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Lunedì 18 Febbraio 2019

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LA TRAGEDIA SUI BINARI

Pioltello, un anno nel ricordo

Nell'incidente ferroviario persero la vita la 39enne Alessandra Giuseppina Pirri di Capralba, la 61enne milanese Ida Maddalena Milanesi e la 51enne di Vanzago Pierangela Tadini

Pioltello, un anno nel ricordo

La commemorazione della tragedia ferroviaria di Pioltello

PIOLTELLO - Pendolari e politici, amministratori e semplici cittadini. Almeno duecento persone venerdì 25 gennaio per la commemorazione del disastro ferroviario di Pioltello dello scorso anno. Ad un anno dalla tragedia, in cui morirono tre viaggiatrici Ida Milanesi, Giuseppina Pirri e Pierangela Tadini, la celebrazione è stata organizzata al binario uno della stazione di Pioltello. Presenti anche alcuni dei familiari delle vittime, a cui sono stati donati dei quadri. Il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, i sindaci cremaschi, i consiglieri regionali del territorio, e i rappresentanti del comitato pendolari cremaschi e di quello di Cremona In orario hanno raggiunto la fermata milanese a bordo del treno 10452, partito alle 5,32 da Cremona. Lo stesso diretto per Milano Porta Garibaldi che deragliò un anno fa. "Come rappresentanti dei pendolari lombardi abbiamo un compito importante: ricordare ed evitare - ha sottolineato Stefania Soresinetti nel suo intervento -: ricordare quanto di assurdo sia successo lo scorso 25 gennaio, quanto circa 300 persone hanno preso il loro abituale treno per recarsi al lavoro o in università. In quel luogo però non ci sono mai arrivati. Perché quel treno, sui binari di Pioltello, è deragliato provocando morte e dolore. Ida, Giuseppina e Pierangela oggi non sono qui con noi a raccontarci cosa hanno provato in quei pochi, tremendi e interminabili chilometri tra il punto zero e lo schianto finale del treno. In una società con una memoria breve, quello che ognuno di noi ha provato quel giorno è lì: un ricordo fermo, nitido e chiaro. È non è solo una questione dell'essersi immedesimati in quell'incidente (perché ricordiamolo sarebbe potuto accadere a ognuno di noi, della Cremona-Treviglio Milano o di qualsiasi altra linea lombarda) è invece un malessere che ci stiamo portando dentro da allora per aver visto crollare completamente 2 certezze della vita pendolare: il treno quale mezzo di trasporto sicuro e la sensazione di incolumità derivante dal viaggiare in Regione Lombardia, la locomotiva d’Italia".

«Oggi non è un giorno di polemiche, sono qui solo per stare vicino ai parenti delle vittime, ma da domani proseguirò nel mio impegno perché questo Paese merita infrastrutture più adeguate». Così il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, partecipando alla commemorazione delle vittime dell’incidente avvenuto la mattina del 25 gennaio 2018 nella tratta del treno da Cremona a Milano Porta Garibaldi, che deragliò poco dopo essere uscito dalla stazione di Pioltello-Limito causando tre morti - la 39enne impiegata Alessandra Giuseppina Pirri, originaria di Cernusco sul Naviglio e residente a Capralba; la 61enne milanese Ida Maddalena Milanesi, radioneurologa dell’Istituto Besta; la 51enne nata a Caravaggio ma domiciliata a Vanzago Pierangela Tadini - e 46 feriti. «Non ci sono grandi infrastrutture né piccole infrastrutture, forse se non ci perdessimo in sterili polemiche sarebbe certamente meglio. C'è la necessità di fare uno sforzo tutti insieme» per permettere ai pendolari di raggiungere «le grandi città che sono un luogo di lavoro e socialità, ma il trasporto su rotaia deve essere più sicuro, deve rimanere il preferito, è il segno dello sviluppo di questo Paese e di questo territorio e credo che molto ancora ci sia da fare», aggiunge Sala. «La politica su alcuni temi si deve dividere ma su altri non si può dividere, in particolare riprendiamo l’appello dei pendolari che stanno chiedendo cose estremamente semplici» come maggiore sicurezza nel trasporto pubblico locale «che chi fa politica ha il dovere di realizzare», conclude il sindaco di Milano.

«Venga in banca con me», si è concluso così, tra i sorrisi, un breve confronto tra il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Danilo Toninelli, e un uomo che a margine della commemorazione delle vittime della tragedia ferroviaria di Pioltello, avvenuta un anno fa, sosteneva la necessità di realizzare l’alta velocità. Toninelli, lasciando la cerimonia, ha sentito l’uomo che chiedeva di puntare sull'alta velocità, anche in riferimento alla Tav, e si è avvicinato per spiegare la sua posizione, confermando che la «manutenzione ordinaria e straordinaria anche a favore dei pendolari è la più grande opera». Poi il 'contestatorè ha spostato il confronto sui «vostri stipendi» e a quel punto il ministro delle Infrastrutture ha salutato tutti, invitando l’uomo ad andare a controllare insieme i suoi conti.

25 Gennaio 2019