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Domenica 23 Settembre 2018

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ECONOMIA

Henkel chiusa, nuovo lavoro per 23 dipendenti

Molti cremaschi tra i 73 ex operai della sede di Caleppio di Settala

Henkel, chiusura posticipata ma avviati i licenziamenti

Un presidio alla Henkel

CALEPPIO DI SETTALA (Milano) - La Henkel ha definitivamente chiuso i battenti con l’inizio di luglio: adesso sono iniziate opere per la messa in sicurezza dello stabilimento. Dei 73 operai che rischiavano il licenziamento in 23 sono stati ricollocati in altre aziende lombarde che fanno capo alla multinazionale tedesca, soprattutto a Zingonia, nella Bergamasca. Tra loro ci sono diversi cremaschi: in tutto erano 35 i residenti nel territorio che lavoravano nell’azienda del gruppo, dove si producevano adesivi e forniture per vari settori industriali.

Gli operai non ricollocati, invece, sono a casa, tranne coloro che vengono impiegati per le attività di smontaggio delle attrezzature, bonifica e chiusura dello stabilimento, che andranno avanti a fasi alterne sino a settembre. Grazie agli accordi presi in sede di trattativa tra sindacati e azienda a tutti coloro che hanno perso il posto verranno riconosciuti due anni di stipendio oltre a 13esima e 14esima. I ricollocati avranno anche un indennizzo chilometrico. Sono sette i dipendenti che, nel corso dei prossimi 24 mesi, raggiungeranno la pensione. Un altro paio di operai avevano trovato lavoro in aziende non del gruppo, prima della chiusura. In totale, dunque, sono 41 gli operai che hanno perso il posto. Verranno seguiti, a spese della Henkel, da consulenti che li aiuteranno a trovare nuova occupazione. A tutti i 73 ormai ex operai, la multinazionale ha riconosciuto un premio di produzione che sarà in media di 1.500 euro.

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07 Luglio 2018