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Giovedì 23 Novembre 2017

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12 ottobre

Lettere al Direttore (1)

IL CASO
«Nessuna interruzione del servizio» piscina, il comune ci aveva rassicurati

Gentile direttore,
mi spiace constatarlo ma devo proprio essere il solo a ricordare che, al tempo della indizione dell’appalto per la gestione della nostra piscina comunale, la giunta comunale dichiarò, anche sulle pagine del nostro quotidiano locale, che non ci sarebbe stata alcuna interruzione del servizio.
Ebbene, piscina chiusa dal 23 settembre per il singolo cittadino e dal 28 per gli atleti. E’ proprio vero che a noi semplici cittadini i poteri possono raccontare di tutto e di più, tanto dimentichiamo tutto.
Andrea Capuzzi
(Cremona)

Oggi è previsto un sopralluogo alla piscina (il terzo) di Sport Management, subentrata alla Fin nella gestione, e del Comune. Dall’incontro potrebbe uscire la notizia che entro il fine settimana il servizio sarà riattivato. Certo è che le cattive condizioni generali non erano un mistero: sono molte le lettere dei lettori e i nostri articoli in tal senso.

LA POLEMICA
Rimasto inascoltato il mio sos ai servizi sociali
Signor direttore,
questo mio grido vorrei che questa volta sia ascoltato. Sono passati altri 20 giorni da quando ho esplicitamente chiesto un incontro con il servizio sociale, sottolineandone l’urgenza.
Ora con queste righe ringrazio Aler per la tempestività avuta per trovare un alloggio idoneo per mia madre (70 anni) e per me e mio figlio.
Tempo fa dopo vari problemi viene affidato un operatore sociale a mia madre; l’operatore con modi si professionali ma anche molto umani svolge questo compito con difficoltà un po’ per il mio modo di essere un po’ per la situazione per nulla facile, ma lo ringrazio perché è stato l’unico a non fermarsi solo a parole, c’è stato anche di persona (venuto a conoscere mia madre in ospedale).
Ora che anche la situazione era delicata, senza alcun avviso si viene a scoprire che mia madre non ha più questa figura d’appoggio. Così mi ritrovo in un’altra situazione dove la destabilizzazione di una serenità viene a colpire.
Si era parlato di un aiuto in denaro verso Aler ma tutt’oggi non si conosce dove sia andato (e verso Aler non so che spiegare).
Si era anche parlato di un lavoro part-time per me visto che ormai devo cessare l’attività che ormai mi reca solo debito.
Chiedo con urgenza un incontro per avvisare un percorso che abbia si parole ma anche fatti per un inizio dignitoso.
Fausta Fantoni
(Cremona)

Aderiamo alla petizione
‘Ero straniero’: firme contro la Bossi-Fini
Signor direttore,
come Associazione culturale ‘eppurquelsogno’ di Romanengo e dintorni, abbiamo aderito alla campagna di iniziativa popolare promossa da Radicali Italiani, Fondazione Casa delle Carità Angelo Abriani, Acli, Arci, Caritas italiana, Fondazione Migrantes e altre associazioni impegnate sul fronte immigrazione.
La campagna di raccolta firme si propone di far superare la legge Bossi/Fini sull’immigrazione, puntando su accoglienza, lavoro e inclusione. ‘Ero straniero. L’umanità che fa bene’ si propone si mandare un segnale al Parlamento per cambiare le politiche sull'immigrazione in Italia, per governare in modo efficace e nel rispetto dei diritti il fenomeno dei flussi migratori, trasformandoli in opportunità per il Paese. La proposta di legge di iniziativa popolare dal titolo ‘Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa dei cittadini stranieri non comunitari’.
Associazione culturale ‘eppurquelsogno’
(Romanengo)

Per i controlli lungo il Po
La polizia provinciale dia ai Cc lo scafo fermo

Signor direttore,
con l’avvenuta integrazione del corpo forestale dello Stato nell’Arma, ai carabinieri forestali (questa la loro nuova denominazione) sono affidati tantissimi compiti che a mio avviso si trovano in difficoltà a svolgere per mancanza di mezzi e di uomini. Uno dei principali è il controllo ecologico ambientale tra cui la caccia, la pesca ed il controllo delle acque interne.
Vorrei sapere come possono effettuare questi controlli se sono sprovvisti di imbarcazioni adeguate per svolgere tali servizi, i nostri fiumi sono totalmente privi di controllo da parte delle forze dell’ordine. Una volta vi erano una motovedetta dei carabinieri e una della guardia di finanza che svolgevano un buon servizio sul Po. Perché questi servizi sono stati interrotti? Per quale motivo? Mi è stata data una risposta: non ci sono più soldi.
La polizia provinciale di Cremona che è ridotta a poche unità operative ha in dotazione da anni uno scafo che praticamente non viene mai usato per mancanza di personale qualificato per condurre tale mezzo, perché non cederlo ai carabinieri forestali o alla guardia di finanza che hanno personale qualificato e abilitato per svolgere tali servizi nelle nostre acque fluviali, garantendo controlli e sicurezza a 360 gradi.
Con l’occasione auguro buon lavoro ai nuovi carabinieri forestali e sono più che sicuro e convinto che sapranno svolgere il loro lavoro con la massima professionalità facendo onore all’Arma dei carabinieri.
Franco Nico Ranzenigo
(Cremona)

Tra le grandi potenze
‘Santa’ alleanza contro il terrorismo
Egregio direttore,
paiono maturi i tempi per giungere ad un accordo tra le maggiori potenze, Russia e Stati Uniti per opporsi con ogni mezzo ad un terrorismo sconsiderato che non risparmia più nessuno Se tale coalizione è riuscita a debellare l’organizzazione militare nazista non dovrebbe risultare impossibile lo stesso risultare impossibile lo stesso risultato contro l’estremismo attuale dovesse costare tempi lunghi e difficilmente prevedibili. Una sorta di Santa Alleanza come quella della Lega Cattolica costituitasi intorno alla tre quarti del secolo XVI per contrastare quel fanatismo islamico mirante all’invasione del mondo allora conosciuto. Visto che anche oggi si stanno moltiplicando tali barbarie.
Gaetano Solfi
(Cremona)

Io non ne provo nostalgia
Il ’68 disprezzò lo Stato e le istituzioni
Egregio direttore,
quello che si legge nella lettera del cremasco Angelo Guerci, su Spazio del 10 ottobre, si presenta come il ricordo di una passione romantica del sessantotto, che ha lasciato ai suoi protagonisti una bianca polverina per sognare. I frutti educativi di quel periodo funesto si riassumono nella dichiarazione finale dell’autore. Il 68 denigrò le istituzioni, disprezzò lo Stato, si sbarazzò di ogni meritocrazia e tolse la legittimità ai valori che, da sempre, tenevano in piedi la comunità nazionale. Come intuì Pierpaolo Pasolini e come oggi abbiamo sotto gli occhi, il 68 servì ai disegni del neocapitalismo e del consumismo. Anche la Chiesa — aggiungeva Pasolini, ne sarebbe risultata superflua. Stante certi personaggi, che scrissero la storia del dissenso e che vengono elencati dal Guerci come ispiratori di quei bei tempi, il 68 entrò nei seminari e nella Chiesa essendosi, l’ondata clerico-sessantottarda, forgiata con il Concilio Vaticano II. Il 68 ebbe il suo collante nell’antifascismo il quale diventò, negli anni settanta, l’ideologia delle istituzioni, tollerata dai marpioni della Dc, teorizzata dalle scorie azionistiche ed imposta dal Pci. Strana coincidenza: il malessere cominciò nei primi anni sessanta con l’avvento del centro-sinistra. Chissà che la provvidenza non ridia alle nuove generazioni la possibilità di avere quell’Italia dignitosa ed unitaria dei Prefetti che funzionò prima, durante e, per qualche tempo anche dopo il fascismo.
Claudio Fedeli
(Cremona)

Siamo un paese civile?
L’Italia non tutela i suoi anziani
Egregio direttore,
come da anni, ormai, va denunciato l’immoralità generalizzata resta il peggiore dei mali che possano affliggere il nostro Paese. Corruzione, concussione, sprechi, disservizi, erogazione di pensioni fasulle (da quelle baby a quelle assurde per eccesso o per difetto), finanziamenti ad enti inutili, arruolamento di consulenti pletorici, accoglienza indiscriminata di disperati come di malviventi e l’elenco potrebbe seguitare all’infinito. Un esempio su tutti. I medicinali alternativi che, a parità di formula, possono costare un terzo meno di quelli prescritti da medici compiacenti e col ritorno di cospicui compensi, sono un attestato della nostra ‘correttezza’.
E potremmo arrogarci il titolo di nazione civile quando veniamo meno al dovere di dotare gli istituti geriatrici di servizi climatizzatori per tutelare al meglio le condizioni di vita dei nostri anziani?
Non è risaputo quanto le ipertermie estive siano causa primaria dei loro decessi?
Guardassimo a noi stessi dovremmo vergognarci, quanto meno, per ragioni di pudore.
M. R.
(Cremona)

Partigiano assassinato
Oggi il ricordo di Alfredo Di Dio
Signor direttore,
in occasione della commemorazione di giovedì 12 ottobre al civico cimitero cittadino della figura di Alfredo Di Dio, resistente oltre ogni volontà nella lotta partigiana, volentieri vi allego una riflessione, tirando in ballo il solito impenitente ‘signore’, il quale addirittura avrebbe voluto rivolgersi alla magistratura per alcune miei atteggiamenti (scritti) offensivi nei suoi confronti.
Mi riferisco quell’imperdibile trafiletto dal titolo ‘No alla storiografia come propaganda’, apparso sulle pagine del tuo quotidiano a desueta solita firma: «...non accetto la storiografia usata come succursale degli uffici di propaganda dei partiti o associazioni pseudopolitiche». Ma di cosa stiamo parlando? Ditemi voi se quella che vo a far cenno può essere connotata quale ‘propaganda storiografica.
I fratelli Alfredo e Antonio Di Dio, accolti nella loro sepoltura nel nostro civico cimitero cittadino nella suggestiva tomba di famiglia, testimoniano, col loro sacrifico di giovani resistenti contro l’oppressore nazifascista, se ancora ce ne fosse di bisogno, chi furono i veri protagonisti della Resistenza. Nel nome di Alfredo e Antonio potranno mai ricomporsi le lacerazioni ancora esistenti fra i cittadini se tutti intenderanno il messaggio di amore contenuto nelle ultime parole pronunciate da Alfredo: «La mia vita per l’Italia»?
La Storia d’Italia li connota quali eroi e li colloca nella ristretta cerchia di coloro che la Patria ha onorato per l’eccezionalità delle gesta compiute. Ad entrambi fu assegnata la medaglia d’oro al valor militare, il massimo della onorificenza. Alfredo andrà incontro a morte gloriosa il 12 ottobre del 1944, come oggi 73 anni fa. Fu un cammino attraverso la Storia, sui sentieri della libertà, lui ed il fratello Antonio (cadrà durante un atto d’arme avvenuto a Megolo (Verbania) il 13 febbraio 1944). Furono ribelli per amore, altro che propaganda storica. Fu un atto estremo pagato con la propria vita per un’Italia libera e democratica.
Giorgino Carnevali
(Cremona)