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Giovedì 23 Novembre 2017

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Tempolibero

La MOSTARDA
Un fantastico concentrato di “archeologia alimentare” sulle nostre tavole

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10 ottobre

Lettere al Direttore (2)

Le foto dei lettori

Egregio direttore, il nostro fiume Po, così grigio e lento, è spesso protagonista e complice di tramonti meravigliosi ed emozionanti, degni del miglior pittore. Così la mia macchina fotografica ha immortalato questo tramonto.
Ivano Spadola
(Cremona)

Ne parlo con...

Ignoranza storica pericolosa
Colombo fu eroe negativo? L'Occidente odia se stesso
Egregio direttore,
con l’avvicinarsi dell’anniversario della scoperta delle Americhe (12 ottobre) leggo e vedo le notizie che arrivano da oltreoceano e la sistematica contestazione della figura del nostro italiano Cristoforo Colombo, pare addirittura che le statue del grande navigatore presenti qua e la sul suolo americano dovranno essere protette dalla polizia per evitarne lo sfregio.
Come dice un mio amico gli orizzonti della pazzia collettiva si stanno allargando e io aggiungo alimentati da una grande ignoranza storica che è sempre stato un grande handicap del popolo americano.
Affermare che Colombo è il responsabile dei massacri degli indigeni da parte dei colonizzatori europei è come dire che Garibaldi è il responsabile del mancato sviluppo del nostro Meridione. Colombo non seppe di aver scoperto un nuovo continente morì nella convinzione di aver raggiunto il Giappone o l’India, fu Amerigo Vespucci (e da lì il nome America) dieci anni dopo Colombo che si convinse di essere davanti ad un nuovo continente.
Arrivarono poi i conquistadores spagnoli che non erano santi ma gli incas e gli aztechi erano forse angeli e cherubini? Si dedicavano ai sacrifici umani con riti raccapriccianti e ovviamente praticavano la schiavitù sui popoli loro sottomessi ed è grazie alla ribellione di questi ultimi e non perché i guerrieri incas e aztechi avessero paura delle armi da fuoco che Cortes e Pizzarro conquistarono con soli mille soldati i due imperi sudamericani.
Ho letto che la città di Los Angeles ha cancellato il Columbus Day ma per coerenza dovrebbe cambiare anche nome perché non è certo una città dal nome Navajo o Apache e magari Hollywood dovrebbe bruciare le pellicole del tenente Colombo un cognome così sconveniente non si addice ad un buon americano! Forse è vero che l’Occidente odia se stesso, si odia a tal punto da negare la verità storica autodenunciandosi per tutte le nefandezze commesse dall’umanità anche quelle che non gli competono o almeno andrebbero condivise con altre culture estranee alla civiltà occidentale.
E così si alimentano i sensi di colpa tutto per giustificare anche il non giustificabile come per esempio l’immigrazione clandestina. Ma domando se uno odia se stesso come può essere d’aiuto ad altri? Sarà forse il caso di farci tutti un esame di coscienza e magari dire ai nostri ragazzi in età scolastica (gli adulti di domani) di studiare con passione la Storia perché come diceva qualcuno chi non conosce la Storia e destinato a ripeterla.
Gabriele Marchetti
(Torricella del Pizzo)

L'ANALISI
Gli inglesi al bivio tra il caos e il ritorno al passto
Nel momento in cui la Gran Bretagna dovrebbe avere una leadership efficiente per affrontare i negoziati della Brexit, ai vertici politici regna il caos. La premier Theresa May, reduce da un disastroso congresso del partito conservatore in cui ha fatto forse il peggiore discorso della sua vita, è in bilico.
Venerdì, Grant Shapps, ex presidente del partito sostenuto da cinque ex ministri e almeno 30 deputati ne ha chiesto le dimissioni. Il gabinetto è spaccato tra sostenitori di una Brexit dura, con uscita dal mercato comune e chiusura agli immigrati e una Brexit morbida che- governi europei permettendo - lascerebbe la Gran Bretagna con un piede nella Ue.
Il vulcanico ministro degli Esteri Boris Johnson, leader dei duri, che vuole il posto della May (ma senza molte possibilità) non esita a dissentire pubblicamente da lei ad ogni occasione, contribuendo a minarne l’autorità anche di fronte all’Europa. Intanto, la sterlina continua nella sua discesa, e l’economia, che al momento del referendum era florida, sta entrando in crisi.
E in crisi, sempre più grave, è il partito conservatore, che dopo la disastrosa esperienza della scorsa primavera, quando nelle elezioni a sorpresa volute dalla May nell’illusione di consolidare il proprio potere perse invece 30 deputati, riducendosi a governare con l’appoggio esterno dei dieci deputati Unionisti irlandesi, sta letteralmente perdendo la bussola. Alle ultime elezioni ha avuto il voto di meno di un quarto dei giovani sotto i trent’anni e solo il 19% di quello dei sempre più numerosi e influenti immigrati. In Parlamento, c’è un dissidio sempre latente tra la gerontocrazia dominante e un gruppo di giovani e capaci deputati che sono stati esclusi dal governo.
Se, per il momento prevale ancora l’orientamento di sostenere la premier fino alla fine dei negoziati con la Ue, è solo perché si teme che una implosione del governo possa portare a nuove elezioni che, stando agli ultimi sondaggi, potrebbero essere vinte dal Labour di Jeremy Corbyn. Qui siamo a un altro paradosso della situazione politica britannica.
Quando, tre anni fa, il partito laburista elesse a sorpresa come leader Corbyn, un anziano veteromarxista che era sempre stato relegato ai margini del gruppo parlamentare e propugna l’uscita dalla Nato, la rinuncia all’arsenale nucleare e la rinazionalizzazione di molte industrie, si parlò di una specie di suicidio. Invece Corbyn non solo è riuscito a farsi confermare nella carica, ma è diventato il punto di riferimento per tutti gli scontenti, dai giovani che non credono più nel capitalismo liberale ai dipendenti pubblici sottopagati, dai ‘colletti blu’ che fino alla Brexit votavano in massa per l’Ukip agli immigrati che si sentono discriminati.
Al momento della sua elezione a leader del Labour, nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla sua possibilità di entrare al n° 10 di Downing street. Oggi, ha 50% probabilità di riuscirci, anche se una gran parte del suo stesso gruppo parlamentare dissente dalle sue idee estremiste e di conseguenza avrebbe difficoltà a formare un governo.
Molti pensano che un governo Corbyn potrebbe portare indietro la Gran Bretagna di trent’anni. Questa situazione caotica solleva gravi preoccupazioni a Bruxelles, perché in pratica paralizza i negoziati per la Brexit che – stando ai trattati – dovrebbero essere conclusi entro il maggio del 2019. Michel Barnier, l’ex commisssario cui la Ue ha affidato le trattative, prevede che la May cada o non riesca a far passare la sua linea nel governo e perciò temporeggia in attesa di un chiarimento.
Al Congresso, gli oratori più applauditi sono stati i circa 60 deputati che vogliono una Brexit dura, al punto di sostenere che non è la Gran Bretagna a dovere dei soldi alla Ue, ma viceversa. Ma c’è anche una parte di cittadini che hanno votato per la Brexit e che ora, in cuor loro, vorrebbero tornare indietro. Fino adesso, le trattative hanno fatto pochissimi progressi, anche per una sorprendente mancanza di preparazione della delegazione britannica guidata dal ministro David Davis. Intanto passano le settimane e i mesi, e molti dossier complicatissimi non sono neppure stati aperti.
Livio Caputo

Alle Figlie di San Camillo
A Ortopedia curata e trattata benissimo
Signor direttore,
desidero esprimere profonda gratitudine per le cure ricevute presso il reparto Ortopedia della clinica Figlie di San Camillo di Cremona. In seguito ad una caduta, ho dovuto subire un intervento d’urgenza di protesi all’anca. Sono stata accolta con gentilezza, professionalità ed umanità da tutto il personale, tutti mi hanno fatto sentire come se fossi a casa, curando non solamente l’aspetto medico e riabilitativo della mia patologia, ma anche quello psicologico e spirituale. Penso che esperienze come la mia non siano da sottovalutare e credo che un reparto come questo possa essere considerato una vera eccellenza nell’ambito del nostro territorio e non solo.
Loredana Rovaldi
(Cremona)

Inquinamento a Cremona
Pullman fermi ma motore acceso
Signor direttore,
ci riempiamo tanto la bocca con la parola ecologia, con la lotta alle Pm10, ai diesel fuorilegge, alle caldaie non revisionate eccetera, quando poi consentiamo al pullman della Usc Cremonese che attende i giocatori a fine partita di restare acceso per 45 minuti (domenica 8 ottobre via Bibaculo, dalle 17 alle 17.45); peraltro inutilmente dal momento che poi molti di essi se ne sono andati per fatti loro con altri mezzi. Questo non è inquinamento? Allo stesso modo si lascia che i pullman turistici che scaricano/caricano i passeggeri in piazza Libertà rimangano accesi per parecchi minuti in barba a 2 cartelli di divieto presenti sul piazzale (tra l’altro a fianco del comando della polizia locale). Poi non venite a raccontarci del superamento delle soglie di inquinamento e della necessità di adottare modalità di trasporto più green.
Gianluca Bardella
(Cremona)

Noi ne subiamo gli errori
E’ vero: la colpa è di chi fa le leggi
Egregio direttore,
leggo la replica del direttore regionale Inps, Milano. Troppo e spesso ce la prendiamo con chi applica le leggi e non con chi le fa (Parlamento). Vediamo i magistrati, costretti a loro malgrado liberare delinquenti, perché le leggi lo impongono.
Ha ragione il direttore regionale Inps nella sua replica ma, non dimentichiamo anche le confusioni che genera il presidente dell’Inps nei suoi illegittimi interventi.
Cesare Forte
(Oradea, Romania)