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Martedì 12 Dicembre 2017

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Chiesti chiarimenti anche sul criterio di scelta del consulente artistico e sul furto di Capodanno

Teatro San Domenico, i dubbi sul bilancio

Il presidente Marotta presenta i conti in municipio, pioggia di osservazioni dei commissari

Teatro San Domenico, i dubbi sul bilancio
Le obiezioni sul bilancio consuntivo del 2012 e le perplessità su quello preventivo per il 2013. I dubbi sul metodo di scelta del nuovo consulente artistico e lo stupore per la mancata denuncia del furto senza effrazioni subìto a gennaio. Audizione complicata quella che i vertici della Fondazione San Domenico hanno sostenuto in municipio, nei giorni scorsi, di fronte alla commissione garanzia.
Compito della commissione garanzia, organo in cui siedono tutte le forze politiche presenti in consiglio, è quello di supervisionare la gestione di tutti gli organismi comunali o strettamente legati all’ente pubblico. Tra questi il San Domenico, che percepisce un cospicuo finanziamento annuale. Era la prima audizione per il nuovo cda del teatro, rinnovato lo scorso autunno. Una prima impegnativa. A lungo si è discusso di bilanci. Su quello consuntivo del 2012 (chiuso però dal precedente cda a guida Umberto Cabini) si è soffermato Antonio Agazzi. «Ho notato — spiega — un credito di 37.281 euro verso il gestore della biglietteria automatica, la Green Ticket. Perché non sono ancora stati riscossi?». Dubbi anche su sopravvenienze passive di 40.507 euro: «Non si dice di quali costi si tratti» puntualizza Agazzi, stupito anche del +57% dei costi per la promozione dell’immagine e dei 41.980 euro riferiti a omaggi: «Ma sono tutti necessari?». Rispetto al bilancio preventivo 2013, invece, si è espressa Laura Zanibelli (Pdl): «Marotta ci ha presentato numeri simili a quelli dello scorso anno, ma come sarà possibile sostenerli considerato il probabile taglio dei finanziamenti comunali? Non sarebbe meglio aspettare a programmare iniziative?». I due consiglieri, ma anche quello del Movimento 5 Stelle Alessandro Boldi, hanno poi espresso i loro dubbi sul metodo di scelta del nuovo consulente artistico: «Perché non indire un bando pubblico? Perché gestire tutto segretamente in casa?». «Non era meglio — ha aggiunto Zanibelli — proseguire col precedente consulente Enrico Coffetti almeno il primo anno di assestamento?». Agazzi ha quindi puntato i riflettori sui 1400 euro spariti dalla cassaforte, senza alcun segno di effrazione, ad inizio anno: «Com’è stato possibile? Perché non è stata sporta denuncia? Spero si provveda al più presto».

06 Febbraio 2013