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Lunedì 28 Maggio 2018

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Lettere al Direttore del 23 Aprile

Lettere al Direttore del 23 aprile

Governo in salita/1
Penosa sceneggiata post-elettorale
Gentile direttore,
stiamo assistendo ad una esasperante ‘sceneggiata post elettorale’, una corsa alla conquista di una poltrona. (...) La sceneggiata non parte dall’esame della gente che non trova lavoro, che vive di stenti, che non ha come pagare il mutuo acceso per l’acquisto della prima casa, non esamina il problema di chi dorme in macchina, o degli anziani maltrattati nelle case di cura, ma esprime una diatriba per la conquista di uno scranno in Parlamento, dove i cospicui aspetti economici non trovano riscontro in altri Paesi europei.
È penoso assistere all’esodo in massa, di pensionati verso Paesi dove viene rivalutata la pensione e si vive in modo decoroso. Per non parlare dei giovani talenti che lasciano l’Italia. per trasferirsi in altri Paesi, dove trovano lavoro e compensi adeguati ai loro studi.
arch.lobuglio@libero.it


Governo in salita/2
Il M5s rischia di stare all’opposizione
Egregio direttore,
Lega e M5s stanno fallendo nel tentativo di formare un governo, il forno grillo-leghista era troppo stretto per cucinare un pollo all’interno trattandosi di Silvio Berlusconi. Le elezioni regionali in Molise e Friuli-Venezia Giulia, se saranno positive per la Lega potrebbero indurre Matteo Salvini a schierarsi in prima persona, nel tentativo di formare il nuovo governo o optare per le elezioni a breve a valle della modifica della legge elettorale e procedere sulla strada di un partito unico di centrodestra. Il veto dei 5 Stelle su Berlusconi significa snobbare quasi cinque milioni di voti ottenuti da Forza Italia e il Movimento 5 stelle si sta giocando un bel pezzo della sua credibilità politica con queste pretese di chiedere il sostegno di Forza Italia e di Fratelli d’Italia dall’esterno, senza nulla in cambio. Di Maio è una persona valida e intelligente ma queste richieste rasentano la follia. Le aspettative sono elevatissime, specialmente dai cittadini del Mezzogiorno che l’hanno votato in massa grazie alla irrealizzabile promessa del reddito di cittadinanza.
Il Pd, nonostante gli sgarbi parlamentari delle ultime settimane con l’occupazione di tutte le cariche di garanzia da parte dei 5 Stelle e del centrodestra, potrebbe decidere, in preda a un’astinenza governista, di collaborare con i 5 Stelle, o con Forza Italia e qualche gruppo misto. Ma nessuno si illuda, se il Pd lo farà, dovrà sottomettersi alle condizioni di Matteo Renzi. Infine fra le condizioni per un eventuale esecutivo demo grillino c’è anzitutto il problema Di Maio, il quale dovrà farsi da parte a favore di una personalità terza suggerita da Mattarella, e poi si parlerà seriamente di programma, di governo per esempio col rimescolamento del reddito di cittadinanza con quello d’inclusione, dì modo che si possa riportare sulla terra Di Maio che non intende ostinatamente fare un passo indietro, correndo il rischio di portare i 5 Stelle all’opposizione.
Elia Sciacca
(Cremona)


È davvero bella
Soresina andrebbe solo riscoperta
Gentile direttore,
‘l’essenziale è visibile agli occhi’. Permettetemi, in via eccezionale, di storpiare una celebre frase di Antoine de Saint Exupéryde: ‘L’essenziale, a volte, è invisibile agli occhi’. Mia sorella Eliana da anni lavora come radiologo a Romano di Lombardia ma si sente comunque una soresinese. Mi chiede di organizzarle un’uscita fuori porta a Soresina con il suo Rotary di Romano perché soci del club possano ammirare la città. Cerco di concentrare la visita in tre tappe, percorribili a piedi: prima sosta Teatro Sociale, poi museo della bicicletta e infine l’osservatorio astronomico. I partecipanti, circa trenta persone, rimangono sbalorditi. Anch’io provo stupore e meraviglia perché riscopro, attraverso i loro occhi, qualcosa che a noi soresinesi si palesa sempre, che da tempo diamo per scontato: le attrazioni del nostro paese. Complici della riuscita della serata tre ciceroni preparati (Giorgio Armelloni, Alfredo Azzini, Cristian Ghisleri) che hanno saputo rendere la visita molto piacevole. A fine serata il presidente del club Giorgio Finazzi mi ringrazia e dice: ‘Proprio bella Soresina e che bravi i soresinesi... Non posso che rispondergli: ‘Hai ragione’. Questa è la Soresina che mi piace. Più che rinascere come la Fenice forse andrebbe semplicemente riscoperta e valorizzata.
Alessia Brandazza
(Soresina)


Verso il 25 aprile
Sbagliato definire ‘martiri’ i fascisti
Egregio direttore,
tra qualche giorno sarà il 25 Aprile e come al solito in Italia ex orfani di Salò fanno capolino per stupide provocazioni arroganti di tenace revisionismo. Il nostalgico cremonese D’Angelo rivendica per se stesso l’imprimatur di ‘fascio conducator’ e il diritto di celebrare vergognosi personaggi di quel tragico regime chiamandoli martiri. Già definire ‘martiri’ i fascisti in termini filologici non sta in piedi; martire è colui che immola la propria vita in presenza di una persecuzione e dunque, durante il ventennio e la tragica repubblichetta sociale quale persecuzione hanno mai subito quei martiri? Il fascismo non è un credo - come afferma D’Angelo - ma è un crimine. (...) Durante il periodo della RSI tutti i bluff, le menzogne e gli inganni del ventennio di fronte all’opinione interna e internazionale crollarono come un misero castello di carte e i militi in camicia nera, rimasugli di quel regime che voleva conquistare il mondo con le toppe ai pantaloni, ostinati difensori di quello che ritenevano (a torto) il senso dell’onore, della disciplina e della dedizione alla causa, vollero intraprendere una lotta che non ebbe nulla di umano: niente regole, nessuna pietà, nessuna norma bellica, basti pensare alla infame e spietata violenza anche verso i civili. Si credettero paladini contro una potenza straniera, finirono al servizio di una potenza peggiore entrata da invasore in territorio italiano e al loro fianco si comportarono da spavaldi vigliacchi in cruente fucilazioni, impiccagioni, aggressioni, saccheggi, rastrellamenti, massacri e vendette con la rabbia furiosa e il cinismo di chi sa di combattere una guerra perduta e la previsione di essere condannato a morte. Oggi non è facile farsi un’idea della tragedia finale che gli italiani hanno sofferto e chiunque abbia un minimo di conoscenza della Storia non può sostenere che il fascismo, Mussolini e i suoi gerarchi abbiano fatto il bene dell’Italia.
Sergio Noci
(Soresina)


Laghetto al Po/1
Dopo pochi giorni non esiste più
Caro direttore,
vista la bella domenica di sole avrei voluto invitare l’assessore Manfredini a fare una passeggiata al parco Vialli sostando ad ammirare il laghetto... che non esiste! Infatti dopo pochi giorni dal nuovo ripristino è completamente prosciugato (triste metafora delle tasche dei cremonesi).
Antonella Speroni
(Cremona)


Laghetto al Po/2
Altro che pozzanghera, solo fango umido
Egregio direttore,
in merito alla mia lettera di sabato le faccio presente che il problema del laghetto non è il poco ricambio, ma la totale mancanza dello stesso. Se avrà la voglia di andarlo a vedere, o mandare un suo collaboratore, potrà verificare come già domenica mattina della pozzanghera di sabato non sia rimasto altro che fango umido. (...). D’altro canto il caldo di questi giorni, benché eccezionale, non si può certo confrontare con quello che solitamente godiamo a luglio o agosto; o forse si tratta di un laghetto a mezzo servizio?
Maurizio Bellelli
(Cremona)


Trattativa Stato-mafia
Al processo condanna politica
Egregio direttore,
la sentenza di condanna stato-mafia verso un carabiniere (Mori) che ha arrestato i mafiosi e verso personaggi del governo Berlusconi che all’epoca delle stragi di mafia non esistevano ancora fa rabbrividire. In definitiva le stragi di mafia avvennero tra il 1992-1993 e al governo c’erano Amato e Ciampi ecc e Berlusconi arrivò nel 1994 e cadde nel 1995. Come è possibile fare una sentenza così vergognosa? Povero Dell’Utri, sta scontando una condanna per aver infranto un articolo inesistente del codice penale e per di più applicato in maniera retroattiva. Neanche Stalin osava tanto!
giuliano.galassi@libero.it


Ospedale di Cingia de’ Botti
Ho perso il portafoglio ma subito restituito
Egregio direttore,
in questo mondo di opportunisti, sento il dovere morale di ringraziare la signora delle pulizie che l’altra mattina presso il reparto San Omobono dell’Ospedale di Cingia de’ Botti ha trovato il mio portafoglio che mi è stato restituito con tutto il suo contenuto.
Un plauso a lei e a tutto il personale che si è premurato in tempi brevissimi di riconsegnarmi il tutto ed evitarmi noiose e costose incombenze burocratiche.
Fa piacere che chi si dedica con devozione alle persone ricoverate si prodighi con lo stesso slancio e dedizione anche ai parenti che hanno la fortuna di trovarsi di fronte operatori di tale competenza ed onestà.
Giuseppe Ungari
(Cremona)


IL CASO
Al cimitero ascensore guasto da mesi: mancano i soldi per aggiustarlo?
Egregio direttore,
come assiduo frequentatore del cimitero - avendo mia moglie tumulata lì - segnalo che da alcuni mesi (ripeto: mesi, non giorni) nel colombaio Chiostro Gruppo G Loculi Piano 2 Ovest ci sono gli ascensori non funzionanti. Non vorrei che il Comune non avesse i soldi per il ripristino magari aspetti che qualcuno faccia una colletta per sistemarli.
Luigi Negri
(Cremona)
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Metto in evidenza la sua segnalazione e non nascondo che ho letto la sua breve lettera con stupore. Un guasto può capitare, ci mancherebbe. Ma che un ascensore resti inutilizzabile per mesi credo sia intollerabile. Ancora di più se parliamo del cimitero, luogo molto frequentato dalle persone anziane. Mi auguro che il Comune possa e voglia spiegare quanto accaduto e, ovviamente, intervenga il prima possibile.

LA POLEMICA
Rabbia e indignazione per ritardi sempre maggiori e guasti continui
Gentile direttore,
il 20 aprile è stata un’altra giornata nera per la linea ferroviaria Milano porta Garibaldi - Crema - Cremona. Ecco lo svolgimento allucinante e l’evolversi della situazione:
1) Il treno era atteso a Treviglio alle ore 18.12, sono stati annunciati in progressione i ritardi di 10, 20, 25, con partenza effettiva dopo 30 minuti breve sosta alla stazione di Caravaggio.
2) A Capralba altra fermata, il passaggio a livello non è funzionante per cui resta aperto. Altra sosta, il treno per ripartire necessita del controllo dei carabinieri che arrivano dopo lunga attesa. Intanto i viaggiatori scendono dal treno e lamentano il disservizio avendo pagato il biglietto e l’abbonamento. Qualcuno impreca.
3) Il treno riparte ma prima di arrivare a Casaletto altra sosta, il passaggio a livello non è funzionante, bisogna aspettare per la sicurezza i carabinieri per poter procedere.
4) Arrivo a Crema alle ore 19.55.
I problemi descritti si erano verificati anche recentemente, ma come si vede l’intervento di soluzione dei problemi riscontrati non ha trovato una soluzione tecnica e operativa adeguata a tal punto che i disagi si sono vergognosamente riproposti.
Dopo il recente deragliamento a Pioltello costato la vita a tre vittime innocenti, colpevoli solo di fare il loro dovere recandosi al lavoro. Accertare le responsabilità, individuare i colpevoli, sono le richieste minime e di buon senso. Nonostante proteste, mobilitazioni, denunce e assemblee, questa situazione è inaccettabile. Di chi sono le responsabilità politiche, tecniche e gestionali di tale inefficienza?
Come cittadino mi limito ad esprimere solo rabbia, frustrazione e indignazione.
Emilio D’Ambrosio
(Crema)