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Domenica 17 Dicembre 2017

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6 aprile

Non voglio l'elemosina ma un lavoro che mi permetta di restare nella mia casa con i miei tre figli

Egregio direttore,
vorrei portare alla sua attenzione la mia storia.
Nasce tutto da una situazione di grande disagio dato da una famiglia costituita da una mamma (io) disoccupata e tre figli da una parte e dall’altra l’Aler che giustamente, non vedendosi riconosciuto il suo diritto al pagamento del comune ed avendomi già agevolato più volte, quando hanno visto che non ho più fatto pagamenti ha ben deciso di darmi lo sfratto.
Il 3 maggio io e i miei tre figli saremo per strada, senza lavoro e senza casa.
Io vi chiedo se nel 2017, dove si predica la tolleranza e l’accoglienza verso il prossimo, noi dobbiamo essere trattati così perché sono sfortunata e trovo solo lavori saltuari.
Non ho solo l’Aler ma anche le bollette da pagare, la scuola dei bambini, un piatto di pasta.
Io non voglio l’elemosina, faccio appello a tutte le istituzioni, a tutte le aziende, a tutti coloro che possono offrirmi un qualsiasi lavoro che mi permetta di restare nella mia casa con i miei figli, di vivere dignitosamente del mio lavoro.
Questa situazione mi ha gettato nello sconforto più totale. Non so più cosa fare né dove andare. Pensare di vedere i miei bambini per strada non è possibile. Dov’è l’amore per il prossimo, l’altruismo? Come possiamo chiedere tolleranza verso gli altri se poi veniamo gettati via?
Una madre disperata

Non ho altro da aggiungere. Chi volesse raccogliere l’appello di questa mamma può contattare il giornale.