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Giovedì 23 Novembre 2017

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11 ottobre

Lettere al Direttore

Ne parlo con...

Il comune e il Daspo urbano
Il decoro urbano è una cosa seria
condivido la ‘stretta’

Egregio direttore,
si apprende da ‘La Provincia’ che a palazzo Comunale è in fase di discussione il Daspo urbano, che ha già creato qualche levata di scudi a difesa della libertà individuale.
D’accordo, si stia pure attenti a questo aspetto, ma l'Amministrazione comunale non abbia timore a redigere regole più stringenti e, soprattutto, a fare in modo che le pene vengano scontate. Si è letto che in taluni casi Comune e Tribunale possono convenire che la pena venga convertita in lavori socialmente utili. Ma quando potremo finalmente vedere gli imbrattati muri della città sistemati da chi ha compiuto le malefatte, e non grazie al volonteroso intervento degli alpini? Il decoro urbano è un po' il biglietto di presentazione di una cittadinanza e in questo contesto rientrano anche i cartelli stradali.
Segnalo quindi il cartello di indicazione della località Battaglione (che fa parte del quartiere che mi vede presidente del relativo Comitato), sito all'inizio dell'abitato dell'omonima via, da tempo fortemente imbrattato dai soliti mascalzoni.
Credo che il soggetto deputato al controllo dell'integrità di tale segnaletica abbia una certa refrattarietà alla sostituzione del medesimo per il timore che di li a poco si ricada nella stessa situazione. Mi domando se non sia possibile che i cartelli vengano predisposti con la protezione di tre o quattro pellicole trasparenti, che diano quindi modo, mediante la loro rimozione, di ripristinare per altrettante volte l'integrità della segnalazione.
Luciano Losi
(Cremona)

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Le foto dei lettori

Caro direttore, anche quest’anno, grazie all’impegno e alla passione dei panificatori cremonesi, abbiamo potuto gustare
direttamente nella bella piazza Roma le specialità del pane e mi ha colpito molto veder coinvolti diversi giovani che probabilmente stanno riscoprendo in questo antico mestiere nuove opportunità di lavoro. Speriamobene, Diolibenedica Salvo Liuzzi (Cremona)

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La ritenuta d’acconto
Esposizione in fattura
Non c’è alcun obbligo
Egregio direttore,
con riferimento alla lettera dal titolo ‘LGH e il pasticcio della ritenuta d’acconto’ a firma Geom. Gianfranco Saccani pubblicata in data 10 ottobre, Linea Gestioni intende precisare quanto segue.
Innanzitutto preme chiarire che l’azienda non ha alcun obbligo di esposizione in fattura della ritenuta d’acconto dovuta per le proprie prestazioni. Lo spiega esplicitamente l’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 7/E del 7 febbraio 2007 - indirizzata prevalentemente agli amministratori di condominio – in cui precisa che il comma 1 dell’articolo 25-ter del DPR 600/73 (‘Disposizioni comuni in materia di accertamento delle imposte sui redditi’) introdotto dalla legge Finanziaria 2007 stabilisce che ‘Il condominio quale sostituto di imposta opera all’atto del pagamento una ritenuta del 4 per cento a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dal percipiente, con obbligo di rivalsa, sui corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti di appalto di opere o servizi, anche se rese a terzi o nell’interesse di terzi, effettuate nell’esercizio di impresa’.
La stessa circolare ribadisce al punto 2 che il soggetto obbligato è il condominio, mentre al punto 5 specifica che ‘la norma in commento trova applicazione all’atto del pagamento dei corrispettivi dovuti per prestazioni relative a contratti d’appalto di opere o servizi’ e che ‘l’obbligo di operare la predetta ritenuta, ancorato - come si è detto - all’atto del pagamento, sussiste a prescindere dall’assolvimento o meno dell’obbligo di emettere fattura (si pensi alle prestazioni occasionali) ovvero a prescindere dalla indicazione in fattura della ritenuta medesima’.
Alla luce di quanto sopra e contrariamente a quanto affermato nella lettera, LGH - nella fattispecie Linea Gestioni - ha sempre agito nel rispetto della legge non avendo di fatto alcun obbligo di esposizione in fattura della ritenuta d’acconto.
Gli importi fatturati ai clienti sono quindi sempre stati corretti e non deve pertanto essere emessa alcuna nota di credito.
L’azienda, come di consueto, riconferma infine la propria piena disponibilità per ogni ulteriore informazione o esigenza, ribadendo la collaborazione e la vicinanza ai propri clienti.
Linea Gestioni
(Cremona)

Il nodo delle carceri
In Italia ce ne sono
a decine inutilizzate
Signor direttore,
i sociologhi da salotto che concionano in ogni TV che dia loro spazio predicano l’indulgenza e le amnistie con il pretesto che ‘le carceri sono piene e ci si vive in modo inumano’.
Dimenticano che se si va in carcere (capita sempre meno sovente data l’indulgenza eccessiva della magistratura e la parziale impotenza delle forze dell’ordine ) è perché si sono commessi dei reati gravi che prevedono appunto il carcere e che perciò si tratta di giustizia e non di persecuzione!
Ma soprattutto, dimenticano di dire che i posti in carcere per stare meno affollati ci sono, ma non vengono usati per inefficienza e per menefreghismo.
Nel nostro Paese ci sono almeno quaranta carceri costruite, inaugurate e mai utilizzate che, rese efficienti, potrebbero fornire dai 40.000 ai 50.000 posti.
Ecco alcuni nomi: Casamassima, Monopoli, Accadia, Bovino, Orsara, Francavilla Fontana, Spinazzola, Mileto, Cropani, Squillace, Arena, Soriano Calabro, Petilia, Policastro, Cropolati, Palmi, Villaba, Agrigento, Gragnano, Pescia, Ancona, Udine, Gorizia, Pisa, Capanne, Terni, Pinerolo, Codignano, Forlì.
Rimettere in libertà i detenuti non risolve il problema sovraffollamento: la maggior parte di loro rientra in galera e, alla lunga, i cittadini si farebbero giustizia da sé!
Certamente ci vorrebbe una politica con meno corruzione e con più palle e più interesse per la cosa pubblica.
Alessandro Mezzano
(Cremona)

‘Revival Wembley’
Una bella serata
di sport e solidarietà
Gentile direttore,
teniamo a ringraziare di cuore quanti si sono prodigati per la buona riuscita della serata ‘Revival Wembley’ che si è tenuta in settembre all’Arena Giardino. E’ stato proiettato l’indimenticabile match del 28 marzo 1993 che valse alla Cremonese la vittoria della Coppa anglo-americana, un prestigioso trionfo che hanno voluto ricordare anche i campioni dell’epoca. Un grazie particolare da parte della nostra associazione, alla quale sono stati devoluti i proventi della serata, va a Giorgio Brugnoli che ha messo a disposizione lo spazio. Ma vogliamo citare anche il consiglio direttivo della Mac di Cremona, che ha ospitato l’aperitivo di benvenuto per i campioni della Cremonese, organizzato grazie alla ditta Omo. E’ stata una bella serata di sport e solidarietà.
Associazione Giorgio Conti
(Cremona)

Veri animali politici
Sempre una ‘poltrona’
per i vecchi Dc
Caro direttore,
abbiamo sempre invidiato la straordinaria maestrìa dei ‘vecchi’ Dc di destreggiarsi nel turbinio delle molteplici correnti interne. Chi è riuscito a superarne, indenne, ogni stravolgimento si è ritrovato più temprato e non meno orgoglioso di prima. Noi, conoscendo lo stampo di tanti ‘scudocrociati’, non ne siamo rimasti affatto sorpresi. Difficile possano estinguersi esemplari in grado di adattarsi, alla perfezione, ad ogni ambiente dove, la poligamia dei musulmani, al confronto, potrebbe apparire pratica da dilettanti. Per loro, qualsiasi rivoluzione avvenga, ci sarà sempre un posto assicurato.
Massimo Rizzi
(Cremona)

Un po ‘bella addormentata’
L’amministrazione
procede a rilento
Egregio direttore,
da meticcia quale sono, col tempo presumo d’aver imparato a riconoscerne le diversità dei caratteri. Residente in città da oltre cinquant’anni mi risulta assai più facile cogliere i difetti di una amministrazione che, per quanto si prodighi, procede a rilento (...) uniformandosi alla cadenza strascicata del dialetto locale. Che dire? Non sarebbe opportuno (se non indispensabile) provvedere sollecitamente piuttosto che brigare, come spesso succede, per pura ‘amenità’? Qualcuno avrà avvertito la ‘bella addormentata’?
P. F. Mari
(Cremona)