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Sabato 26 Maggio 2018

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Lettere al Direttore del 20 Gennaio

IL CASO

BUONE PRATICHE ANTI SMOG A COSTO ZERO
L’AMBIENTE MERITA PIÙ ATTENZIONE
Egregio direttore,
stiamo vivendo un’ennesima campagna elettorale brutta, in cui polemiche sterili e su temi non rilevanti vengono ‘gridate’ con toni decisamente sgradevoli e irritanti, senza contenuti o spunti interessanti. Uno degli assenti di rilievo è l’ambiente: viviamo nella Regione più inquinata d’Europa, l’aria è densa di veleni e un numero sempre maggiore di persone soffrono e muoiono di smog. Gli allarmi e le emergenze purtroppo non vengono mai presi seriamente in considerazione né a destra né a sinistra e ciò è preoccupante. Tutte le associazioni, da Fiab a Legambiente a Genitori antismog, con grande fatica cercano di abbattere il muro di indifferenza e di superficialità su questo tema. Mai come in questo caso si avverte la distanza tra la sensibilità della politica e quella del cittadino e, se anche è stato un po’ così da sempre, si rischia di cadere in una rassegnazione silenziosa. Ripropongo al nostro sindaco Galimberti alcune iniziative che abbiamo chiesto a Decaro, nella sua qualità di presidente Anci, a costo zero ma che possono incidere in misura rilevante sulle buone pratiche quotidiane. Divieto di transito/parcheggio auto davanti alle scuole. La salute dei nostri figli vale il piccolo sacrificio’ di lasciare l’auto a qualche decina di metri o di utilizzare il servizio di pedibus. Domeniche ecologiche in maniera continuativa. E’ il modo migliore per imparare, poco alla volta, ad organizzare i nostri spostamenti senza l’auto. Si comincia con una domenica e poi magari si scopre che può diventare una sana abitudine. Promuovere l’uso della bici e dei mezzi pubblici. Non basta fare una ciclabile, ma serve attivare incentivi per chi sceglie di andare al lavoro o a scuola in bici, facilitare i parcheggi protetti negli uffici, gratuità per navette da parcheggi esterni… ed altro ancora. Grazie alla legge sulla Mobilità ciclistica approvata all’unanimità da tutte le forze politiche poco prima di Natale, alle Regioni ed ai Comuni vengono dati compiti precisi per mettere in atto provvedimenti che abituino i cittadini a nuovi modelli di mobilità, ma la nostra amministrazione deve lavorare anche su altri temi, dal contenimento dei consumi energetici nelle case e negli uffici, alla riorganizzazione della mobilità di persone e merci in termini di sostenibilità. Solo con scelte politiche coraggiose e condivise possono essere garantiti i diritti dei cittadini, e qui parliamo del diritto alla salute. Per alcune azioni i tempi sono lunghi e necessitano di risorse importanti, per questo si deve puntare su mezzi ecologici ed economici. Un utilizzo maggiore della bicicletta potrebbe dare risposte in tempi brevi, perché come diciamo noi #labiciclettafunziona.
Piercarlo Bertolotti
(presidente Fiab Cremona)

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Mi pare che qualcosa a Cremona si stia muovendo, rilancio le sue proposte all’amministrazione.

Un caso di buona sanità

Guardia medica brava e gentile
Gentile direttore,
a proposito di sanità, desidero segnalare quanto segue: nella notte fra sabato e domenica 14 gennaio, ho avuto seri problemi a causa di una persistente tosse con difficoltà respiratorie e febbre. Temendo che potesse trattarsi di una patologia polmonare, come mi capitò lo scorso anno con le stesse modalità, ho chiamato la guardia medica di Cremona. Dopo aver spiegato al telefono quanto mi stava accadendo, è venuto sollecitamente a vistarmi a domicilio il medico, molto disponibile, gentile e competente che mi ha tranquillizzata, prescrivendomi un adeguato trattamento farmacologico, oltre che un'indagine radiologica procrastinabile alla prossima settimana. Tutto ciò mi ha evitato di recarmi al Pronto soccorso dell'Ospedale già oberato di lavoro in questo periodo di particolare emergenza dovuto all’epidemia di influenza. Questo è un esempio di buona sanità che va elogiato incondizionatamente.
Lina Guglielmo
(Cremona)

Treni regionali
Alcuni consigli sulle coincidenze
Signor direttore,
giovedì 4 gennaio nella stazione di Milano greco, proveniente da Como, salii nel convoglio 20411, che partì regolarmente alle ore dodici e quaranta minuti per Piacenza. Giunto a Lodi, il suddetto convoglio sostò sei minuti, non per guasto o incidente, ma perché l’orario stabilito prevedeva, che soltanto alle ore tredici e venti minuti potesse ripartire. Dato che negli orari ferroviari esiste la cadenza, concludo che tutte le corse in partenza da Milano ai quaranta minuti per Piacenza sostano per sei minuti a Lodi.
Ritengo opportune alcune modifiche: anticipare la partenza da Milano Greco di questi convogli di cinque o anche dieci minuti, per permettere una più breve sosta a chi proviene da Como (chi arriva da Saronno avrebbe ancora otto o tre minuti di tempo), ridurre di almeno tre minuti la sosta a Lodi. Così i viaggiatori arriverebbero prima a Codogno e a Piacenza. In questa stazione nel caso del convoglio 20411 si verificherebbe la coincidenza col regionale 2921, che parte alle 13.46 per Rimini. Altro suggerimento: far proseguire per Cremona il treno regionale 5081, che arriva da Pavia a Codogno alle ore 14.18. Il lungo concoglio 5237, che parte semivuoto alle 14,30 e vien fatto proseguire da Cremona per Brescia, può rimanere a Codogno disponibile per un successivo servizio. Un altro mezzo rotabile (basta una automotrice) può espletare il collegamento 5358 tra Cremona e Brescia. Per chi viaggia la maggior comodità è il ridotto tempo di percorrenza!
Luciano Callegari
(Cremona)

Acquanegra cremonese
I canti della merla nelle case di riposo
Signor direttore,
alla fine di questo mese c’è la tradizione dei canti della merla. Qui nel mio paese, Acquanegra Cremonese, abbiamo iniziato già da qualche anno ad eseguirli in pubblico. Ora ci siamo uniti anche con il paese di Spinadesco. E’ bello eseguire questi canti, legati alla tradizione. A me personalmente piace anche l’idea di andare a fare l’esecuzione anche nelle case di riposo, dove i pazienti gradiscono e mostrano anche il desiderio di partecipare al canto. Questo è un buon gesto e che fa piacere anche a me, che canto da 50 anni nel coro della mia parrocchia.
M. P.
(Acquanegra Cremonese)

Iniziativa per san valentino
Ci regala momenti dolci e spensierati
Signor direttore,
è con piacere che mi unisco fra i tanti scrittori di versi anche in questo anno e vi ringrazio di questa bella iniziativa delle poesie e frasi di S. Valentino, capaci di regalare qualche momento di spensierata dolcezza in questa vita che mette ogni giorno alla prova i nostri sentimenti e le nostre debolezze.
Mary Faccio
(Scandolara Ripa Oglio)

L'INTERVENTO

Missione italiana in niger inutile e dannosa
Egregio direttore, l’Italia ha sempre dedicato un grosso spazio nei suoi progetti di politica estera al Nord Africa: per non parlare della dominazione romana su quella area, basti pensare al fatto che, durante il Novecento, passando dal Regno d’Italia al regime fascista, da Tobruk a Graziani, l’Italia ha sempre inteso affermare una propria presenza nella zona, perseguendo quella linea anche nel secondo dopoguerra, da Giulio Andreotti a Bettino Craxi, fino ai più recenti accordi di Silvio Berlusconi con l’ex dittatore libico Gheddafi. E questa ‘costante’ non è stata certo smentita negli ultimi anni, soprattutto in vista del controllo delle vicende turbolente della Libia post Gheddafi, oltre che del contrasto all’immigrazione degli extracomunitari secondo le linee degli ultimi interventi firmati dal ministro dell’Interno, Marco Minniti. In questa linea si inscrive la decisione odierna di spostare contingenti militari italiani dall’Afganistan, dove siamo presenti da quasi quindici anni, nel Sahara centrale ed esattamente in Niger, per fermare il flusso di clandestini che traversano il deserto per imbarcarsi in Libia alla volta dell’Italia. Ora, a mio avviso, una tale scelta è inutile e dannosa, come cercherò di dimostrare, sia nel metodo che nel merito; e questo, anche a prescindere dalle rimostranze dei pacifisti o di quella parte del mondo cattolico che si oppone alle missioni italiane all’estero (insomma, ma cosa vogliono queste ‘anime belle’ dei pacifisti, che sanno solo protestare senza fare qualcosa di concreto per il Paese?). Nel metodo, infatti, va segnalato che la missione è stata decisa a parlamento già sciolto e frettolosamente riconvocato per avallare la missione; e tutti i partiti, eccetto 5Stelle e LiberieUguali, la hanno avallata: al riguardo, va notato che, da quando sono state chiuse le Camere, è iniziata una febbrile attività legislativa e regolamentare (norme sulle intercettazioni, nomine delle Authority, approvazione della missione in Niger, eccetera), tanto da far pensare che si sarebbe potuto tranquillamente andare avanti, avendo tutto il tempo per decidere sullo ius soli, a cui si è, invece, rinunciato per un basso calcolo politico-elettorale. So già che cosa obietteranno i più realisti del re: tutti i governi, da Berlusconi a Massimo D’Alema, hanno varato interventi di carattere militare all’estero; sì, è vero, ma l’hanno fatto confrontandosi con parlamenti nel pieno delle loro funzioni e non già smobilitati. Nel merito, a me sembra che questa missione (di addestramento, appoggio alle forze armate locali, intervento più o meno diretto?) sia inutile e dannosa. Inutile, perché sposta il problema più a sud invece di affrontarlo dove andrebbe affrontato, cioè in Libia: proprio in questi giorni, milizie ribelli hanno tentato di occupare l’aeroporto di Tripoli, a fatica difeso dai governativi. Ciò dimostra che in Libia non esiste uno stato degno di questo nome e che la strategia perseguita fin qui da Minniti (aiutare il governo di Tripoli con armi e soldi da destinare al controllo della criminalità organizzata che lucra sugli sbarchi) non funziona in quanto finanzia coloro che, in realtà, sono i primi a lucrare sulla pelle dei migranti (guardia costiera libica e milizie private). Altro sarebbe concedere aiuti mirati al governo libico, legando obbligatoriamente questi aiuti all’effettuazione di controlli in loco da parte delle agenzie internazionali: vuoi i soldi? Bene, allora controlliamo noi come li spendi e dove vanno a finire. Dannosa, perché la nostra presenza nel Sahara, come ruota di scorta al fianco dei francesi, che da anni stanno conducendo una vera e propria guerra con migliaia di soldati contro i terroristi del deserto, non ci procurerebbe grossi vantaggi concreti, dato che le risorse minerarie dell’area, soprattutto l’uranio, sono già sotto il controllo francese; a noi resterebbe l’incombenza di scovare i gruppi jihadisti nel deserto dove essi sanno muoversi molto meglio di noi, rischiando di attirarci in patria la vendetta di tali gruppi per mezzo di attentati come è già ampiamente successo in Francia. Dovremmo essere molto attenti a tali dinamiche, consapevoli che i migranti, se non li fai entrare da un punto, entrano da un altro: è notizia di questi giorni che alcuni di essi sono sbarcati nelle Canarie provenienti dal Sahara spagnolo, sfidando non il Mediterraneo ma l’Atlantico. Per queste ragioni, e pur non essendo un credente, non posso che trovarmi d’accordo con le forti critiche avanzate dal quotidiano dei vescovi ‘L’Avvenire’ a tali scelte e approvare la decisione di votare contro di esse da parte di 5Stelle e LiberieUguali.
Vincenzo Montuori
(Cremona)

LA REPLICA

LE FOTO DEI LETTORI

Signor direttore, la stagione invernale che ci sta coinvolgendo è anche lei ricca di fascino e Madre Natura, grande signora, è sempre propensa a regalarci incredibili sorprese, come questi ranuncoli d’inverno.
Gian Luigi Pettenuzzo
(Sospiro)

Ne parlo con...

Tre anni fa città a ferro e fuoco
Dopo l’indignazione nessun gesto concreto
Gentile direttore,
il 24 gennaio 2018 sarà il terzo anniversario del ‘giorno della vergogna cremonese’, dove gruppi di teppisti dell’estrema sinistra misero a ferro e fuoco parti della nostra città, indisturbati, senza particolari conseguenze, nascondendosi dietro una fantomatica quanto patetica manifestazione nazionale antifascista (non chiaramente autorizzata). Dopo le iniziali posizioni di condanna e di pronta reazione pronunciate dal sindaco Galimberti, ad oggi sulla questione regna il silenzio più assoluto. L’intera comunità politica cremonese pare nuovamente essersi addormentata su una problematica sociale presente nel nostro Comune: la presenza dei centri sociali Dordoni e Kavarna. L’indignazione iniziale, per la devastazione, sembra avere lasciato posto alla passiva accettazione che il male minore è evitare di provocare chi costantemente provoca ed ha atteggiamenti volontariamente ed intenzionalmente anti-sociali. Una sottile non-logica di pensiero partorita dai tribunali culturali del politicamente corretto dove il carnefice diventa vittima in virtù di un presunto abuso o sopruso sociale e dove ogni forma di Autorità (in particolare istituzionale) viene volutamente confusa con l’autoritarismo, dall’atteggiamento passivo-aggressivo dei guru del buonismo universale. Comunicazione a doppio binario. Colpevolizzazione della vittima e giustificazione del carnefice. Confusione. Un atteggiamento remissivo che è indicatore chiaro di incapacità di gestire le reali problematiche del vivere civile. La vergogna vera del 24 gennaio 2015 non è la distruzione compiuta dai vandali rossi, ma la non risposta, la complicità subdola, la meta giustificazione politica (i ragazzi di sinistra), la complicità tacita della realtà politica cremonese e non. Nessuna interrogazione parlamentare. Nessun ministro ha sfilato a Cremona contro la violenza comunista. In questi tre anni cosa ha fatto il Comune di Cremona per risolvere la criticità centri sociali? Forse nessuno crede più all’Autorità perché è l’Autorità per prima a non credere più a se stessa. Eppure l’autorità si diversifica dall’autoritarismo in quanto ha come fine il bene comune del cittadino e non il suo dominio, come nell’autoritarismo. In questo momento si sta assistendo ad un fenomeno inverso, anche nella nostra piccola realtà cremonese: le istituzioni forti con i deboli in una logica di autoritarismo pesce grosso mangia pesce piccolo ma nello stesso tempo incapaci ad essere autoritarie nella giusta misura con chi delinque. Una giungla sociale.
Claudio Merlini
(Cremona)