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Giovedì 23 Novembre 2017

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13 ottobre

Lettere al Direttore

IL CASO

Ipercoop Crema
Sconti ai soci solo di domenica
Atto prepotente verso noi fedeli praticanti

Signor direttore,
la prego di pubblicare questa mia lettera aperta ai responsabili dell’Ipercoop di Crema. «Domenica 15 ottobre 2017 all’Ipercoop di Crema si svolgerà la festa del Socio che avrà la possibilità di fare gli acquisti usufruendo dello sconto del 10% .
Le feste sono un’ottima occasione di incontri e di relazioni umane e di gioia condivisa e ciò non può che farmi piacere.
Nell’ambito però di questa iniziativa di festeggiamenti, ai soci è stato dato un buono di sconto del 10% spendibile unicamente il giorno 15 ottobre, che è una domenica. Sono un assiduo socio Coop e ho scelto di non fare la spesa alla domenic , scelta legata a motivi religiosi.
La domenica, lo dice la parola stessa, è il dies domini ( vedi anche Lettera Apostolica di San Giovanni Paolo II del 1998), giorno del Signore, e unus est Dominus, uno è il Signore.
Almeno alla domenica non voglio avere a che fare con il dio denaro o il dio del commercio. Ognuno fa le sue scelte.
Fatta questa doverosa premessa la Ipercoop di Crema compie una atto di prepotenza e di discriminazione nei miei confronti e di quanti come me, soci della medesima cooperativa, perché ci priva della possibilità di usufruire di questo diritto di sconto.
Atto di prepotenza perché impone l’acquisto con sconto solo alla domenica, atto di discriminazione perché di fatto esclude quelli che scelgono acquisti in giorni diversi dalla domenica e festivi per motivi religiosi.
Chiedo pertanto di estendere lo sconto del 10% ai giorni successivi il 15 ottobre».
Tarcisio Zaffardi
(Crema)

Rispetto la sua opinione anche se è diversa dalla mia. Lei è libero di decidere di fare acquisti in giorni differenti dalla domenica per motivi religiosi ma non può aspettarsi che un gruppo, anche se parliamo di una cooperativa, sacrifichi i suoi legittimi interessi economici applicando lo sconto anche quando non le conviene.

LA POLEMICA

PORCELLUM, ITALICUM & C: GLI OFFESI SIAMO NOI CITTADINI

Signor direttore,
ricapitolando. C’era una volta una legge elettorale così indegna che lo stesso estensore (con discutibile solarità) accettò in seguito di definire ‘porcellum’. Con quella legge fu eletto un parlamento: neppure un anno dopo le elezioni il porcellum fu giudicato legge incostituzionale.
Invece di fare ciò che sarebbe stato giusto fare, cioè rimettere in vigore la legge precedente e sciogliere immediatamente le Camere (e magari per pudore non ripresentarsi come candidati) quei parlamentari illegittimi fecero spallucce e si posero l’obiettivo di durare l’intera legislatura. Gli stessi parlamentari illegittimi approvarono poi una nuova legge elettorale, accettando (contro il parere dei migliori giuristi) che il governo la facesse passare tramite fiducia. Sull’onda dell’entusiasmo, il governo elaborò una propria revisione costituzionale e il Parlamento non fece una piega davanti a un così evidente obbrobrio istituzionale. Anzi, quello stesso Parlamento incostituzionale approvò - con ripetute forzature procedurali - una riforma costituzionale profonda, che (sempre secondo i migliori giuristi) scardinava e piegava la struttura stessa della Costituzione. Andò a finire che la nuova legge elettorale, battezzata - forse con sottile ironia - ‘italicum’ venne a sua volta dichiarata incostituzionale e che la riforma costituzionale fu sonoramente rifiutata dai cittadini.
Ancora una volta, i parlamentari fecero spallucce e tirarono avanti come se nulla fosse. Oggi, a pochi mesi dallo scioglimento (finalmente?) delle Camere, il ‘nuovo’ governo pone la fiducia su una ‘nuova’ legge elettorale che ricalca i principali difetti della precedente, favorisce smaccatamente alcuni schieramenti e consegna il potere di scelta dei futuri parlamentari nelle mani di quelle stesse forze politiche responsabili delle precedenti iniziative incostituzionali. La prossima primavera, una volta eletti (meglio dire una volta nominati), i ‘nuovi’ parlamentari attenderanno placidamente che anche la nuova legge elettorale venga dichiarata incostituzionale (i migliori giuristi lo ritengono molto probabile) e faranno nuovamente spallucce, dandosi da nuovi illegittimi ad altri cinque anni di legislatura: perché sciogliere delle camere illegittime sarà, ancora e sempre, da «irresponsabili».
Taccio del ruolo dei presidenti della Repubblica. Per pietà. In tutto questo, frotte di politici hanno la sfrontatezza di interrogarsi sul rifiuto dei cittadini per la politica; e si indignano persino se qualcuno «offende le istituzioni». Le istituzioni non sono offese da chi critica, da chi urla la propria indignazione, sono offese da un modo pervicacemente antidemocratico di fare politica. Gli offesi siamo noi.
Giampiero Carotti
(Soresina)

Replica alla lettrice
Comune di Cremona
e Aler si sono attivati
Egregio direttore,
in merito alla lettera della signora Fausta Moroni, pubblicata giovedì 12 ottobre, corre l’obbligo, anche per una corretta informazione dei lettori, precisare che i Servizi sociali del Comune, in stretta collaborazione con Aler, e con altri servizi dell’Ente, si sono attivamente impegnati per risolvere la situazione descritta, superando peraltro problemi di carattere organizzativo piuttosto complessi.
Per affrontare il caso della signora Moroni è stato infatti messo in atto ogni tipo di supporto possibile in modo da assicurare, così come avviene per altre situazioni particolarmente critiche, la soluzione più adeguata. Detto questo, la situazione di cui si parla è costantemente monitorata.
Fermo restando che non rientra tra i compiti del Comune trovare posti di lavoro, bensì costruire, come si sta facendo, progettualità per eventuali inserimenti lavorativi, massima è la disponibilità all'ascolto e al dialogo. Questo permette di comprendere le effettive esigenze e muoversi di conseguenza all'interno della rete di tutti i soggetti presenti in città e nei vari quartieri.
Infine, per quanto riguarda la recente richiesta di incontro avanzata dalla signora Moroni, questa è stata presa in esame e sono in corso verifiche per mettere a fuoco alcuni aspetti così da procedere in modo efficace. Qualora si sia verificata un'improvvisa emergenza, è sempre possibile rivolgersi agli sportelli dedicati per segnalarla.
Ufficio Stampa Comune di Cremona

Casaletto di sopra è fuori
Area omogenea
cremasca: dico no
Egregio direttore,
dopo aver partecipato ad una riunione tra sindaci e leaders politici locali di venerdì scorso a Pieranica, vorrei precisare i motivi per cui il mio comune (unitamente al solo comune di Casale Cremasco) non aderirà all’Area Omogena Cremasca. Il documento preparato dal sindaco Casorati verte su 4 punti: 1) settore istituzionale: favorire aggregazioni di servizi. Nel Cremasco vi è una sola Unione di Comuni (di cui il mio comune fa parte) e nessun mio collega ha mai voluto partecipare ad altre. 2) Settore socio sanitario: il presidio ospedaliero è stato ben difeso dalle figure di noi sindaci. 3) Settore economico-produttivo: agevolare l’inserimento di imprese: solo sgravi fiscali, incentivi economici possono attirare imprese.
Burocrazia leggera, attenzione agli imprenditori: si raggiungono con la buona amministrazione e con dipendenti pubblici flessibili ed efficaci. 4) Settore della pianificazione territoriale, infrastrutture: servono strumenti urbanistici territoriali (Pgt) comuni con distribuzione di oneri, competenze e controlli... ad oggi tutti i comuni hanno un proprio Pgt; ergo tale aspettativa rappresenta una pura utopia.
La bocciatura del referendum ha mantenuto in vita l’ente Provincia: quello rimane il luogo dove esiste un Ptcp (pianificazione territoriale), dove molte funzioni istituzionali vengono ancora svolte e dove il Cremasco deve confrontarsi. E allora con buona pace della nuova “sindaca” cremasca eletta (e del suo partito e dei suoi uomini smaniosi di scranni da occupare ad ogni livello), una volta decaduete le discussioni delle aggregazioni Lodi si, Mantova no, Milano forse..., ora ci si aggrappa all’Area Omogena Cremasca, vero nuovo luogo dove le poltrone sono da spartirsi, le scuole da dividersi e gli interessi di parte da declinarsi. E intanto l’unico nostro residuo valore comuni (Scrp) mese dopo mese viaggia verso una disgregazione di soci e di una praticamente certa liquidazione da raccontarsi sul suo giornale nei prossimi anni.
Amaramente, da uomo liberale e dai valori di centro-destra, lancio un grido di rammarico per come i sindaci a me politicamente vicini assecondino questa triste vicenda amministrativa cremasca.
Luca Cristiani
(sindaco di Casaletto di Sopra)

Sapori senza confini
Io del Sud apprezzo
la mostarda
Egregio direttore,
vivo in Lombardia da 20 anni e in questo tempo ho imparato ad apprezzare ed assaporare i prodotti tipici dalla cucina cremonese che non immaginavo nemmeno cosa fossero.
Bene, tra questi, il contrasto di sapore tra il piccantino della mostarda abbinata ai formaggi , e che dire del gelato alla mostarda fattomi assaggiare da un’amica di cui mi ha concesso di assistere ai momenti della nascita di questo nuovo gusto buonissimo.
Ci tenevo a dare, in occasione della festa della mostarda, la mia testimonianza di come il Sud sappia apprezzare i sapori del Nord. Perché i sapori, i gusti gli ingredienti è vero sono vari nella cucina ma imparare ad apprezzarli fa parte dell’essere buongustai. Viva la mostarda.
Salvo Liuzzi
(Cremona)

Emozioni da grande schermo
Brugnoli programmi
film di Ollio e Stanlio


Egregio direttore,
il sette agosto scorso è stato il giorno del sessantesimo anniversario della scomparsa di uno dei più grandi attori comici del secolo passato: Oliver Hardy. Questo grande artista, in coppia con Stan Laurel, ha portato l’allegria nel cuore di una infinità di persone con i tantissimi film, veri capolavori di una comicità inimitabile. La foto che invio a ricordo, è tratta da ‘Fra Diavolo’, prodotto nel 1933 dal geniale Hal Roach, uno dei più esilaranti dove Oliver Hardy (Ollio) e Stan Laurel (Stanlio) si esibiscono in tutta la loro bravura. Caro direttore, oggi è possibile ritrovare su dvd questi film ma ciò non è paragonabile all’emozione che si prova nel rivederli sul grande schermo. Per questo io vorrei rivolgermi all’amico Giorgio Brugnoli che stimo per la sua competenza e le sue iniziative, e chiedere se è possibile inserire nei suoi programmi cinematografici alcuni di questi film comici interpretati, oltre che dagli attori citati, anche da altri come Totò, C. Chaplin e Buster Keaton.
Gianluigi Pettenuzzo
(Sospiro)

Dopo la polemica
Neurologia: confermo
è tutto vero
Signor direttore,
mi riferisco alla polemica, che non si tratta di protesta ma di verità, sul suo quotidiano ‘La Provincia’ del 3.10.2017 per quanto riguarda i medici del reparto di Neurologia: è tutto vero ciò che scrive la signora Calcina, la comprendo e la sostengo. Io mi chiedo: questi medici da chi vengono pagati se non ci fossimo noi malati? Ancora da noi malati. Ma la direzione, il direttore cosa fa a queste persone?
G.R.
(Cremona)