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Mercoledì 13 Dicembre 2017

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22 novembre

Lettere al Direttore

LA POLEMICA
Buche, sporcizia e degrado: via Buoso da Dovara strada dimenticata


Egregio direttore,
sabato scorso percorrevo via Buoso da Dovara (tratto Piazza IV Novembre-Via Ghisleri) con il naso all’insù, ammirando le graziose luminarie natalizie, che l’Amministrazione Comunale ha fatto posizionare lungo la via, commentando, da residente, favorevolmente questa scelta e spendendo parole di elogio verso i nostri Amministratori.
Quando chinando il capo, mi scontravo con la dura realtà... La via è in uno stato pietoso, con buche nella strada, asfalto sgretolato, marciapiedi dissestati e pericolosi e per completare l’opera e, usando un eufemismo, sporca indecentemente sporca.
Mi ricordo del passaggio della spazzatrice, quando mio figlio sgambettava alle scuole medie, ora mio figlio frequenta il secondo anno di Università ed io non ho più avuto la possibilità di sentire il ‘piacevole’ rumore di tale macchina. Allora mi sono chiesto: vuoi vedere che le luminarie servono per far guardare all’insù per non vedere cosa c’è all’ingiù?
Sarà anche una nuova strategia, ma rimane il fatto che la via risulta essere veramente in uno stato vergognoso e la gente prima o poi guarda avanti.
Mi auguro che qualcuno intervenga, che inserisca la via nel famoso piano delle asfaltature e ripristini, il quale piano, mi sembra abbia interessato molte strade cittadine, forse anche messe meglio...
Gianlibero Gerevini
(Cremona)

IL CASO
La sede dell'Ema assegnata col sorteggio. Milano beffata da un'Europa inadeguata
Egregio direttore,
Milano ha perso la possibilità di ospitare l’Agenzia Europea per il farmaco grazie a che cosa? Ad un riffa! Grazie al gioco dei bussolotti! Ma come? Milano ha 25 punti di merito, Amsterdam ne ha 20 ed andiamo ad estrazione a sorte? Non avrebbe dovuto neanche esistere questa possibilità, visto il divario tecnico.
È che l’Europa non è in grado di decidere (o meglio, decide in base alle convenienze non degli Stati, ma dei personaggi che occupano le posizioni di comando) e l’Italia accetta passivamente. Perché il voto segreto? Un rappresentante di una nazione deve esprimere e, soprattutto, motivare il suo voto palesemente e non nascondersi dietro il segreto. Ma ci vorrebbero uomini con le palle: che amarezza!
Flavio Zanenga
(Soresina)

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Egregio direttore,
l’‘Eurojackpot, del valore di circa 1,5 miliardi di euro se lo è aggiudicato Amsterdam previo regolare sorteggio. Per Milano, vedersi sfumare il potere di controllo e regolazione dell’industria farmaceutica europea con l’opportunità di impiego qualificato ed un indotto cospicuo, è stata una brutta batosta.
Con tutta la mia ignoranza in materia e altrettanto desiderio di capire, mi chiedo, senza togliere alcun merito ai fortunati ‘tulipani’ che l’hanno spuntata sui ‘polentoni’, come si possa aggiudicare l’Ema con il criterio del sorteggio. In una disputa così importante non si sarebbe dovuto contemplare un ex-equo con la necessità di un ‘tiriamo a sorte’.
Avrei sopportato di più una eliminazione determinata a suon di ‘domandoni’ circa l’affidabilità dei contendenti... ma tant’è.
Bruno Tanturli
(Crema)

Non so quanti anni abbiate voi, ma se avete già superato gli anta come me, saprete che nel calcio, circa un’era geologica fa, si usava il lancio della monetina. Bene, l’Europa è rimasta indietro di decenni: la sede dell’Ema è stata assegnata con i bussolotti. Una cosa incredibile e assurda.

Il mistero della carità
La gioia più autentica è la gratuità silenziosa
Signor direttore,
domenica scorsa il vescovo di Crema ha organizzato un pranzo con i poveri della città. Ad accoglierli, oltre al calore e all’affetto del vescovo, anche la stampa e i fotografi, pronti a immortalare persone che - a mio avviso - saranno povere, ma che conservano pur sempre diritto a vedere tutelata la propria dignità e riservatezza. Un tempo i nostri preti e i nostri vescovi avevano ben impresso il monito evangelico che dice: ‘Quando fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti segreta’ (Mt. 6,3). Ora, dinanzi ad una Chiesa che sempre più vuol stare al passo coi tempi e appare molto preoccupata del consenso, questo passo appare fuori moda. Sarò anch’io fuori moda, ma rimango convinto che certi gesti, di per sé belli e doverosi, debbano rimanere nascosti.
Raccontarli, infatti, significherebbe che la gratuità che ci chiede il Vangelo non ci va giù! Almeno un sorriso, un grazie, un bravo, da qualcuno deve arrivare. Invece no, dice il Vangelo, ‘se cerchi approvazione, rovini tutto’. Sono certo che il vescovo Daniele Gianotti avrà ancora molte occasioni per dimostrare la sua attenzione verso i poveri, ma non smetta mai di ricordarci che la vera gioia della carità nasce dalla gratuità silenziosa del bene che uno fa all’altro e che appaga più di mille ringraziamenti.
Flavio Rozza
(Crema)

Insultato a Castelverde
Massima solidarietà al nonno vigile Neviani
Egregio direttore,
è di pochi giorni fa il fattaccio di una signora che ha insultato e preso a male parole il signor Franco Neviani, per i più ‘nonno vigile’, che opera in qualità di volontario autorizzato negli orari di punta della scuola Elementare di Castelverde.
Il sindaco Locci, che ammiro e rispetto, usa dei termini moderati nei confronti della ‘troglodita’, si cerca di capire cosa sia successo... Beh, scusate ma nei confronti di ‘nonno Neviani’ che gode della stima di tutta Castelverde per le mille prestazioni di volontario in vari settori e che mai ho sentito alzare la voce, come minimo questa signora dovrebbe non solo chiedere scusa ma fare una atto di ‘mea culpa’ riconoscendone sia la preziosa attività sia la gentilezza. (...)
Spero tanto che nonno Neviani, non abbandoni il suo preziosissimo ruolo. Vorrei solo dire alla signora in questione che senza il volontariato il Comune, per carenza di personale, sarebbe costretto a sospendere molti servizi, a partire dall’accompagnamento sul pulmino. (...)
Ivan Loris Davò
(Spinadesco)

Emma Bonino nel mirino
Grottesca offensiva degli antiabortisti
Signor direttore,
la prego di aprire ai suoi lettori questa lettera indirizzata ad una autorevole compagna di partito (il Radicale Transnazionale Transpartito) da un militante convinto e tenace (uno dei non ancora 3.000 iscritti)
Cara Emma,
niente di nuovo, solo un aggravamento, rispetto a quando, con Marco Pannella fra noi, analizzavamo il male della peste politica che ci sfianca. Siamo appena riusciti ad intravvederti in uno spiraglio di agone politico elettorale e subito ti colpisce l’insinuazione calunniosa per toglierti ascolto. Un prete ‘teologo’ si chiede se tu possa aver causato, con la legalizzazione dell’aborto, più morti di quante siano state le vittime di Riina. Spregevole atto di un singolo cialtrone? Credo invece si tratti della corrente prevaricazione da parte del ‘sistema’ (di potere) sul diritto alla conoscenza, in uno dei pochi campi in cui è stato battuto in passato. Medici obiettori di coscienza e fondamentalisti cattolici sono di fatto per un ritorno all’aborto clandestino. La gogna mediatica che temo ti stia per investire da parte di un giornalismo al servizio di chi può fa il loro gioco.
Quarant’anni fa ti sei coraggiosamente esposta nella campagna Radicale contro l’aborto clandestino mostrandone gli aspetti più crudi ed odiosi. Allora il sistema cercava di ignorare quella piaga per una ragione che ipocrisia e opportunismo di maggioranza e minoranza facevano essere ‘di Stato’ contro il diritto dei cittadini a conoscere come stessero le cose in realtà. Per fortuna questi ne sapevano abbastanza per esperienza diretta e la triste pratica dell’aborto divenne legale e governabile limitandosi ai casi inevitabili a scelta della madre.
Stiamo attenti però: oggi quel prete, quei medici e quei giornalisti possono contare su di un’ignoranza di ritorno. Le mammane e i ferri da calza sono ricordi sbiaditi di qualcuno e cose ignorate da molti.
Cara Emma, tu ce lo insegni, il sistema di potere, per sua natura, protegge interessi di parte presentandoli come ragioni di Stato vecchie e nuove che sono in conflitto con il diritto umano alla conoscenza quindi ostili alla vita di uno Stato di diritto democratico laico e liberale.
Ermanno de Rosa
(Cremona)

Alleanze a sinistra
Ognuno giochi le sue carte, poi si vedrà
Egregio direttore,
si alza il livello della polemica in funzione delle alleanze preelettorali nel campo del centrosinistra e, come al solito, ci si divide in ‘buoni’ (quelli che vogliono, da Renzi a Pisapia, coalizzare tutte le loro forze per fronteggiare Centrodestra e 5Stelle) e ‘cattivi’ (quelli che ‘non ci stanno’, da Bersani a D’Alema, passando per Civati e compagni). Ora, questa rappresentazione della situazione, oltre che essere superficiale, non tiene conto di alcuni elementi ‘relazionali’ e della natura della nuova legge elettorale. Infatti, il vecchio slogan dell’‘Uniti si vince’, che ha avuto un senso per tanti anni, potrebbe non funzionare più, perché gli elettori della nuova area alla sinistra del Pd non capirebbero il senso di un rientro nei ranghi da parte dei cosiddetti ‘scissionisti’, dopo che questi ultimi hanno rimarcato nettamente il loro allontanamento dal Pd (ma anche gli elettori che si identificano nella leadership di Renzi non apprezzerebbero una tale ricongiunzione): insomma, ‘uniti, si rischia di perdere’. Inoltre, la nuova legge elettorale, sostanzialmente un ‘proporzionale camuffato’ e, quindi ben diversa dal Mattarellum, non prevede la costituzione di chiare coalizioni preelettorali ma rimanda tutto alle trattative post-voto che, vista la divisione degli elettori in tre aree quasi equivalenti (Pd, centrodestra, M5s), potrebbero condurre a ogni tipo di soluzione, anche a nuove elezioni.
E allora che senso ha preannunciare dei cartelli o degli accordi che, tra l’altro, non possono nemmeno essere messi in pratica attraverso il voto disgiunto, non previsto dalla nuova legge, se non quello di fare promesse buone per prender voti, dentro e fuori dal Pd, senza impegnarsi più di tanto? Insomma, la ‘mozione degli affetti’ può servire per fare audience ma, al punto in cui siamo, è più onesto che ognuno giochi le sue carte e voti in chi crede, sempre che abbia ancora voglia di votare.
Vincenzo Montuori
(Cremona)

In via Giuseppina
L’ufficio postale ha riaperto
Signor direttore,
visto che non ho notato sul suo Quotidiano nessuna comunicazione riguardo la riapertura della Posta di via Giuseppina con entrata dal lato opposto (lato Postamat), mi preme rendere pubblica la notizia appresa da un cartello appeso alla vetrata del precedente ingresso.
Sperando che il primo del mese prossimo qualche pensionato in meno si rechi a prelevare la propria pensione a porta Romana o in centro.
Pietro Ferrari
(Cremona)

Commenti all'articolo

  • sergio

    2017/11/27 - 09:09

    Se De Rosa ha in mano dei dati che attestino qualche disservizio in questa fabbrica di omicidi legalizzata, li faccia vedere, altrimenti sarebbe più onesto un bel silenzio. Nessuna donna, in Italia, che voglia abortire nei termini di legge, non c'è riuscita. Quindi non c'è ritorno a nessuna mammana, ed è violenza il solo fatto di nominarle. Pensi invece alla cultura che sta dietro l'aborto, magari reiterato, e si accorgerà che è causa ed effetto di questa nostra situazione.

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