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Sabato 22 Settembre 2018

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CREMA

Capannone/moschea verso la chiusura

Bonaldi: 'L'amministrazione è stata sempre chiara, non deve essere un luogo di culto. Un video riprende in modo inequivocabile una preghiera. Prenderemo provvedimenti, spingerò per una ordinanza di chiusura. Ci sentiamo presi in giro dalla comunità islamica'

Capannone/moschea verso la chiusura

CREMA - Il capannone/moschea di via Rossignoli verso la chiusura. E' questo l'indirizzo che l'amministrazione comunale intende dare alla vicenda al centro di roventi polemiche negli ultimi giorni. In particolare, dopo il video postato sulla pagina Facebook della Comunità islamica di Crema. Un filmato (la diretta di quanto stava succedendo all’interno del capannone) che mostra una preghiera collettiva.

“Alla luce degli elementi emersi in queste ore - dichiara il sindaco Stefania Bonaldi - alludo in particolare al video comparso sulla pagina Facebook ufficiale della comunità islamica e poi rimosso, documento che attesta in modo inequivocabile che nella festa di domenica scorsa il capannone di Via Rossignoli sia stato chiaramente utilizzato come luogo di culto, l’amministrazione non intende fermarsi alla mera sanzione amministrativa: da subito il materiale documentale è stato acquisito dalla nostra polizia locale, che nella giornata mercoledì 13 giugno ha operato ulteriori verifiche in loco acquisendo elementi atti non solo a emettere sanzioni, ma a redigere anche verbalizzazione rispetto a un utilizzo non conforme alle destinazioni urbanistiche ammesse”.

"Elementi probatori che in passato mancavano, come sempre ribadito rispondendo a diverse istanze dei consiglieri di minoranza, in quanto precedenti sopralluoghi ad opera dei vigili non avevano messo in luce elementi a comprova di una effettiva attività di culto nel capannone, né era stata colta attività di culto 'in flagranza'. Perciò non avevano potuto dare luogo a verbalizzazioni ad hoc e a conseguenti provvedimenti ordinatori. Sempre il 13 giugno ho dato indirizzo al dirigente all’Urbanistica, architetto Margutti, insieme all’assessore Cinzia Fontana, perché la verbalizzazione in corso di stesura diventi il presupposto per un provvedimento ordinatorio, cioè una vera e propria ordinanza da emettere nei confronti del proprietario dell’immobile e del responsabile della Comunità Islamica. Per quanto mi riguarda, spingerò per una ordinanza di chiusura, non solo per un provvedimento che ordini di non pregare, visto che sinora tutti gli strumenti di invito o ingiunzione messi in campo, formali ed informali, non hanno sortito esito positivo. Confesso che ci sentiamo presi in giro da una comunità che chiede di dialogare, dichiara di rendersi disponibile a comportamenti orientati al rispetto delle regole e dei patti assunti, e poi organizza una festa dalla inequivocabile valenza religiosa e di culto nel capannone dove tale attività è interdetta, e ha pure l’ardire di pubblicare sui propri canali social riprese della preghiera. A questo punto ci prendiamo un momento di pausa anche nel dialogo avviato con la comunità, dialogo che in particolare l’assessore Michele Gennuso aveva portato avanti con encomiabile disponibilità ed apertura. Con questi risultati frustranti. Presupposto perché si riprenda il confronto è che le regole si rispettino, ora siamo decisamente lontani da tale traguardo”.

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14 Giugno 2018