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Martedì 27 Giugno 2017

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"Le sagre paesane ci fanno chiudere"

Farea, Ascom: "Rubano i clienti con una concorrenza sleale"

Il ristoratore Roberto Farea

"Basta con le feste di paese: ci tolgono lavoro, incassi e personale". I ristoratori del Cremasco tornano all’attacco delle sagre paesane, che sono sì un elemento tipico e caratteristico del folclore locale ma che, a loro dire, rappresentano anche un danno inestimabile per le loro attività.  Anzi, a dire la verità una stima questa volta c’è. La fornisce Rodolfo Farea, presidente della categoria ristoratori di Ascom Crema e gestore della trattoria Campari di Casaletto Ceredano, secondo cui in provincia di Cremona, nell’arco di un anno, si tengono "dalle 400 alle 500 feste di paese, per un fatturato stimabile in circa 8/10 milioni di euro". Una cifra da capogiro su cui si potrebbe discutere a lungo, ma il punto della questione è un altro e va ricercato alla voce ‘conseguenze’: "Queste centinaia di feste — spiega Farea — hanno dato la mazzata finale alla possibilità di lavoro e di sviluppo di un settore commerciale di primaria importanza per la società. Si pensi, ad esempio, al carico fiscale e soprattutto all’altissimo assorbimento di personale femminile e di giovane età. E il tutto nell’indifferenza generale".  Una presa di posizione netta: "Non si vuole contestare l’organizzazione di feste ed eventi popolari di vario genere da parte di Comuni, Pro loco, oratori ed enti di vario genere pubblici e privati — sottolinea Farea —, anzi ben vengano. Ma quando questi appuntamenti si trasformano e si sostituiscono alle legittime attività del settore facendo ristorazione a tutti gli effetti, senza essere soggetti alle leggi fiscali contributive e di sicurezza alimentare, allora si va incontro alla distruzione sistematica di tutti gli operatori che da anni lavorano seriamente nel rispetto delle regole per sviluppare e migliorare la propria attività". Da qui l’avvertimento finale: "Se questa politica di concorrenza sleale continuerà ad essere tollerata dagli enti preposti al controllo delle leggi vigenti — conclude Farea —, quest’anno arriveremo al punto di non ritorno, con un conseguente e drastico taglio dei dipendenti"

15 Febbraio 2013