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Domenica 19 Novembre 2017

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Crema. Lo sfogo di Coti Zelati, titolare di due esercizi

Plateatico ridotto, baristi in rivolta
"Affari a picco, dovremo licenziare"

Dopo la decisione del Comune di ridimensionare gli spazi per i tavolini in piazza Duomo

Plateatico ridotto, baristi in rivolta
"Affari a picco, dovremo licenziare"

Erano previste e puntualmente sono arrivate. Prime reazioni negative alla nuova proposta elaborata dall’assessorato al commercio per il plateatico di piazza del Duomo. Una cura dimagrante che non piace soprattutto a Giulio Coti Zelati, titolare di due esercizi pubblici che si affacciano sul salotto cittadino: «Stando così le cose, con i metri quadri che il Comune intende riservare ai mie due esercizi pubblici, non riuscirò più a garantire gli attuali cinque posti di lavoro». Al fianco di Coti Zelati, che ha convocato una conferenza stampa, l’avvocato Marco Casini: «Il Comune — dice — dovrebbe rivalutare la proposta». Dichiarazione soft, che non esclude però la messa in campo di possibili armi legali. Insomma, la guerra del plateatico (la data in cui tavolini e sedie potranno occupare lo slargo è il 20 aprile) è di fatto iniziata. 
Quella proposta dal Comune è a tutti gli effetti una cura [FIRMA]<MC>dimagrante rispetto al 2012. Il nuovo piano prevede che ognuno dei quattro esercizi possa sistemare i tavoli sulla piazza per nove metri in profondità e con una larghezza del dehor pari a quella della propria vetrina. Un taglio sostanziale, rispetto allo standard di 97 metri quadrati (a volte anche di più) che ogni bar, o ristorante, aveva a disposizione l’anno scorso. 
«Nel 2012 — aveva dichiarato l’assessore al Commercio Morena Saltini — i tavolini di un singolo locale si sovrapponevano, o quasi, con quelli del bar vicino. Non è corretto che gli altri negozi dei portici non abbiano uno spazio libero di fronte alle proprie vetrine. Quest’anno ci sarà una disposizione più idonea. Abbiamo tenuto conto delle segnalazioni dei cittadini, muovendoci per garantire la sicurezza. Il progetto è stato sottoposto all’attenzione delle associazioni di categoria che hanno condiviso la scelta». 
Coti Zelati si è visto ridurre la metratura a disposizione da 97 a 33 metri quadri in un caso, e da 80 a 58 nell’altro. «Vendo gelato, un prodotto stagionale. Con questa metratura non riesco a sviluppare lo stesso volume d’affari e non riesco quindi a garantire i cinque posti di lavoro. Ho acquistato macchinari, ombrelloni tavoli e sedie. Ho investito. E adesso?».
La sottolineatura dell’avvocato è invece tecnica: «La riduzione non è stata uguale per tutti. Noi riteniamo fosse possibile mantenere la stessa opportunità di lavoro per tutti». Pensate a possibili azioni legale? «E’ presto per dirlo». Nei prossimi giorni l’associazione di categoria Asvicom dovrebbe presentare all’attenzione dell’assessore Saltini un suo progetto.
Erano previste e puntualmente sono arrivate. Prime reazioni negative alla nuova proposta elaborata dall’assessorato al commercio per il plateatico di piazza del Duomo. Una cura dimagrante che non piace soprattutto a Giulio Coti Zelati, titolare di due esercizi pubblici che si affacciano sul salotto cittadino: «Stando così le cose, con i metri quadri che il Comune intende riservare ai mie due esercizi pubblici, non riuscirò più a garantire gli attuali cinque posti di lavoro». Al fianco di Coti Zelati, che ha convocato una conferenza stampa, l’avvocato Marco Casini: «Il Comune — dice — dovrebbe rivalutare la proposta». Dichiarazione soft, che non esclude però la messa in campo di possibili armi legali. Insomma, la guerra del plateatico (la data in cui tavolini e sedie potranno occupare lo slargo è il 20 aprile) è di fatto iniziata. Quella proposta dal Comune è a tutti gli effetti una cura dimagrante rispetto al 2012. Il nuovo piano prevede che ognuno dei quattro esercizi possa sistemare i tavoli sulla piazza per nove metri in profondità e con una larghezza del dehor pari a quella della propria vetrina. Un taglio sostanziale, rispetto allo standard di 97 metri quadrati (a volte anche di più) che ogni bar, o ristorante, aveva a disposizione l’anno scorso. «Nel 2012 — aveva dichiarato l’assessore al Commercio Morena Saltini — i tavolini di un singolo locale si sovrapponevano, o quasi, con quelli del bar vicino. Non è corretto che gli altri negozi dei portici non abbiano uno spazio libero di fronte alle proprie vetrine. Quest’anno ci sarà una disposizione più idonea. Abbiamo tenuto conto delle segnalazioni dei cittadini, muovendoci per garantire la sicurezza. Il progetto è stato sottoposto all’attenzione delle associazioni di categoria che hanno condiviso la scelta». Coti Zelati si è visto ridurre la metratura a disposizione da 97 a 33 metri quadri in un caso, e da 80 a 58 nell’altro. «Vendo gelato, un prodotto stagionale. Con questa metratura non riesco a sviluppare lo stesso volume d’affari e non riesco quindi a garantire i cinque posti di lavoro. Ho acquistato macchinari, ombrelloni tavoli e sedie. Ho investito. E adesso?».La sottolineatura dell’avvocato è invece tecnica: «La riduzione non è stata uguale per tutti. Noi riteniamo fosse possibile mantenere la stessa opportunità di lavoro per tutti». Pensate a possibili azioni legale? «E’ presto per dirlo». Nei prossimi giorni l’associazione di categoria Asvicom dovrebbe presentare all’attenzione dell’assessore Saltini un suo progetto.

21 Febbraio 2013