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Mercoledì 26 Luglio 2017

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La richiesta dei sindaci ai candidati al parlamento

Il patto di stabilità va abolito

Abolire, almeno per la parte relativa al blocco degli investimenti pubblici, il patto di stabilità che da anni stringe in un abbraccio mortale i maggiori Comuni italiani e dal primo di gennaio è entrato in vigore anche per i piccoli centri (sotto i 5mila abitanti)  Tutti d’accordo, seppur con qualche distinguo, in sala Ostaggi. La quasi totalità dei candidati del territorio alla Regione e al Parlamento, compresi i parlamentari uscenti Luciano Pizzetti e Cinzia Fontana e l’ex vicepresidente della Regione Gianni Rossoni, hanno risposto all’appello del sindaco di Casaletto Ceredano Aldo Casorati che, insieme al presidente della Consulta cremasca Gian Pietro Denti, ha promosso l’iniziativa. I sindaci hanno chiesto a chi sarà eletto di portare all’attenzione del nuovo governo, ma anche in Regione, le loro richieste. Il patto di stabilità pesa come un macigno sulla possibilità dei Comuni di continuare ad avere i fondi necessari per garantire servizi ai cittadini. Il manifesto elaborato da Casorati ne chiede l’abolizione prima del 30 giugno 2013, per non incorrere nel rischio, come ha sottolineato Denti, «che quest’anno non si possano fare i bilanci». Il documento, letto ad inizio incontro da Casorati, contiene altre richieste: l’incentivazione del risparmio energetico degli immobili municipali, un premio per i Comuni virtuosi, la garanzia di fondi per i servizi sociali essenziali, la razionalizzazione della spesa corrente, la revisione del regolamento che disciplina il sistema di controlli interni e del piano triennale di prevenzione della corruzione, oltre alla revisione della legga sulle unioni dei Comuni stessi. Numerosi gli interventi dei candidati. «Il patto di stabilità è un flagello che da quest’anno colpisce anche i piccoli centri — ha spiegato Carlo Malvezzi, candidato in Regione per il Pdl — e per questo va abolito. Alla proposta di Casorati va aggiunta la tutela delle autonomie locali». «Il nuovo governo — ha spiegato la Fontana che si ripresenta per il Pd alla Camera — dovrà andare davanti all’Unione Europea a ritrattare l’obbligo del pareggio di bilancio, altrimenti non si potrà mettere mano al patto di stabilità che è da rinegoziare, ma non da abolire in toto. Non dimentichiamoci, come sottolineato dal documento dello stesso Casorati, che se i nostri Comuni sono virtuosi, altri enti locali nel resto del Paese non lo sono affatto». «I Comuni virtuosi vanno premiati e devono poter investire — ha spiegato Ivana Cavazzini, candidata in Regione per il Pd —. Inoltre chiediamo che venga rivisto il patto delle autonomie locali. L’attuale legislazione è complicata e non tiene conto delle peculiarità dei piccoli». In conclusione Giuseppe Tadioli, presidente della Lega delle autonomie locali, ha invitato i sindaci dei piccoli centri cremaschi a ritrovarsi dopo le elezioni per approfondire i temi trattati ieri.

15 Febbraio 2013