il network

Martedì 14 Agosto 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


CREMA

Jader Bignamini: 'Un anno speciale dal Bolshoi al Metropolitan'

Da ragazzino era clarinettista nella Banda di Ombriano, ora è un direttore di fama internazionale

Jader Bignamini: 'Un anno speciale dal Bolshoi al Metropolitan'

CREMA - Sembra una favola, quella di un ragazzo che si è formato come clarinettista tra le file di una banda musicale di provincia e che ora sale sul podio dei teatri lirici più importanti del mondo, a partire dal Metropolitan di New York. Jader Bignamini, 41 anni, è ormai uno dei giovani direttori italiani più affermati a livello internazionale. Facciamo lo stato dell’arte con il maestro cremasco tra una recita e l’altra del Trovatore di Verdi all’Opera di Francoforte da lui diretto.

Maestro Bignamini, questo 2017 è stato un anno davvero speciale per la sua carriera, a partire dal debutto al Metropolitan, ne vogliamo parlare? «Sì, il 2017 è stato molto intenso e ricco di soddisfazioni. Si è concluso con il debutto al Metropolitan, arrivato a coronamento di un percorso studiato e preparato in questi ultimi due anni, in cui ho avuto la fortuna di poter lavorare in importanti istituzioni come Bolshoi di Mosca, Rossini Opera Festival di Pesaro, Opera di Roma, Festival di Montpellier, Arena di Verona, Teatro di Francoforte, festival di Santa Fe, e le ormai tante tournée all’estero in Asia, Europa e America con Anna Netrebko e Yusif Eyvazov. La scelta poi di Madama Butterfly come titolo è stata un’occasione significativa perché è stata forse la produzione che ho diretto di più: alla Fenice di Venezia e in Auditorium di Milano, al Massimo di Palermo e all’Arena di Verona. Questo mi ha permesso di arrivare a New York con un titolo che fosse per me congeniale e che tra l’altro segnerà anche altri due importanti debutti alla Staatsoper di Vienna alla fine di quest’anno e nel 2019 ad Amsterdam».

Da quando suonava nella Banda di Ombriano di acqua ne è passata sotto i ponti... cosa ricorda di quella esperienza? E quanto le è stata utile per arrivare fino a qui? «La Banda di Ombriano è e rimarrà sempre con me. E’ lì che ho iniziato a dirigere e ho imparato a capire come gestire un gruppo eterogeneo di persone che poi è quello che mi capita quotidianamente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

08 Gennaio 2018