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Mercoledì 20 Settembre 2017

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11 settembre

Lettere al Direttore

IL CASO

IL PONTE DEL PO SULL’AUTOSTRADA
SUPER CONTROLLATO E IN OTTIMA SALUTE

Signor direttore
In relazione alla lettera pubblicata dal vostro giornale in data 9 settembre e intitolata ‘Quel pilone non è un bel vedere’, la società Centropadane intende rassicurare i lettori circa la sicurezza del ponte dell’autostrada Piacenza-Brescia oggetto della cortese segnalazione di un cittadino, che ringraziamo per il contributo.
I segni di usura mostrati dall’immagine, infatti, rappresentano normali ‘ammaloramenti’ del calcestruzzo superficiale e in alcun modo indicano problemi statici alla struttura.
Il ponte in questione è costantemente monitorato da Centropadane attraverso l’ausilio di strumentazioni avanzate e l’osservazione diretta dei tecnici della società. Gli ultimi controlli risalgono giusto a pochi giorni fa e hanno confermato che - a fronte di un quadro di criticità generale che riguarda le opere viarie che scavalcano il fiume Po - tale ponte gode di buona salute.
La società Centropadane precisa inoltre di aver messo a bilancio da tempo risorse significative per la manutenzione e la sicurezza delle infrastrutture in gestione, attraverso le quali è già stato definito un programma di interventi che comprende anche il lato cremonese della struttura in questione.
L’invito, per chiunque abbia segnalazioni, è comunque quello di contattare i tecnici della società all’indirizzo mail: tecnico@centropadane.it.
Ufficio stampa Centropadane

Vi ringrazio per la precisazione e per le rassicurazioni sulla sicurezza del manufatto, che è tra i più importanti e ‘frequentati’ del territorio.

LA POLEMICA

VIA XI FEBBRAIO, REFERENTI AUTONOMINATISI E INCAPACITÀ

Signor direttore,
vorrei parlare ancora una volta di via XI Febbraio. Siamo partiti chiedendo al Comune, in quanto responsabile della viabilità, di alleggerire la pressione del traffico al mattino dalle 7.30 alle 8.30 davanti la scuola Sacra Famiglia. Conosciamo tutti gli sviluppi abbondantemente sottolineati dal suo giornale. Il Comune ha fatto quella ridicola sperimentazione al pomeriggio in un orario di uscita di pochi studenti, sperimentazione immediatamente approvata dagli autonominatisi referenti, che colgo l’occasione per diffidare pubblicamente dal rappresentarci. Ora le cose stanno in questo modo: non si farà nulla per il traffico mattutino, si chiuderà la via al pomeriggio in due fasce orario delle quattro uscite degli studenti. Si posizioneranno dei paletti e dei cordoli dove la strada si restringe, complicando a mio parere ulteriormente il traffico. I vigili arriveranno come sempre alle 8.15 e se ne andranno alle 8.25. Il vigile davanti l’asilo S. Giorgio per far attraversare un bambino bloccherà come sempre il traffico di quattro strade piene di automobili con i motori accesi e noi residenti dovremo sempre tenere le finestre chiuse a causa dell’inquinamento e delle polveri sottili. Arriveremo più tardi al lavoro perché l’inciviltà dei genitori ci impedirà di uscire con l’auto in tempo utile dalle nostre case. Vorrei sottolineare che anche i ragazzi della scuola respirano come noi aria inquinata. Forse il Comune così orgoglioso di aver trovato questa soluzione deciderà di affrontare seriamente il problema quando si presenterà qualche caso di malattia ai polmoni. E’ un peccato che una via così bella venga rovinata dall’incapacità e dalla stupidità umana.
Grazia Uggeri Bernabè
(Cremona)

Cremona, via Carpena
Lampione spento
i ladri ringraziano
Signor direttore
mi permetta segnalare a chi di competenza che in via Carpena, all’altezza del numero civico 20, sta da mesi un lampione che dovrebbe illuminare la strada antistante, spento. E nonostante le ripetute sollecitazioni dei residenti, per un intervento illuminante, la situazione è ancora al buio. Ciò che più dispiace o irrita è che dopo le varie segnalazioni del guasto agli interessati non è dato il piacere di conoscere a chi compete la sostituzione di questa benedetta lampadina. Il fatto è che la zona, essendo in estrema periferia, è mirata spesso da topi... d’appartamento che sicuramente lavorano meglio se operano al buio.
Pietro Ferrari
(Cremona)

In Venezuela
Chiesa schierata
con la destra golpista
Egregio direttore,
la destabilizzazione statunitense del Venezuela ha trovato nel Vaticano e sopratutto nella chiesa locale due preziosi alleati che non si fanno scrupoli nell’appoggiare golpisti e stragisti clerico-fascisti, tant’è che alla recente kermesse apostolica in Colombia, ben cinque vescovi Venezuelani in pompa magna si sono recati dal Santo Padre lamentando la tragica situazione del loro Paese e per perorare l’appoggio alle vecchie amicizie borghesi dell’oligarchia parassitaria contro il governo bolivariano filo-marxista favorevole allo sviluppo sociale della popolazione più umile e povera. Fin dai tempi delle incursioni spagnole di Isabelita la Cattolica, nei secoli la chiesa sudamericana è sempre stata alleata con l’aristocrazia feudale dei caballeros per mantenere il popolo nell’ignoranza, nella inconsapevolezza dei propri diritti e contro i movimenti rivoluzionari indipendentisti. Il giovedì santo del 1812 ad esempio, a Caracas ed in altre città liberate dall'esercito di Simon Bolivar ci fu un disastroso terremoto con migliaia di morti. Preti e frati schierati ovviamente con le forze fedeli al Re spagnolo e in difesa dell’aristocrazia dominante nelle loro prediche fecero credere al popolo che si trattava del ‘Castigo del cielo’ causato dai rivoluzionari che si sono ribellati al legittimo sovrano, il virtuoso Ferdinando VII. Ai giorni nostri la feccia ‘dissidente’ Venezuelana appoggiata dal clero, la borghesia speculativa parassitaria che boicotta i prodotti alimentari e i medicinali nei mercati sociali per reimportarli a prezzi 30-40 volte superiori creando inflazione e l’oligarchia colonialista che ha perso profitti e rendite con la nazionalizzazione petrolifera, non perdonano a Chavez di aver sradicato l'analfabetismo creando gruppi intellettuali socialisti muniti di senso civico e spirito comunitario. Uno strano Dio quello dei vescovi venezuelani che appoggiano la destra golpista; un Dio trino e quattrino tant’è che da quelle parti circola il detto: el dinero es muy catolico. Non credo servano traduzioni.
Sergio.noci@tiscali.it
(Soresina)

Ciclabile Cremona-Cava
Finalmente esce
la parola ‘fine’
Ecco direttore,
(...) ciclabile Cremona-Cavatigozzi, i titoli di coda scorrono, finalmente sullo schermo esce la parola ‘fine’, evviva. Usciti da quel vicolo cieco, da quella strada senza uscita che ha rappresentato per anni la tanto attesa realizzazione di un importante collegamento ‘ciclico’ (su due pedali). Non era più sostenibile un disinibito arrogante ‘cùl de sàc’, appunto, poiché rappresentava una imbarazzante situazione di stallo, una vergogna, come se l’avvenire che ci attendeva fosse stato per noi un castigo. Perché vedi direttore certi tiratardi della prima ora, mica che li puoi assolvere così sui due piedi, ce lo devi dire in faccia. A proposito, che fine hanno fatto quelli? Fatti loro, noi esultiamo per i fatti nostri. Fondo stradale tirato a biliardo, rafforzate sempre di più le opere per la messa in sicurezza della ciclabile (parapetti, robusti guard rail, segnaletica…), addirittura approvata cum grano salis l’illuminazione pubblica lungo la ciclabile con tanto di lampade a led. Ma ti rendi conto di quale esuberante portata rappresenta quest’opera? Eppure, se tu sapessi, ancora sopravvivono (ma sono alla canna del gas) sparuti logorroici penosi tira indrèe. (...)
Giorgino Carnevali
(Cremona)

I fatti di Viadana
Parlando di Storia
è bene documentarsi
Egregio direttore,
(...) in alcuni casi, non conoscendo a fondo quanto viene riferito, opinato o raccontato il lettore potrebbe subire disguidi interpretativi. Prendiamo, ad esempio, la lettera, pubblicata il 10 agosto, di Angelo Rosa di Viadana. Non credo che essa meriti il ‘cappello’: ‘Ma serve ai giovani’ ai quali, invece, sarebbe opportuno fare presente che non si possono prendere in esame gli accadimenti italiani degli anni 1922-1923 prescindendo dallo studio di quelli sviluppatisi negli anni precedenti, partendo almeno dal 1914 e soffermandosi, particolarmente, sugli anni 1919-1920. Viadana è in provincia di Mantova, la città ove, nei suddetti anni, la sovversione socialista si manifestò persin peggio di quella sviluppatasi a Milano e a Torino. È quindi utile, nel caso Rosa, andarsi a leggere i giornali mantovani — sempre come esempio documentato — del dicembre 1919 per rendersi conto del comportamento di centinaia e centinaia di scioperanti i quali, accecati dalla demagogia socialista, marciarono nel centro della città al canto di ‘Bandiera rossa’ muniti di randelli, badili, paletti di ferro e pistole. Saccheggiarono e distrussero, allora, la stazione ferroviaria, alcune abitazioni e negozi. Infine, penetrando nelle carceri, fecero evacuare oltre cento detenuti comuni, i quali si scatenarono anch’essi per le strade commettendo reati di ogni genere. L’Avanti del 5 dicembre 1919 riferisce quanto accadde. Questo era il clima di allora, quando sparuti gruppi di cittadini si affiancarono a Mussolini ed affrontarono quelle centinaia di forsennati che le forze pubbliche faticavano a trattenere. (...)
Claudio Fedeli
(Cremona)

Ma tenere i piedi per terra
Cremo, un inizio
da grandi numeri
Signor direttore,
terza di Campionato in quel di Vercelli dove la Cremo non vinceva dal lontano 1971 e sabato, con una prova super, più che convincente ha espugnato il campo della squadra allenata da Grassadonia per 4-1 (...). Vincere così nettamente in trasferta sembra un sogno, stiamo coi piedi per terra, perché ora ci aspetta un altro trittico di partite difficili. A mio avviso i fattori importanti per disputare la cadetteria ad alti livelli sono tre: qualità, quantità e cinismo. Per ora i numeri sono a nostro favore. Tre incontri disputati: reti fatte sette, subite tre. E dulcis in fondo, lo trovo doveroso, un grosso plauso vada ancora una volta ai trecento cinquanta tifosi circa che hanno seguito la squadra in Piemonte.
Andrea Delindati
(Cremona)

Le foto dei lettori

Egregio direttore, le invio la foto di una farfalla che ogni anno appare nel mio
giardino al fiorire delle zinnie e che ci allieta con la sua bellezza, tanto che io e
mio marito l’abbiamo poeticamente definita ‘La signora delle zinnie’.
Antonietta Marsella (Sospiro)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2017/09/13 - 11:11

    E' bello constatare costantemente come l'ideologia comunista si ripete nelle malefatte e nella violenza cieca , e di come ancora oggi tanti si illudono che sia perseguibile in qualche maniera. Noci e tutti i compagni kavernicoli, per esempio, cominciano sempre cercando di spiegare a te che stai sbagliando e che loro non sbagliano mai, ma se tu insisti con la tua opinione poi passano ai caschi, ai passamontagna, alle spranghe e poi alle rivoltelle (le BR erano tutti bravi ragazzi come questi). Quindi chiedo la cortesia a lui e ai compagni tutti: basta! La Storia vi ha smentito; è triste ma è così, non c'è modo di farlo funzionare. Perché? Perché l'uomo sbaglia. Anche il migliore, ma il comunismo non perdona, anzi! A differenza di quella realtà che tanto odiate la quale, conscia di questo fatto certo, fonda la sua esistenza non sugli uomini ma su un Altro che perdona e salva, magari con i suoi tempi, ma inesorabilmente.

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