di contributi della presidenza nazionale alla sezione e alla fine ha rassegnato le dimissioni.
Concludendo: il signor Dugo non poteva rassegnare le dimissioni da Presidente della Federazione di Cremona in quanto nessuno lo aveva regolarmente nominato o eletto in tale carica; (...) considerata la destinazione mirata di quanto il Ministero della Difesa eroga alle associazioni combattentistiche. nessuna sezione riceve contributi dalla presidenza nazionale, ma tutte si attivano con attività varie per far fronte alle proprie esigenze; le elezioni per il rinnovo del Consiglio direttivo avrebbero potuto tenersi da tempo ma, in considerazione delle difficoltà che il signor Dugo ha pensato bene di frapporre, saranno indette entro la fine di giugno.
Carlo Maria Magnani
(Presidente Istituto del Nastro Azzurro)