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Giovedì 23 Novembre 2017

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14 ottobre

Lettere al Direttore

Ne parlo con...

Stadio Zini senza barriere
È IN ATTO UN CONFRONTO
MA TANTE COSE NON VANNO

Egregio direttore,
ci teniamo a precisare alcune cose inerenti all’articolo uscito in cronaca su ‘La Provincia’ di mercoledì.
Siamo stati invitati al primo ‘Kick Off’ al quale hanno partecipato anche l’allenatore Attilio Tesser, il capitano Andrea Brighenti e dove il questore di Cremona spiegava le nuove normative del Ministero degli Interni.
Sentito i suddetti, abbiamo detto la nostra e cioè: abolizione delle svariate tessere, la possibilità di fare il biglietto il giorno della partita stessa in trasferta e quindi basta prevendite con scadenze (cosi facendo uno è libero di decidere quando andare e se andare), eliminazione dell’art. 9, togliere il Daspo che riteniamo da sempre anticostituzionale, il ritorno di tamburi, megafoni, fumogeni, bandiere ecc, insomma tornare a colorare di vita gli stadi e in particolare in questo caso il nostro.
Abbiamo però altresì ribadito che campanilismi, rivalità storiche ecc resteranno e che le due parti, noi e le forze dell’ordine faranno (si spera usando la testa entrambi) il loro.
Quindi non c’è nessun patto, non ci sono assi o alleanze, ma solo un sano confronto dove ci siamo detto cosa va e cosa non va.
La gente deve ritornare a vivere lo stadio come giusto che sia e non trovarsi un luogo militarizzato.
Detto ciò, forza Cremo.
Noi siamo i cremonesi
(Cremona)

Crema. Polemica sterile
Il CFP deve essere
il CFP ‘Mario Mantovani’
Signor direttore,
ho letto nei giorni scorsi l’affacciarsi di una sterile polemica sull’intitolazione del CFP di Crema.
Ho avuto il piacere di conoscere e lavorare insieme a Mario Mantovani e penso che mai attribuzione fu più giusta e appropriata, essendo stato uno dei fondatori del polo formativo di Crema ed avendone favorito nel tempo, lo sviluppo e il conseguimento di importanti risultati, attraverso innovazioni che sul piano pedagogico e metodologico ancora oggi vengono ricordate.
I tanti amici di Mario si stanno già mobilitando per organizzare un evento come ‘lui avrebbe voluto’. Con una certezza: il CFP di Crema deve essere il CFP Mario Mantovani. Senza se e senza ma. Punto!
Pierluigi Torresani
(Cremona)

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Le foto dei lettori

Caro direttore, le invio questa foto scattata giovedì alle ore 18.30 (ma è una situazione di tutti i giorni) nella via Portinari del
Po per chiederle come fa un pedone, un ciclista (da notare il segnale di percorrenza bici) e nel caso specifico di una
carrozzina a rotelle a voler passare? Spero che riesca ad avere una risposta da chi di dovere. Luciano D’Ascanio (Cremona)

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Ma non basta la crisi?
La partita di calcio
un problema per i bar
Signor direttore,
finalmente da cremonesi siamo felici in quanto la nostra squadra torna a giocare in una categoria che più ci entusiasma come la serie B.
Siamo meno soddisfatti in quanto, essendo noi i titolari di un bar situato in via Persico, ci ritroviamo a dover fronteggiare il problema della chiusura della via della nostra attività che si aggiunge al divieto di somministrazione di alcolici nelle ore antecedenti e successive (ricordiamo che questo divieto riguarda solo le attività presenti nelle vicinanze dello stadio mentre le altre attività sono esenti).
In un periodo di crisi come questo invece che approfittare, tutti noi titolari di attività commerciali, di eventi che portano gente nella nostra città, ci ritroviamo a dover addirittura rischiare di guadagnare ancor meno di altri giorni a causa di questi eventi.
Addirittura per la partita con il Brescia viene suggerito di chiudere per questioni di sicurezza.
Ma io dico, chi ci rimborsa di queste perdite?
Non sarebbe meglio cercare di sfruttare queste manifestazioni di aggregazione e festa per cercare di lavorare di più e dare una scossa positiva all’economia cremonese sempre più flagellata negli ultimi periodi?
Chiediamo solo di poter lavorare liberamente senza vincoli, noi come altri titolari di attività presenti nelle vicinanze dello stadio.
F.A.M.E S.N.C.
(Cremona)

Per ‘Cremona for Kenya’
Il cuore dei cremonesi
è sempre più grande
Gentile direttore,
sabato 6 ottobre. si è tenuta presso Palazzo Cittanova una serata benefica con lo scopo di raccogliere fondi finalizzati alla costruzione di una scuola materna in località Mambrui (Malindi-Kenya). Come sempre Cremona ha risposto con la sua proverbiale generosità. Desidero ringraziare i cremonesi intervenuti numerosi ad assistere ad uno spettacolo teatrale basato su venti monologhi riferentisi a venti donne che hanno lasciato una traccia del loro passaggio. Le attrici, quasi tutte cremonesi e non professioniste, hanno offerto al pubblico uno spettacolo di alto livello. Ringrazio il regista Mauro Monni che dal mese di aprile ha fatto la spola Firenze-Cremona senza nulla pretendere. Ringrazio inoltre don. Calvi, Vicario Generale del Vescovo Napolioni; don Antonio Pezzetti, Direttore di Caritas e della Casa dell'Accoglienza; le ACLI, il cui contributo operativo è stato determinante per il buon esito della serata. Una presenza molto gradita è stata quella del nuovo Comandante della Caserma Col di Lana, Col. Giovanni Brafa Musicoro accompagnato dal suo Aiutante Ten. Col. Franco Cicogna. La loro presenza è il segno di un rapporto solidaristico costruito con i Comandanti precedenti, che ha avvicinato la Caserma Col di Lana al cuore dei cremonesi. Desidero ricordare anche il ruolo concreto dell'UNSI la cui vicinanza fattiva ha consentito la realizzazione di alcune opere in Kenya. Ed infine, caro direttore, mi permetta di ringraziare lei personalmente per la puntualità e l’affetto con cui ci ha seguiti da quell’ormai lontano 1995, inizio di questa meravigliosa avventura. Il suo quotidiano è stato veramente determinante per far comprendere alla città il progetto scuola da noi promosso.
Licio D’Avossa
(Associazione Cremona for Kenya Onlus)

Chi ha paura del rosario?
Noi con don Baronio senza se e senza ma
Signor direttore,
chi ha paura del rosario? La nuova crociata passa da Vicomoscano? Pare proprio di sì.
Il parroco ha annunciato un rosario contro l’islamizzazione della nostra società. Don Ottorino Baronio sa prendersi dei rischi.
La vita del cristiano è piena di rischi. La vita del consacrato è un rischio continuo. Misera è la vita di chi non sa prendersi rischi. Il padre è un uomo di Dio e pensa ai suoi parrocchiani. Rischia tutti i giorni sapendo di non poter piacere a tutti. Non è un impiegato delle funzioni, pronto ad abbassare la saracinesca all’orario stabilito. Don Ottorino Baronio ha preso posizione, in splendida solitudine e ha deciso da che parte stare. Adesso i suoi parrocchiani, le gerarchie ecclesiastiche, le forze politiche decideranno cosa fare. Noi non stiamo a guardare e siamo con don Baronio senza se e senza ma. Guarderemo bene chi sarà al suo fianco in questa piccola grande crociata. Poi ricorderemo con attenzione. Abbiamo buona memoria e non abbiamo fretta.
Forza Nuova Cremona