il network

Domenica 24 Settembre 2017

Altre notizie da questa sezione

Tempolibero

Blog


Crema. Gli auguri e le riflessioni sul futuro della Chiesa

"Papa di una semplicità disarmante"
Il pensiero del vescovo Cantoni

Lunga lettera per salutare l'elezione del nuovo pontefice Francesco

Il vescovo Oscar Cantoni
Habemus Papam! Francesco: ecco il nome del nuovo Papa che oggi lo Spirito Santo Dio ha donato alla sua Chiesa! Lo abbiamo tanto atteso, invocato nella preghiera, e ora che il Pontefice ha un volto e un nome preciso, tutto il mondo vuole conoscerlo più da vicino e noi già sentiamo di volergli bene! In questi giorni di attesa abbiamo tutti avvertito un vivo bisogno di paternità e il Papa proprio a questo serve: per garantire una vicinanza paterna che confermi gli uomini e li incoraggi nella via della vera vita, siano essi credenti, siano persone lontane dalla fede. Sorprendente è stata l’attenzione che i media di tutto il mondo hanno rivolto a quanto si stava preparando in Vaticano: segno che, comunque, la Chiesa cattolica richiama ancora l’attenzione del mondo, su di essa fa ancora conto, nonostante spesso l’opinione pubblica sembri farne volentieri a meno! E per quanto i pronostici circa i candidati al ministero petrino possano essere stati differenti, una realtà è emersa con evidenza: l’uomo, di qualunque provenienza geografica o spirituale, è richiamato inevitabilmente attorno a un centro, in cui possa confidare o da cui sappia di poter trovare benevolenza o indicazioni di vita, magari anche per confutarle, ma, molto di più, per poter attingervi una nuova speranza. Le inattese dimissioni di Papa Benedetto XVI hanno dato a questo conclave un tocco di straordinarietà, così che l’interesse per la Chiesa si è accentuato notevolmente: la presenza di tanti inviati speciali da tutto il mondo (si parla di 5600 giornalisti accreditati!) è indice della fame di verità presente nel cuore degli uomini, che desiderano vedere attestata dalla Chiesa in questo nostro tempo tanto travagliato, anche attraverso impulsi inediti che Papa Francesco saprà suscitare. La rapida scelta del nuovo Papa (solo cinque votazioni!) è indice di un comune sentire tra i cardinali elettori, di una convergenza totale, frutto di una piena docilità allo Spirito Santo, e di quell’impegno responsabile che assicuri alla Chiesa di questo nostro tempo di svolgere un servizio d’amore a vantaggio dell’umanità. Papa Francesco si è presentato alla grande folla che riempiva, commossa e festosa, piazza s.Pietro con una semplicità disarmante. Ha ricordato con affetto il suo precedessore, Benedetto, e ha invitato tutti alla preghiera, chiedendo, in un momento di improvviso e toccante silenzio, che si pregasse per lui e per il suo ministero di vescovo di Roma, la Chiesa che presiede nella carità tutte le altre Chiese. In questi giorni molti hanno descritto un possibile identikit del nuovo Papa, non solo hanno cercato di individuarne la provenienza geografica, ma anche hanno segnalato le virtù che avrebbero voluto riscontrare in lui. Si è scritto che “il nuovo Papa dovrà essere evangelico e missionario”: prerogativa che certamente non differenzia qualcuno in particolare, ma che accomuna tutti i pastori, chiamati a pascere il gregge di Cristo! A Papa Francesco auguro che possa essere testimone, maestro e custode della fede in Gesù Cristo: è questa infatti la specifica funzione petrina. Toccherà poi alle singole Chiese locali, diffuse su tutta la terra, impegnarsi ad aiutare i battezzati e quanti sono in ricerca di Dio a tradurre il suo insegnamento incarnando la fede in Cristo Signore dentro le vicissitudini del tempo presente, perché l’umanità, spesso lacerata e divisa, possa vivere un vero stile di famiglia, nella pace e nella concordia. Vorrei, infine, riprendere una verità già sottolineata nell’omelia per la recente festa degli anniversari sacerdotali. E’ auspicabile che, almeno da parte dei cristiani, ci si liberi da quel senso di stanchezza, di sfiducia e di smarrimento che spesso emerge quando si parla della Chiesa, come se essa non fosse più in grado di affrontare le presenti sfide. Nonostante le sue intrinseche debolezze, dovute alla fragilità dei suoi membri e le persecuzioni (anche mediatiche!) a cui è sottoposta, la Chiesa è viva, tenuta saldamente nelle mani del Cristo risorto, sostenuta da migliaia di cristiani/martiri del nostro tempo, mentre proclama il Vangelo della misericordia come il Vangelo più adatto a un mondo spesso miserabile. Che la Chiesa è viva lo testimoniano le folle di fedeli, accorse a più riprese in questi giorni in piazza s.Pietro. La loro presenza è indice non di curiosità, né smania di protagonismo, ma di un vero interesse per la Chiesa, da questa sera arricchita dalla testimonianza che Papa Francesco saprà offrire attraverso l’ immagine di una Chiesa povera, umile e serva dell’umanità, ricca solo della potenza del Risorto. Auguro, infine, al nuovo Pontefice di adoperarsi con tutte le forze perché la Chiesa tutta grondi di misericordia: sarà così la buona notizia per il mondo.

15 Marzo 2013