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Domenica 28 Maggio 2017

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TRESCORE CREMASCO

Verdelli, l'importanza di essere libero

Dai successi di papà Corrado nel calcio a quelli dei figli Emanuele e Aurora nel volley nello stesso ruolo

La famiglia Verdelli: Emanuele, mamma Elena, Aurora e Corrado

TRESCORE CREMASCO — Cambiano sport e generazioni ma il ruolo rimane quello: il libero. La dinastia si è aperta con Corrado Verdelli, che è stato protagonista della conquista dello scudetto dei record dell’Inter 1988/89 e della coppa Anglo-italiana con la Cremonese. A seguire le orme sportive del padre Emanuele e Aurora che però hanno scelto la pallavolo per la loro carriera. Il primogenito da sempre gioca per la Reima e dopo una serie di successi nei campionati giovanili è stato chiamato ad allenarsi con la prima squadra quando era in A2 e a giocare quando ha ricominciato l’avventura in B2 e quindi è stato tra i protagonisti della promozione in B1 dell’anno passato. La figlia invece a 15 anni sta facendo la trafila nelle giovanili del Crema Volley e approdata nell’Under 16 è stata scelta nel ruolo di libero per la sua precisione in seconda linea ma sa giocare anche in banda e nella finale provinciale di domenica è stata impiegata in posto 4.

Corrado non nasconde l’orgoglio per i figli: “Sanno affrontare la gara con tranquillità e non perdono la calma nei momenti difficili un po’ come succedeva a me”. Anche se adesso il papa segue con apprensione le prestazioni dei ragazzi dalla tribuna. “Hanno scelto un ruolo difficile dove non sono concessi cali di tensione anche se si deve fare fuori e dentro dal campo e le soddisfazioni sono poche”.

I figli però non sono preoccupati di questo. Emanuele ammette: “Per giocare a certi livelli, visto che non sono altissimo, devo fare questo ruolo ma mi piace e per divertirmi ad attaccare c’è il beach volley in estate”. Ancora più decisa Aurora che tra libero e schiacciatrice sceglie il primo ruolo: “Mi piace e mi diverto a farlo”.

Emanuele aveva iniziato a giocare a calcio, l’ha praticato per quattro anni nel Trescore, ma in vacanza ha conosciuto il volley e dalla terza media è passato a questo sport che Aurora ha invece scelto a 10 anni dopo aver fatto danza e nuoto.

Papà Corrado non è dispiaciuto che nessuno abbia seguito le sue orme nel calcio: “Emanuele non era male come calciatore ma mi ha detto chiaramente che il volley l’appassionava di più. Per Aurora la scelta è stata più naturale, tante ragazzine praticano questo sport. Mi è piaciuto lo spirito con cui l’hanno affrontato, sono entrambi rispettosi dei compagni e degli avversari, aspetto a cui tengo tantissimo”.

In questi mesi Corrado non allena e quindi nei fine settimana va a vedere le gare dei due figli anche se non riesce a mantenere la calma che aveva in campo: “Quando ci sono in campo loro sento una tensione più alta di quando giocavo a San Siro”.

19 Marzo 2013