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Giovedì 23 Novembre 2017

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17 ottobre

Lettere al Direttore

L'INTERVENTO

Sconfortato dalla sinistra
che sa soltanto litigare

Sconforto. E’ questa la parola che spontaneamente mi viene di pronunciare per rappresentare – da vecchio militante della sinistra – il mio stato d’animo riguardo al momento, a mio parere drammatico, che sta vivendo la sinistra in Italia (ed, a ben guardare, non solo in Italia). Tante considerazioni potrei fare per argomentare circa tale situazione, ma mi limito a concentrarmi su una in particolare, che mi induce a porre una domanda: vi è una reale consapevolezza, da parte delle varie e variegate formazioni politiche della sinistra italiana, della gravità della situazione che stiamo vivendo, nel nostro Paese e nello scenario internazionale? Io penso di no, se guardo all’incredibile impegno in manovre politichesi, in fastidiose risse, nella ricerca di spazi per soddisfare ambizioni molto più personali che politiche, invece di cercare di costruire progetti per risolvere i problemi aperti sul piano economico, sul piano sociale e su quello della salvaguardia ambientale. Provengo da una tradizione politica – quella del Partito Comunista Italiano – nella quale si usava, prima di intraprendere atti e battaglie politiche, individuare qual era il pericolo principale da contrastare e da sconfiggere per aprire nuovi spazi di democrazia e di progresso. Su tale linea, Togliatti non esitò a contribuire – al suo ritorno in Italia, nel 1944 – a dar corpo ad una coalizione governativa, che andava dai comunisti ai liberali, per cacciare i nazisti. Non si tratta oggi di riprodurre quel modello, in condizioni diverse da allora. Ma non riesco a vedere una impostazione del genere nemmeno per tentare di costruire una politica unitaria a sinistra. D’Alema è, per Renzi, il nemico da battere, e viceversa? Non posso crederlo, ma mi preoccupa che possa, fra la gente, affermarsi questa impressione. Anche perché si associa ad un’altra impressione: che si dedichino tempo, ed energie, in lotte intestine più che a combattere i veri pericoli principali, che sono la destra ed i populismi di vecchio e nuovo conio. Da tempo, e comunque prima che lo dicesse Pisapia, sono convinto che D’Alema (pur riconoscendogli la rilevante caratura) farebbe bene a non avere un ruolo che appare soverchiante nell’area della sinistra, lasciando maggiore spazio ad elementi nuovi meno coinvolti negli atti (e nelle diatribe) del passato. Ma Pisapia pensa che, come egli chiede, il porsi di lato di D’Alema possa essere la principale soluzione dei problemi di cui è investita la sinistra? Non vorrei che al riparo di tale richiesta si celasse la difficoltà, l’incapacità di darsi una strategia per raggiungere l’obiettivo che si dice di voler conseguire, cioè l’unità della sinistra stessa. Problema, quello della carenza strategica che, a parer mio, non riguarda però soltanto l’ex sindaco di Milano ed il suo Campo progressista, ma anche le altre formazioni politiche – compresa Sinistra Italiana, alla quale sono iscritto - che si collocano (ora divise) nell’area della sinistra. La strategia, questo è il problema principale da porsi, non una generica disponibilità buonista ad unire (o federare?) la sinistra. Non mi è mai capitato di vedere la costruzione di un progetto politico sulla base di una generica mozione degli affetti. Occorre avere una strategia incardinata sui reali problemi che la gente vive quotidianamente. Dov’è la strategia, negli opposti personalismi che si palesano ai nostri occhi? Non ve n’è alcuna traccia. Massimo Giannini – su ‘la Repubblica’ - ha scritto che nel «Pci anche nei momenti più bui la capacità di analizzare la fase non si disgiungeva mai dalla volontà di indicare un percorso, un approdo collettivo, che coinvolgesse non solo la nomenklatura del partito, ma anche e soprattutto il popolo vasto che c’era intorno». L’esperienza che ho vissuto mi porta a concordare pienamente con tale considerazione. Vedo che, oggi, si tende a liquidare l’esperienza del centro-sinistra da parte di alcune componenti della sinistra (compresa quella cui sono iscritto). Ma quale alternativa si propone? L’arroccamento su posizioni puramente identitarie? Non ritengo che l’Italia di ciò abbia bisogno. Ha bisogno – proprio per la gravità della situazione – di una sinistra che si ponga il problema del governo, rafforzando la sua componente – che dovrebbe costituirsi in un partito - all’interno di una coalizione di centro-sinistra. Un rafforzamento che possa influenzare positivamente anche le dinamiche all’interno del Partito Democratico, sì da superare decisamente le posizioni di Renzi, dimostratesi non capaci di dare veramente sbocchi positivi alla critica fase che il Paese sta vivendo.
Evelino Abeni

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Ne parlo con...

Giornata Mondiale della Vista
in 8 ore 90 controlli
un grazie a i medici
Signor direttore,
giovedì 12 ottobre si è celebrata la Giornata Mondiale della Vista, istituita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per promuovere la prevenzione delle malattie oculari. Anche l’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti di Cremona vi ha aderito, come ogni anno, grazie alla preziosa collaborazione della Iapb (Agenzia Internazionale Per La Prevenzione Della Cecità), che ha fornito i numerosi ed interessanti opuscoli informativi e dei piccoli gadgets, che le persone potevano ritirare presso il banchetto allestito nell’atrio dell’Ospedale.
Presso l’ambulatorio di oculistica, inoltre, due medici, la dottoressa Teresa Pignataro e il dottor Fabrizio Magnani, hanno dedicato l’intera giornata per effettuare controlli gratuiti alla popolazione.
A giudicare dall’afflusso di persone che hanno visitato il banchetto informativo e affollato l’ambulatorio, è risultata evidente la preoccupazione che il rischio di diminuzione o perdita della vista genera nella popolazione, che ha approfittato di questa occasione per farsi visitare.
Gli oculisti sono stati davvero ammirevoli, effettuando circa 90 controlli e, purtroppo, una giornata di 8 ore non è stata sufficiente per soddisfare tutte le richieste, così, a un certo punto i medici hanno dovuto dire stop, con grande delusione degli sfortunati che non hanno potuto essere visitati.
Esprimendo immensa gratitudine per tutti coloro che hanno permesso la realizzazione dell’iniziativa, a partire dal personale medico e paramedico dell’Ospedale di Cremona per non tralasciare l’instancabile impegno dei volontari presso il banchetto informativo, non posso però fare a meno di riflettere su quanto indispensabili si rivelino sempre più le campagne di prevenzione delle malattie della vista e di rammaricarsi di quanto troppo poco tempo e denaro le istituzioni sanitarie oggi invece vi dedichino. Alcune patologie che colpiscono gli occhi possono essere curate o tenute sotto controllo se individuate per tempo.
Flavia Tozzi
(presidente Uici Cremona)

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Le foto dei lettori

Signor direttore, mentre ero fermo ai tavolini del caffè Viennese in via San Tommaso per gustarmi il mio caffettino all’improvviso mi vedo spuntare nella strada un'auto che con tutta franchezza non avevo mai visto e ne sapevo che esistesse. E’ l’auto di Google Maps Street View che percorreva varie strade di Cremona per aggiornare la mappa di ricerca dei vari esercizi commerciali eccetera. Sono davvero rimasto stupito di conoscere il sistema videofotografico a 360° di questa auto posizionato sul tetto, che forte. Salvatore Luizzi (Cremona)

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Fiero di essere populista
Plaudo all’Austria
Ci salva dall’Europa
Signor direttore,
vorrei complimentarmi con gli elettori austriaci che finalmente hanno capito cosa devono fare nella vita (proteggere noi stessi da questa Europa vergognosa). Potranno essere tacciati di populismo, ma io penso che se essere populisti significa amare il proprio popolo le proprie tradizioni allora io voglio essere populista. Sono populista e orgogliosissimo di esserlo. Questa pseudo sinistra targata Pd sta portando questo paese alla deriva leccando il deretano ai vertici europei che ci stanno massacrando tutto, dal potere d’acquisto alla nostra agricoltura ecc..., anteponendo i temi stupidi quali lo ius soli (sola) che darebbe al Pd una caterva di voti e la legge Fiano ad esempio (w la libertà di espressione), quando la disoccupazione giovanile è al 40 % e passa , le fabbriche chiudono, si rischia di andare in pensione a 70 anni e il Pd con l’altra cavolata del Jobs act ha reso i lavoratori più precari e ricattabili. Aggiungo l’altra bufala delle pensioni ape e balle varie state attenti e solo una manovra pre elettorale. Okkio, aprite gl'occhi. Non credete a ciò che dice Renzusconi che alla fine è riuscito a fare ciò che Berlusconi non è riuscito in 20 anni, cioè rovinare questo Bel paese. Io mi sto veramente Vergognando di essere Italiano. Comunque w l’Italia e w i populisti.
sarchiapone1110@libero.it