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Lunedì 18 Febbraio 2019

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CREMA.

«Mio padre Emilio ucciso perché faceva bene il suo lavoro»

Il figlio del giudice Alessandrini primo ospite, dopo la ristrutturazione della sala dedicata al magistrato

«Mio padre Emilio ucciso perché faceva bene il suo lavoro»

Bassi, Carioni, Bonaldi, Alessandrini, Gennuso, Marazzina e Cardile

CREMA - «Essere certi che il colpevole sconti la pena è giusto, è nell’ordine delle cose e nel rispetto della Costituzione. Da non confondersi, però, con la sete di vendetta. Ecco perché il giudizio deve essere esercitato da un organo terzo agli imputati e ai parenti delle vittime. Mentre il perdono è un’altra cosa, un fatto talmente privato e personale, da non poter essere inquadrato o giudicato». Sono risuonate forti, venerdì 25, le parole dell’avvocato e sindaco di Pescara Marco Alessandrini, ospite dell’amministrazione. Ancor più significative, perché pronunciate nella sala Alessandrini, intitolata al padre Emilio, magistrato ucciso dagli estremisti di Prima Linea a Milano, nel 1979, nel pieno degli anni di piombo. Primo ospite, dopo i quattro mesi di ristrutturazione, degli spazi dedicati al padre.

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26 Gennaio 2019