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Venerdì 24 Novembre 2017

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16 ottobre

Lettere al Direttore

IL CASO
Dopo il teatro niente taxi...«richiami tra due ore»
Signor direttore,
chiedo un piccolo spazio per evidenziare quanto mi è accaduto ieri sera (venerdì, NdR). Sono una assidua frequentatrice del teatro Ponchielli e spesso chiedo il servizio navetta, che è un ottimo servizio perché gli autisti sono molto bravi. Ma per lo spettacolo di ieri sera questo servizio non è stato attivato, perché gli utenti, che ne hanno fatto richiesta, erano tre (me compresa).
Ho chiesto a un’ impiegata dell’ufficio artisti se poteva provvedere a prenotarmi un taxi per il rientro, come era stato fatto il 26 settembre in apertura della stagione Danza autunno 2017. Mi è stato risposto che avrebbero provveduto e questo mi ha sollevata, perché il 26 settembre, nel tardo pomeriggio, avevo chiamato il servizio Radiotaxi per effettuare una prenotazione, ma la risposta è stata negativa: dovevo chiamare verso la fine dello spettacolo e non mi veniva garantito nulla, perché , in quel momento i taxisti potevano essere impegnati, anche se il servizio c’è 24 ore su 24 ore.
Mi sono rivolta al personale del teatro per vedere se potevano intervenire loro e il taxi, quella sera, l’ho avuto, ieri sera no. A fine spettacolo, ore 22, un’impiegata ha telefonato ha telefonato a Radiotaxi e l’operatore di turno ha risposto che non c’era disponibilità per il momento dicendo poi che dovevo richiamare dopo due ore, a mezzanotte.
Di fronte a questa risposta siamo rimasti tutti allibiti, impiegate ed io! A quel punto un’impiegata mi ha accompagnata a casa.
Si chiede un servizio di questo tipo per sicurezza, soprattutto per noi donne, nelle ore serali. Colgo l’occasione per ringraziare, pubblicamente, tutto il personale del teatro Ponchielli, in servizio ieri sera, per la squisita disponibilità.
Lettera firmata
(Cremona)

Lei ha tutte le ragioni del mondo a lamentarsi per una situazione che si protrae da anni. Quello del taxi è un servizio essenziale per ogni città, ed è particolarmente importante per le persone anziane e quelle con difficoltà di movimento. La mancanza di un sistema efficiente, di fatto, rappresenta una ‘barriera invisibile’ alla piena fruizione della città.

LA POLEMICA
Il sacerdote del rosario anti-islam va contro il Papa
Gentilissimo direttore,
non conosco don Ottorino Baronio, parroco di Vicomoscano. Ma non credo che la lettera firmata da Forza Nuova gli abbia fatto un buon servizio. Spero solo in una sua netta presa di distanza da queste deliranti affermazioni. Sono io a chiedere a don Baronio da che parte sta: dalla parte di papa Francesco o da quella dei ‘talebani’ di casa nostra?
Ho le carte in regola per porgli questo quesito. Rientrato nella fede dopo lunghi anni, dalla quale ero uscito per comportamenti scorretti da parte di un importante parroco cittadino che abusava del suo ascendente per invitare in modo scorretto a votare per un partito politico, ho giurato a me stesso che non sarei mai più uscito dalla fede ma che mi sarei adoperato per far uscire il sacerdote o, comunque, per farlo sottoporre alla giustizia della sua gerarchia.
Don Baronio si rende conto della gravità del suo comportamento? Ma se papa Francesco ogni giorno predica l’esatto contrario di ciò che fa don Baronio, a costui non viene il dubbio che sarebbe meglio per tutti se abbandonasse l'abito talare? Se avesse ancora dei dubbi lo invito a leggere attentamente le ultime frasi di quella lettera. Le minacce sono esplicite, manca solo il richiamo all’olio di ricino che questi ‘eroi’ somministravano ai dissidenti del regime. Sono esattamente e le azioni del fascismo più buio e vile.
Licio D’Avossa
(Cremona)

Minori gravemente ammalati
Aiuta la ‘Casa d’oro’. Grazie al Kiwanis
Caro direttore,
approfitto dello spazio che mi concede per ringraziare il Kiwanis Club Cremona, che domenica 8 ottobre, in occasione del bel concerto dell’orchestra sinfonica giovani ‘Egressy Erkel’, ha raccolto e devoluto al Centro ‘Casa d'oro’ di via Litta a Cremona, le offerte ricevute da un pubblico numeroso e attento.
Il nostro Centro accoglie minori affetti da gravi e gravissime patologie neurologiche; integra il loro percorso scolastico con attività riabilitative e accompagna le loro famiglie in un delicato percorso educativo. Quando racconto di quel che vedo in questi bambini, preciso sempre che non è mai solo il dolore. Anche. Forse soprattutto. Ma non solo. C’è il sorriso.
C’è (che lo si creda o no) lo spazio di una felicità sconosciuta a tanti adulti normodotati. Semplicemente perché i nostri bambini sanno di essere voluti, amati. E vivono per questo amore, che è poi quello dei genitori e di chi li accudisce al nostro Centro. Non è poco, anche se sembra banale. Chi sa che per vivere deve appartenere a qualcuno, vive meglio di chi pensa di bastarsi. I nostri bambini ce lo ricordano ogni giorno.
Cristiano Guarneri
(presidente Associazione ‘Il Cireneo’, promotrice del Centro ‘Casa d'oro’, Cremona)

La Lidl ‘mussulmanizzata’
Croci scomparse dal panorama: orrore
Egregio direttore,
il caso dei giorni scorsi che ha coinvolto la catena tedesca di discount Lidl credo sia emblematico del punto a cui siamo giunti, in Italia e in Europa, in termini di pusillanimità, di perdita di identità e di autolesionismo. Mi riferisco all'episodio - riportato da molti media, ma trascurato del tutto da altri, compresi alcuni di primaria importanza - delle croci sparite da una gigantografia pubblicitaria, appunto della Lidl. Il fatto riguarda in particolare un punto vendita di Dolceacqua, una località turistica dell'Imperiese. Qui, la Lidl ha deciso di esporre un’immagine che ritrae chiesa e campanile del borgo dai quali, magicamente, sono scomparse le croci.
Giustamente ne è scaturito un putiferio e la Lidl ha ora fatto retromarcia, cambiando le immagini, rimettendo le croci al loro posto. I manager dell'azienda, verosimilmente presi in contropiede da tanto bailamme, hanno precisato che si è trattato di un errore, in quanto le foto sarebbero state acquistate da una banca immagini già così, dunque ‘curiosamente’ con le croci cancellate.
Gli è, però, che c’è un precedente identico che coinvolge la catena di discount: in quel caso, furono le croci di Santorini, in Grecia, a farne le spese.
Un doppio errore, dunque? Difficile crederci. Anche perché pare che la cancellazione dei simboli religiosi sia una strategia della Lidl per non urtare i suoi clienti di fedi diverse da quella cristiana. Dunque, alle ortiche anche le croci. Non si sa mai che qualche mussulmano si irriti. Una domanda, da rivolgere soprattutto alle anime belle della sinistra, a certi cattolici terzomondisti e a tutti i maestri del politically correct: aveva ragione o no Oriana Fallaci?
S. M.
(Cremona)

Stop ai tifosi violenti
Stadi, più sicurezza e meno barriere
Signor direttore,
una minoranza di tifosi prende le partite di calcio come se fossero ‘guerre’. Gli episodi legati a violenza, risse, insulti e offese sono quasi all’ordine del giorno. Uno zoccolo duro di soggetti, che sono ormai noti a tutti ma che continuano a creare problemi senza che nessuno faccia nulla per arginarli. Le forze dell’ordine si impegnano, ma spesso i soliti noti finiscono con il farla franca. Si tratta di un difetto nel sistema, che non garantisce l’allontanamento definitivo di chi si comporta in maniera scorretta. (...) Del resto con il nostro sistema giudiziario non vi è neppure la certezza della pena, e questo è uno dei grandi problemi. In Inghilterra, se accade qualcosa durante una partita, il responsabile viene immediatamente individuato e preso in custodia. Vi sono addirittura delle carceri sotto lo stadio, dove vengono rinchiusi i trasgressori, che vengono immediatamente processati, anche a costo di far venire il giudice all'una di notte. Qui invece continuano a farla franca. Si sta parlando di togliere le barriere anche per lo stadio della Cremonese Zini, in modo da ricalcare il modello dei più moderni stadi europei. Ben venga. E’ un piccolo passo, ma dobbiamo farlo, portando avanti una campagna per rendere sicuri i nostri stadi.
Andrea Delindati
(Cremona)

Referendum regionale
Popolo della famiglia schierato per il ‘Sì’
Signor direttore,
in merito all'imminente referendum del 22 ottobre, il movimento politico ‘Il Popolo della Famiglia’ si schiera per il ‘Sì’, sostenendo l’importanza dell’autonomia e della sussidiarietà. Il principio di fondo da promuovere l’autodeterminazione dei popoli, che deve necessariamente rimanere entro i limiti degli articoli 116 e 117 della Costituzione italiana, dei principi di solidarietà e dell’unità nazionale.
Spinte secessioniste o indipendentiste sono lontane dal nostro modo di fare politica, come anche la retorica dell'autonomismo quale metodo di facile propaganda populista. Il Popolo della Famiglia è consapevole del valore prevalentemente politico del quesito referendario lombardo, così come di quello veneto. L’eventuale vittoria del ‘Sì’ all’autonomia non produrrà infatti alcun effetto immediato, ma assumerà un forte peso politico, anche nelle scelte del prossimo Governo (...).
Flavio Rozza
(referente de Il Popolo della Famiglia, circolo di Crema)

A Unità Coronarica e Nefrologia
Ospedale, competenza e grande umanità
Signor direttore,
mi chiamo Barbara Ferrari ed abito a Cremona. La sera del 4 ottobre 2017 sono stata colpita da sincope, sono svenuta senza rendermene minimamente conto. La stessa cosa era accaduta anche la sera precedente. Mio marito e mio figlio preoccupatissimi perché inizialmente non mi riprendevo, hanno chiamato il 118 e successivamente è intervenuta in supporto anche l' auto medica. Il mio tracciato cardiaco, parole testuali faceva temere un infarto imminente. Ringrazio queste persone per avermi soccorsa e convinta ad andare in ospedale. Sono stata ricoverata in Unità Coronarica. Nel frattempo mi ero riavuta. Il giorno successivo sono stata sottoposta, come nei giorni a seguire, a svariati esami.
I pararmetri nel frattempo escludevano patologie al cuore: tutto era stato provocato da un calo importante di sodio e un aumentoserio della creatinina, farmaci prescritti da uno specialista che però aveva omesso di informarmi su due semplici ma vitali accorgimenti da osservare. In Unità Coronari sono stata curata con grande umanità e semplicità, una umanità e grazia fantastiche. Sono stata poi trasferita, poiché il mio cuore era sano, nel reparto di Nefrologia per ripristinare altri valori. Il sabato e la domenica, sono stata accolta e seguita dalla ‘dottoressa del sabato e della domenica’. Anche Lei professionalmente ed umanamente grande. Voglio sottolineare che in entrambi i reparti il personale infermieristico e ASA è stato fantastico per attenzione, cura e cortesia.
Lunedì sono tornata a casa mia con le cure del caso e controlli da fare successivamente.
Barbara Ferrari
(Cremona)

E lo ‘sceriffo’ rosso che fa?
Si moltiplicano gli arrivi di minori
Signor direttore,
sono aumentati esponenzialmente i flussi di minori: l’ong Aquarius ne ha portati 241 in una volta. I satelliti e le Tv italiane guidate dal Pd fanno da sirena. Genitori senza scrupoli mettono sui barconi i bimbi e migliaia di giovanotti si mettono i coda per essere sollazzati in Italia. Meno male che cè Minniti, lo sceriffo rosso.
giuliano.galassi@libero.it

Luoghi per la ricerca interiore
Più biblioteche. Sono templi laici
Signor direttore,
vogliamo un tempio laico, un luogo per coltivare la ricerca interiore che non sia una moschea o una chiesa è un diritto per chi non appartiene a nessuna religione o pur avendo una propria religione o filosofia non ha un luogo di culto. Un luogo silenzioso come una biblioteca e profumato come un bosco. Un tempio laico dove non si lanciano anatemi e scomuniche, dove ci si può raccogliere in silenzio da soli o insieme ad altri, che non appartenga a nessuno ma che sia aperto a tutti, anche a chi frequenta moschee e chiese, o a chi non ha un proprio tempio.
Paolo Mario Buttiglieri
(sociologo, Fiorenzuola d’Arda, Pc)