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Lunedì 20 Novembre 2017

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15 agosto

Lettere al Direttore (1)

IL CASO
Ma per fare volontariato bisogna avere un posto fisso?
Signor direttore,
‘non puoi fare il volontario qui se non hai lavoro fisso perché non puoi garantire la presenza’ è la frase che mi sono sentito dire da ben cinque associazioni di volontariato cremonesi (di cui non faccio nomi per rispetto).
Presentandomi come candidato volontario mi sono visto rifiutare perché, essendo precario, mi si dice: ‘Nei periodi di disoccupazione se ti facciamo cominciare poi magari trovi lavoro e non puoi più venire’.
Capisco l’esigenza di avere persone che garantiscano la presenza ma quindi solo a lavoratori fissi e con orari fissi (che al giorno d’oggi sono sempre meno) è consentito fare volontariato? Almeno lo specificassero negli annunci e quando fanno i gazebo informativi nelle piazze...
Andrea B.
(Cremona)

La sua segnalazione mi sorprende. Rifiutare l’offerta di chi offre il suo tempo sembra un paradosso.

LA LETTERA
Ponte di chiatte di San Matteo, le cose stanno così
Egregio direttore,
non passa giorno ormai senza che qualche improvvisato profondo conoscitore delle dinamiche amministrative nonché di ingegneria idraulica, pontifichi in merito alla questione dolorosa e per certi versi imbarazzante, del ponte in chiatte di San Matteo.
Vorrei approfittare di questo spazio per provare a spiegare come stiano effettivamente le cose. Per farlo serve fare un minimo di analisi del recente passato. Nel 2010 dopo che il sottoscritto, oltre ad un buon numero di cittadini, per mesi ha protestato in consiglio provinciale contro la farneticante idea di realizzare un approdo fisso al posto degli attracchi differenziati in base al livello del fiume, veniva inaugurato in pompa magna un manufatto che a detta degli ideatori avrebbe cambiato la storia.
Ricordo come fosse ieri le immagini festanti del mai compianto presidente Fontanili con l'allora assessore provinciale, nonché segretario viadanese del Pd,Baracca festeggiare la brillante novità. Nel mezzo le nostre proteste volutamente silenziate dai compiacenti media del periodo.
Questa è storia. A distanza di 7 anni il ponte risulta ormai sostanzialmente inutilizzabile per quasi la metà del tempo su base annua. Dopo aver speso 1.700.000 euro di denaro pubblico il risultato e' che un manufatto che aveva egregiamente svolto la propria funzione per decenni allo stato attuale non funziona più. Mi chiedo: esisteranno delle responsabilità almeno politiche, se non finanziarie, da parte degli autori materiali di un errore così grossolano? Parrebbe proprio di no, in quanto in questo mondo a rovescia i più scatenati nel chiedere a gran voce una soluzione del problema sono proprio coloro che l'hanno creato. Tant'è che nelle ultime settimane abbiamo letto di tutto, tranne la verità.
Si perché di verità ce ne è una sola e cioè quella in virtù della quale il ponte resta un manufatto della Provincia. E proprio l'amministrazione provinciale ne deve garantire la funzionalità. Io per conto della regione ho garantito una compartecipazione alla spesa eventuale (per quanto ci riguarda non avremmo obblighi di legge in tal senso, ma ci rendiamo conto che questa accozzaglia di improbabili amministratori non avrebbe la forza da sola di risolvere alcunché). La provincia se volesse avrebbe anche le risorse. Qualcuno forse si è dimenticato ne nei prossimi mesi verranno introitati ben 11 milioni di euro dalla cessione delle quote di autobrennero? Io no.
Quindi la scusa dei soldi che mancano non vale. Ma allora qual'e' il problema vero? La risposta è tanto semplice quanto disarmante: nessuno ha realmente idea di quale soluzione tecnica possa risolvere il problema. Questo è il punto.
In Provincia a Mantova vorrebbero spendere altri milioni di euro senza che questi possano realisticamente contribuire alla soluzione del problema. La Regione e' pronta a fare la propria parte e a concedere le risorse richieste nell'ambito del cosiddetto patto per la Lombardia che insieme agli amici Garavaglia e Nava stiamo faticosamente completando. Però ci siamo premurati di chiedere semplicemente se quelle specie di idee (definirli progetti risulta eccessivo anche sforzandosi con la generosità) che ci sono state segnalate dalla Provincia siano in grado di risolvere il problema oppure no.
Ad oggi su tutto ciò è calato un imbarazzato silenzio da parte del Presidente Morselli, il quale non riesce a tenere a bada le intemperanze dei propri colleghi di partito in Oglio Po, che afflitti da una forma grave di amnesia quotidianamente riempiono i giornali con proposte strampalate. Ovviamente sempre a spese di qualcun altro.
La Provincia faccia il proprio mestiere e cerchi di trovare una soluzione e la Regione metterà a disposizione una parte consistente di risorse per la quale insisto non esiste alcun obbligo, se non l'interesse di tutelare quelle popolazioni che non possono pagare sulla propria pelle la responsabilità di aver avuto una classe dirigente di inetti che ha creato tutto ciò.
Gianni Fava
(assessore regionale all’Agricoltura)

Venerdì sfida a Parma
Parte la serie B. La Cremo mi piace
Signor direttore,
nessun dramma per l’uscita dalla Coppa Italia, perché la Cremo è uscita a testa alta. Primo tempo, supremazia del Bari, ma nella ripresa la Cremo ha tirato fuori gli artigli, facendo vedere che c’era anche lei sul rettangolo di gioco. Diverse occasione per raggiungere il pareggio, in particolar modo nella ripresa e nel finale.
Ora dobbiamo esclusivamente concentrarsi sul lungo campionato della serie B: ci aspettano ben 42 partite e ormai manca poco, si comincia venerdì 25 agosto con la nostra amata squadra grigiorossa impegnata a Parma. Il primo derby. Niente da temere, visto che la squadra che la società sta allestendo sembra molto buona. Qualche ritocco e poi la rosa a disposizione di Tesser sarà competitiva e sono pronto a scommettere che ne vedremo delle belle. (...)
Ma se il mese di agosto, come è risaputo, è il mese di rodaggio, di prove ed esperimenti, poi alla partenza del campionato si fa sul serio e si deve dimostrare il proprio valore.
Coraggio ragazzi, tutto il ‘popolo grigiorosso’ è con voi, pronto a incitarvi a più non posso. (...)
Andrea Delindati
(Cremona)

Orsa abbattuta/1
È stata condannata dal primo momento
Egregio direttore,
KJ2 è stata assassinata. C'è poco spazio per parole che non suonino vuote e inutili, perché non si è riusciti a salvarla. L'hanno condannata dal primo momento. A partire dall'escursionista che ha ‘tralasciato’ di raccontare della sua bastonata a questa orsa. Da legittima difesa ad attacco. E questo è bastato a chi non aspettava altro per dare voce e potere a forze che stanno a malapena nei limiti della legge, chiedendo a gran voce di ammazzare qualunque animale stia loro tra i piedi, non importa altro, nemmeno che la collettività ha pagato per reintrodurre quegli animali, che tuttavia devono stare all'interno di spazi che sono ben precisi quando si tratta di definire i doveri degli animali (guai ad uscire da essi!) ma alquanto elastici se è l'uomo a doverci entrare per i suoi interessi!
Di KJ2 si è parlato, per lei tanti hanno preso la parola. Ma è morta da innocente esattamente come altri animali di cui abbiamo saputo nome e storia da terribili fatti di cronaca, ma anche come tanti altri animali la cui sofferenza e morte non passa dai giornali e spesso nemmeno dai profili social; animali di serie B che non saranno mai come un'orsa famosa.
Associazione UNA Cremona

Orsa abbattuta/2
Uccisione inutile. Aggredita per prima
Signor direttore,
ennesima barbara inutile uccisione. Gli agenti del corpo forestale di Trento hanno abbattuto sabato sera, l’orsa KJ2, in attuazione dell’ordinanza emessa dal presidente della Provincia, Ugo Rossi, per garantire la sicurezza delle persone. L’animale, che si aggirava nei boschi del Trentino, era infatti ricercato dallo scorso 22 luglio, dopo aver ferito un uomo che passeggiava con il suo cane nella zona dei laghi di Lamar. Lo stesso aveva già ripetutamente aggredito un uomo nel giugno del 2015: la vittima aveva riportato ferite gravi. In quell’occasione KJ2 era stata catturata e dotata di radiocollare, del quale si era però in seguito liberata. Purtroppo puntualmente quello che avevamo pensato si è avverato. Ancora una volta ci rendiamo conto dell’atrocità a cui l’uomo può arrivare. Bisogna fermare subito questa crudeltà condannando la mano assassina boicottando da subito i prodotti trentini anche perché, è emerso nel corso dell’inchiesta, era stato l’uomo ad aggredire per primo il plantigrado.
Giovanni D’Agata
(www.sportellodeidiritti.org)

Orsa abbattuta/3
Orrore: e non serve essere animalista
Signor direttore,
come al solito l'intervento dell’‘uomo bestia’ è drastico eh... non c'è bisogno di essere ‘animalisti’ per capirlo. Gli orsi vivono nei boschi naturalmente. Ci nascono, ci vivono, e dovrebbero morirci naturalmente. Sai la fatica con il fucile!
Angelo Lucchi
kgraffittarok@hotmail.it

Estate a Castelverde
La festa del Bar Sport è un successo di tutti
Egregio direttore,
non conosco personalmente il signor Mariani di Castelverde, ma mi permetta di ringraziarlo pubblicamente per le belle parole scritte in elogio a mia moglie e a tutti i ragazzi (si fa per dire!) che collaborano alla realizzazione della festa del Bar Sport, che anche quest'anno graziata dal maltempo si è rivelata il clou dell'estate castelverdese. Una festa che va in controtendenza, presentando sempre musica non usuale (vedi il tributo a Lucio Dalla dell'anno scorso). Approfitto anche per ringraziare quel gruppo di amici (non chiamiamoli sponsor) che senza un grandissimo ritorno pubblicitario, ma per amicizia nei nostri confronti si prestano volentieri alla questua annuale, perché senza di loro non potremmo fare fronte a tutto. Mi permetta di ringraziare gli amici In-POOHT per la splendida performance della seconda serata, e di spezzare una lancia per i ‘nostri’ Gianni e Cristiano band affiancati quest'anno dall'amico imitatore Diego Crivellin di Padova (uno strepitoso Ray Charles) che hanno vivacizzato la serata di venerdì considerata minore, ma nient’affatto vero come dimostrano i numeri delle presenze e del gradimento. Bravi!
Il signor Mariani mi gratifica di un complimento che mi lusinga ma rispondo che da quando nel 2011 con Ottavio Baciocchi e Laura Piva organizzammo la clamorosa festa di ‘Smash generation’, si è risvegliato il piccolo David Zard che è in me, la voglia di grande musica ha ripreso il sopravvento, mi ritrovo quindi a rubare una famosa frase di Arrigo Sacchi: ‘Ci vuole organizzazione, colpo d'occhio, e bus del c...’ per trovare un autentico spettacolo come quello di domenica sera che ha emozionato tutti.
Un plauso a Sabrina Paglia e alla Coffee band, che alla faccia della globalizzazione nessuno conosceva di qua dal Po.
Rubo ancora qualche riga per ringraziare veramente di cuore tutti quanti si sono affacciati sul parcheggio del Bar Sport, e credetemi eravate veramente tanti. Concludo scusandomi con tutti per l'attesa alla cassa, ma sottolineando che lo spettacolo di domenica sera a messo sotto terra tutti i mugugni. Comunque noi siamo qui per valutare tutti i suggerimenti buoni ad evitare ogni criticità.
Buona estate a tutti.
Beppe Franzosi
(Castelverde)

Degrado a Crema
Basta usare la carota. Ora serve il bastone
Caro direttore,
intervengo sulla notizia che riguarda Crema intitolata ‘Degrado, scritte, sporcizia, sesso e amore ‘sotto’ il duomo’ dell’11 agosto,
Queste cose sono l’emblema della società dei rifiuti (...). Non vorremmo colpevolizzare il Comune, se le persone ormai hanno nelle loro menti tutto fuorchè il decoro civile e sociale. Anche gli addetti alle pulizie, purtroppo seguono questo intollerante andazzo e dove c'è lo scempio (in oggetto) si voltano dall'altra parte, poichè sanno che il giorno dopo, anche pulendo, questo luogo e tanti altri simili, sarà lo stesso. Cosa bisogna fare per inculcare alle persone, un comportamento civile? (...) Per evitare il peggio serve ricorrere al famoso bastone, poiché la carota ormai non serve più. (...)
giampaolo.filipponi@alice.it