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Giovedì 16 Agosto 2018

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Lettere al Direttore del 21 Aprile

Lettere al Direttore del 21 aprile

Il papà di una lettrice
Colpito da demenza, ha le cure del caso
Egregio direttore,
in riferimento alla lettera ‘La demenza senile non è una scelta’ (pubblicata il 20 aprile), spiace leggere quanto riportato dalla signora Elena Bruneri. Non solo la malattia non è una scelta o una colpa, ma il diritto alla cura è un diritto essenziale della persona. A questo proposito, il papà della signora Elena ha ricevuto e sta ricevendo, per scelta concordata, tutte le cure del caso, in un percorso ambulatoriale strutturato e idoneo alla sua condizione di fragilità.
Asst di Cremona


Venne per i malati, non per i sani
La Chiesa di Gesù è misericordia
Stimato direttore,
a Graziano Lorenzi che in una lettera al direttore pubblicata da ‘La Provincia’ chiede una Chiesa «come è sempre stata» vorrei ricordare che Gesù dichiarò chiaramente di essere venuto per i malati e non per sani e che il suo mandato alla Chiesa fu di proseguire nella stessa direzione. Poiché non credo che l’estensore della lettera voglia identificarsi, pur adducendo una condotta di vita eticamente ineccepibile, col fariseo della parabola che rivendicava la sua perfezione in contrasto con la vita peccatrice del pubblicano (ateo, ex comunista, migrante ) vorrei rassicurarlo che anche per chi non abbia che piccolissime mancanze la Chiesa di sempre, ‘mater et magistra’, continuerà a mostrarsi accogliente annunciatrice del vangelo della misericordia.
Giancarlo Casella
(Cremona)


Quale governo/1.
Toninelli scorda che il Pd ha perso
Gentile direttore,
l’onorevole del M5s Danilo Toninelli, nato a Soresina, lo scorso 19 aprile ha affermato rivolto ai Dem «se volete fare un programma serio ci siamo». Si è dimenticato che la coalizione del Pd ha perso le elezioni, arrivando ultima.
Silvio Pammelati
(Roma)


Quale governo/2
Lega e M5s: interessi inconciliabili
Signor direttore,
gli analisti, valutando il voto politico del 4 marzo, mettono in risalto il fattore protesta. Me se gli elettori del Nord, prevalentemente, hanno premiato la Lega di Matteo Salvini è perché vogliono meno stato. Se invece la maggioranza degli elettori del Sud ha dato piena fiducia al Movimento 5 Stelle è perché esigono più stato, più protezione e più sussidi a pioggia. Insomma, è sin troppo facile capire che le due forze politiche non hanno interessi convergenti.
Marco Rossi
(Cremona)

Quale governo/3
Il premier spetta al centrodestra
Egregio direttore,
sono passati 45 giorni dalla data delle elezioni e tutt’ora nulla di fatto per risolvere il problema che riguarda la formazione del nuovo governo, chiedo a Salvini e Di Mario invece di andare a fare continuamente le passerelle e le sfilate come se fossero delle modelle, dovrebbero concentrarsi e pensare di trovare un accordo per risolvere la situazione ridicola che si è creata, dico ridicola perché chi ha vinto le elezioni si trova ad essere preso in giro da chi ha perso le elezioni, purtroppo sono angosciato e devo riconoscere che il M5S è la forza politica che ha preso più voti ma ha perso le elezioni. Caro Salvini dal momento che sei ambizioso di volere fare il premier del centrodestra cerca di sciogliere il filo della matassa dando ben poco al M5S di ciò che chiede, se non si trova un’intesa si deve trovare un compromesso equilibrato sempre nei limiti del possibile, in quanto chi deve avere in mano il timone della nave quindi di un eventuale governo è assolutamente il centrodestra, facendo prevalere il proprio programma, se ciò non dovesse essere possibile si deve avere il coraggio di ritornare a votare, ma non si devono mai accettare compromessi capestro. Devo complimentarmi con il presidente della Repubblica Mattarella il quale ha dimostrato di essere responsabile ed equilibrata nello scegliere l’attuale presidente del Senato signora Maria Elisabetta Casellati, persona molto capace e di esperienza, alla quale ha assegnato un incarico di responsabilità, quello di effettuare un controllo esplorativo.
Franco Nico Ranzenigo
(segretario Movimento politico patrioti d’Italia)
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Come ha visto, l’esplorazione della presidente del Senato è fallita e il quadro politico, anche all’interno del centrodestra, è molto fluido. Vedremo che cosa accadrà.


Le ragioni del ko
Renzi arrogante ha scordato i giovani
Caro direttore,
la cocente sconfitta del Pd alle recenti elezioni nasce da due ragioni. In primo luogo dall’arroganza di Renzi che non ha voluto accordarsi con Berlusconi per l’elezione d’un candidato comune alla presidenza della Repubblica. In secondo perché il Pd si è fatto paladino di gay e migranti trascurando lavoratori, pensioni e giovani in cerca di lavoro.
Primo Mazzi
(Cremona)


Esenzione dall’imu
Noi paghiamo, il Vaticano no
Egregio direttore,
le scrivo in merito ad una delle questioni, fra le più vetuste perché mai risolta: il pagamento dell’Imu da parte della Chiesa Cattolica, o meglio dal Vaticano. Sulla base degli immobili a carattere pubblico da essa posseduti, soprattutto perché nella maggior parte donati da fedeli per aver accesso al Paradiso post mortem, che equivale a circa il 20% - rapporto Gruppo RE -del totale degli immobili presenti sul nostro territorio (non in quello dello stesso Vaticano) ed ad uso multiplo, ossia interi condomini in affitto, bar, ristoranti, alberghi e mi fermo perché l’elenco sarebbe davvero lunghissimo. La Chiesa latita sin da quando, invece, noi cittadini abbiamo dovuto pagare, colpevoli per aver investito i nostri risparmi nel settore immobiliare. Quanto sopra sulla base dei Patti Lateranensi controfirmati fra Benito Mussolini e la stessa Chiesa Cattolica italiana nel 1929. Siamo oggi quasi al raggiungimento del secolo trascorso da quella data, vista la totale avversione dei soliti noti che ci governano a risolvere una volta per tutte questa tremenda ingiustizia, guarda caso che favorisce i più ricchi, come al solito.
In verità hanno legiferato a proposito in due occasioni, nel 1985 (legge 22) e nel 1992 (legge 504), ma hanno utilizzato la prestigiosa terminologia «finalità dell’uso» di questi immobili: questo termine è così discutibile ed interpretabile che, ad oggi, la Chiesa Cattolica è in debito con lo Stato italiano di alcuni miliardi di euro. (...)
Roberto Bonezzi
(Cremona)

Studenti bulli contro i prof
Dei genitori le colpe principali
Signor direttore,
veramente siamo arrivati ai limiti della follia, ennesimo episodio di bullismo di un ragazzo contro il professore. Il nuovo episodio si è verificato in una scuola di Lucca, dove uno studente ha aggredito verbalmente il docente intimandogli di mettergli la sufficienza sul compito. (...)
Mi chiedo: ma dove siamo arrivati? Possibile che un ragazzo, tra l’altro spalleggiato da alcuni compagni, si comporti in questo modo? Bullismo al limite della follia. Figuriamoci quando sono fuori dall’ambito scolastico. Mi chiedo se un ragazzo (poi è il gruppo), che ‘fa la forza’, agisce in questo maniera, la colpa di chi è?
Io la attribuisco e penso di non sbagliare all’80% ai genitori, un minimo di educazione e rispetto verso il prossimo lo devono insegnare ai propri figli quando sono ancora adolescenti. Ci vuole massimo rispetto verso i propri coetanei, figuriamoci contro un adulto, e in questo caso vedi un professore. Basta chi di dovere lo invito a prendere seri e duri provvedimenti, come sopra detto, genitori in primis.
Andrea Delindati
(Cremona)


IL CASO
Ho pagato i contributi pensionistici. Beffata da uno stato che cambia le regole
Signor direttore,
sono una donna di 60 anni e come altre lavoratrici ho versato entro il 1992 e secondo le leggi vigenti, 18 anni di contributi per aver diritto, anche se in forma ridotta, alla pensione di vecchiaia al compimento dei 60 anni anagrafici. Con un colpo di mano degno di un regime dittatoriale, la soglia è stata innalzata nottetempo a 68 anni, in barba ai tanto decantati diritti acquisiti che in questo Paese valgono solo per i boiardi di stato e per gli amici degli amici. Vorrei ricordare che la maggior parte delle donne che hanno smesso di lavorare, dopo aver versato almeno 15 anni richiesti, l’hanno fatto per motivi familiari anche gravi e questa è la ricompensa. In alternativa è stata inutile la richiesta fatta all’Inps di riavere i miei soldi versati sotto forma di contributi, la legge vigente vale solo per gli stranieri che tornano al loro Paese, mi hanno risposto. Il 4 marzo di quest’anno ho avuto modo di ‘vendicarmi’ elettoralmente del signor Mario Monti, della piagnucolosa Elsa Fornero nonché di quei partiti che allora li hanno sostenuti che sono: Partito Democratico, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc e parte dell’estrema sinistra, usciti con le ossa rotte e con grande gioia, alle recenti elezioni politiche. Se questa non è una truffa legalizzata, caro direttore, mi dica lei che cosa è.
Ornella Pederzoli
(Camisano)
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Capisco la sua ira. Pensiamo, poi, anche ai tanti lavoratori che di anno in anno vedono allontanarsi anziché avvicinarsi il giorno della pensione. Il voto anti sistema nasce anche da situazioni come queste.


LA POLEMICA
Robecco, l’organo silenziato da un  parroco insensibile alla musica
Gentile direttore,
da organista titolare della chiesa parrocchiale di Robecco d’Oglio, mi sento chiamato in causa e, di conseguenza, in dovere di rispondere a chi ha sottoscritto la lettera pubblicata sul suo giornale il 18 aprile, a riferimento dell’«organo silenziato».
In primo luogo, per quanto riguarda la salute di don Ardemagni, ancor prima del suo ingresso, fui informato, ma non documentato, circa i suoi problemi cardiaci. Nonostante ciò, il parroco, nei primi due mesi dal suo insediamento, ha sempre acconsentito il normale utilizzo dell’organo durante le liturgie domenicali delle ore 11, senza mai lamentarsi con me delle «tonalità dello strumento» (termine che lascia trasparire discutibili competenze in merito – il termine «sonorità» è sicuramente più appropriato).
Dato che, come è stato scritto, «un paio di occasioni» hanno causato «l’alterazione della respirazione e del ritmo cardiaco» al parroco, compromettendo «il proseguimento della messa», devo dire che sia io sia mio padre Luciano (in mia assenza organista alla messa domenicale delle 11) non abbiamo mai assistito a tali malesseri, malgrado l’organo abbia fatto sentire la propria festosa e potente voce durante vari momenti delle celebrazioni.
In secondo luogo, tengo a precisare che l’altro motivo per cui l’organo sia stato alienato dalle celebrazioni, ossia quello di ordine economico, sarà trattato in modo più che trasparente qualora i firmatari del responso al sig. F. G. si volessero ritenere coinvolti od interessati.
In ultimo, devo dar ragione a F. G. (autore della lettera dell’11 aprile), in quanto il problema di fondo si è rivelato la scarsa volontà di lasciar proseguire la realtà musicale robecchese da parte di don Ardemagni. A tal proposito sono disposto a motivare oggettivamente la mia ammonizione, doverosa, a fronte della sua assai discutibile sensibilità nei confronti della: musica, animazione liturgica, schola cantorum, dell’organo e di chi ha potuto generosamente renderne possibile il restauro.
Marco Granata
(Robecco d’Oglio)
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Sulla vicenda pubblichiamo oggi un ampio servizio a pagina 28.