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Lunedì 22 Aprile 2019

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STUDENTI RAPITI

Studenti sequestrati sul bus per un'ora e mezza

Ousseynou Sy, l'autista che ha dirottato il pullman, è indagato per strage e sequestro di persona. Contestata anche l'aggravante della finalità terroristica. Ramy, l'alunno eroe che ha mantenuto calmi i compagni

Paura sul bus,  sequestrati per un'ora e mezza

CREMA/SAN DONATO - Un'ora e mezza di terrore. Tutto è iniziato a Crema nella tarda mattinata di mercoledì 20 marzo. Doveva trasferirli dalla palestra alla scuola media Vailati dopo l’ora di ginnastica, ha invece imboccato la Paullese in direzione di San Donato Milanese. E qui l’autista del bus delle Autoguidovie, Ousseynou Sy, un cremasco di origine senegalese, è stato arrestato dopo aver liberato i 51 studenti a bordo del mezzo, al quale ha dato fuoco prima di essere ammanettato.

Si chiama Ramy il tredicenne che «per primo» ha chiamato i soccorsi dal mezzo:  «Era lucido ed è stato furbo», racconta un suo compagno. «Ci diceva, state calmi la polizia sta arrivando».

Agghiaccianti i commenti degli studenti: «Ci ha preso i telefoni, ma un compagno è riuscito a tenerlo. Eravamo ammanettati con le fascette da elettricista. Ci diceva che non sarebbe successo niente, poi però minacciava di versare la benzina», ha detto uscendo dalla palestra dell’Istituto Margherita Hack una delle ragazzine sequestrate.
La zia di Elisabetta - un’altra delle alunne sul bus dirottato - ha raccontato quanto riferito dal sequestratore: «Ha detto agli insegnanti di legare gli alunni portando via tutti i telefoni». «Voleva andare a Linate», ha confermato la donna. «Per fortuna ora i ragazzi - ha concluso - sono tranquilli, più di noi». 

Ousseynou Sy, il dirottatore, «lo conoscevamo» ha spiegato uno degli insegnanti che era a bordo del pullman con i ragazzi. Non era la prima volta che svolgeva il servizio di autista con a bordo gli studenti. Voleva arrivare sulla pista di Linate» ha aggiunto, spiegando che «diceva frasi contro il governo per le politiche sui migranti». Risulterebbe qualche precedente a suo carico, nel 2007 e nel 2011, per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale. «Voglio farla finita, vanno fermate le morti nel Mediterraneo». È quanto avrebbe detto, secondo una prima ricostruzione dei carabinieri.

Dopo la telefonata di un alunno al 112, l’autobus sequestrato da Ousseynou Sy è stato intercettato da tre pattuglie dei Carabinieri ma non si è fermato e ha speronato una macchina colpendone poi altre due senza provocare feriti. È quanto ha spiegato il comandante provinciale di Milano dei Carabinieri Luca De Marchis, parlando di «momenti durati pochi minuti ma molto concitati».

L'uomo era sposato con un donna italiana - da cui ora è separato - e ha due figli di 12 e 18 anni. Questa mattina Ousseynou Sy era «tranquillissimo» quando è entrato nel bar della stazione di Crema. A riferirlo è il barista che ha raccontato che Sy gli ha semplicemente detto: «Porto i ragazzi in palestra e torno». I suoi colleghi autisti che partono con i loro autobus dal piazzale antistante la stazione si dicono «costernati»: «L'ho visto martedì - racconta uno di loro - mi ha salutato come al solito e mi ha chiesto come stavo. È inimmaginabile che abbia fatto una cosa del genere». Raccontano inoltre che Sy è nato in Francia e risiede a Crema da tempo. E negano che l’uomo avesse precedenti penali: «Era stato denunciato da una ragazza per molestie - raccontano - ma era stato assolto con formula piena, tanto che aveva chiesto dei danni ma non aveva mai visto un euro perché quella ragazza non aveva niente».

Sul posto in cui Ousseynou Sy ha dato fuoco al pullman con a bordo la scolaresca, senza causare feriti, sono arrivati il procuratore di Milano Francesco Greco e il comandante dei carabinieri, Luca De Marchis. «La cosa importante è la felice risoluzione di un evento, che poteva portare a un epilogo tragico, grazie al coraggio dei ragazzi che sono stati veramente bravi»: è quanto ha detto il comandante Luca De Marchis. Che ha spiegato che «l'uomo non era armato». Ma l’uomo è sceso dal pullman con in mano un accendino e ha dato poi fuoco al mezzo, mentre i carabinieri salvavano dalla parte posteriore i ragazzi dopo aver rotto i finestrini. «Importante è la conclusione felice di un evento che poteva portare a un epilogo tragico, importante è stato il coraggio dimostrato dai ragazzi». 

L'uomo avrebbe detto: non si salverà nessuno. Il procuratore ha chiarito che del caso si sta occupando anche Alberto Nobili, capo del pool dell’antiterrorismo milanese. La procura di Milano che indaga sul caso di Ousseynou Sy sta verificando come l'uomo, con precedenti per violenza sessuale e guida in stato di ebbrezza, potesse fare l'autista di bus per ragazzini. Oltre alla strage e al sequestro di persona, a Sy è stata contestata l'aggravante della finalità terroristica perché ha creato panico. Sy teneva «due bambini accanto a sé in ostaggio con un accendino in mano», dice il pm. «Non ha inneggiato all'Islam».

«Un senegalese con cittadinanza italiana al volante di uno scuolabus, con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, ha dirottato il mezzo e infine gli ha dato fuoco. Voglio vederci chiaro: perché una persona con simili precedenti guidava un pullman per il trasporto di ragazzini?». Lo dice il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

«Attendiamo gli sviluppi delle indagini, ma fin da ora voglio dire che sarò in prima linea per fare in modo che i responsabili di questa brutta storia paghino pesantemente con provvedimenti esemplari». Così in un post su Facebook il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, dopo l’incendio del bus. «Desidero innanzitutto portare la mia vicinanza ai ragazzi rimasti vittime di una vicenda incredibile e gravissima» scrive Fontana. «Nel ringraziare i carabinieri per l'intervento tempestivo che ha permesso di evitare una sciagura, mi chiedo come sia possibile - se le prime notizie verranno confermate - che una persona con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale, fosse alla guida di quell'autobus», aggiunge.

«Ho appreso con sconcerto e sgomento la notizia del fatto avvenuto questa mattina sulla strada provinciale Paullese per 'vendicare i morti in mare'. Questo episodio è grave e inquietante: si è sfiorata la tragedia, per fortuna i soccorsi e le forze dell'ordine sono intervenute in maniera tempestiva e non ci sono state vittime. Ferma condanna, senza se e senza ma, verso un gesto ingiustificabile e inaccettabile: la giustizia faccia il suo corso, chi fa cose del genere deve stare in galera». Lo dichiara Simone Bossi, senatore cremonese della Lega.

«Ero presente personalmente sulla Sp415, a pochi metri dall’incendio al bus appiccato da Ousseynou Sy. Ho visto i ragazzini abbracciarsi tra di loro e piangere, ho visto le fiamme alte e il fumo denso. Era uno scenario apocalittico». È la testimonianza del consigliere regionale Franco Lucente, capogruppo di Fratelli d’Italia a Palazzo Pirelli della Lombardia. «L'unico sollievo - commenta Lucente in una nota - è che gli studenti siano tutti sani e salvi. Certo, adesso dovranno fare i conti con lo shock e i contraccolpi psicologici. Resta una domanda scomoda, ma che dobbiamo farci: perché un uomo con precedenti per guida in stato di ebbrezza e violenza sessuale era alla guida di un bus? Mette i brividi solo a pensarci».

«Un grazie sincero alle Forze dell’Ordine per aver agito prontamente ed evitato che potesse consumarsi una tragedia. Esprimiamo la nostra totale solidarietà e vicinanza alle famiglie, agli alunni e agli insegnanti che hanno vissuto momenti di angoscia». Intervengono così i parlamentari della Lega, la cremasca Claudia Gobbato e Rebecca Frassini, anche Commissario Provinciale di Crema, in merito a quanto accaduto. «Quanto accaduto - hanno detto ancora - è gravissimo e se non è successa una tragedia è solo grazie alla professionalità dei nostri agenti. Una cosa del genere non può accadere, siamo parlando di una persona con precedenti penali pesantissimi come guida in stato di ebrezza e violenza sessuale. È impensabile che una persona così possa avere la responsabilità di accompagnare dei ragazzi con un pullman». «L’episodio testimonia - hanno proseguito i parlamentari - quanto sia importante proseguire nel lavoro egregio del Ministro dell’Interno nel contrasto all’illegalità e atto ad aumentare la sicurezza degli italiani. Ci chiediamo cosa pensi adesso la sinistra buonista che continua a criticare il ministro Salvini e la sua dura e concreta azione contro la criminalità».

«Questa brutta vicenda si è conclusa bene grazie al coraggio delle insegnanti, degli studenti stessi e all’operato immediato e professionale delle forze dell’ordine a cui va il ringraziamento di tutti. Tempestivo e generoso è stato anche l’intervento del sindaco di Crema Stefania Bonaldi, che si è subito recata sul posto ed è stata a fianco delle famiglie, e di Andrea Checchi, che ha messo a disposizione dei ragazzi coinvolti i locali di una scuola e ha attivato tutta la necessaria assistenza sanitaria e logistica per coadiuvare le forze dell’ordine. Ora, però, occorre capire come sia possibile che non ci sia trasferimento di informazioni alle aziende di trasporto relative a reati o problemi di carattere giudiziario a carico dei loro lavoratori. Le aziende devono essere messe nelle condizioni di garantire la massima sicurezza nei servizi che erogano. Ora è importante, soprattutto per i ragazzi coinvolti nella vicenda, che si evitino inutili strumentalizzazioni e si mettano loro e le rispettive famiglie nelle migliori condizioni per superare il trauma subito. La sicurezza si garantisce con il lavoro di tutti e di certo non con polemiche che purtroppo stiamo ascoltando anche in queste ore». Lo dichiarano il capogruppo del Pd in Regione Fabio Pizzul e il collega Matteo Piloni, che ha passato il pomeriggio nella scuola di San Donato accanto ai ragazzi e agli insegnanti vittime del sequestro e dirottamento del bus.

«Sul caso dell’autobus incendiato chiediamo alla Magistratura di agire rapidamente per fare totale chiarezza su quanto accaduto. Esprimo totale vicinanza ai ragazzi e alle loro famiglie. Non si può che ringraziare i carabinieri che sono intervenuti  a fermare il mezzo e a salvare decine di ragazzi dalle fiamme e dal loro sequestratori. Sin da ora il M5S propone di offrire il Premio Rosa Camuna agli agenti che hanno evitato quella che poteva essere una strage di proporzioni immani.
Chiederemo anche a Regione Lombardia di fare quanto in suo potere per garantire la sicurezza di chi usa i mezzi pubblici anche nell’ottica della prevenzione di situazioni di grave emergenza. Per quanto riguarda l'autista,  i media riportano anche precedenti per guida in stato d'ebrezza. Se così fosse, sarebbe assurdo e l'azienda di trasporti dovrà chiarire le modalità di selezione e controllo del proprio personale», così Marco Degli Angeli, consigliere regionale del M5S Lombardia.

[Sul giornale La Provincia di giovedì 21 sei pagine dedicate al sequestro del pullman degli studenti]

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

22 Marzo 2019

Commenti all'articolo

  • They

    2019/03/21 - 06:06

    Senegalese con precedenti guida in stato d'ebbrezza e molestie sessuali ma gli danno cittadinanza e un lavoro in contrasto con il suo passato! Sindaci che non rispettate il decreto sicurezza DIMETTETEVI immediatamente solo così aiutate i vostri concittadini!

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  • renzo

    2019/03/20 - 18:06

    Che sia senegalese ha una importanza molto relativa, la cosa significativa è che si è dato in mano un mezzo di trasporto pubblico ad uno che ha avuto problemi di guida in stato di ubriachezza e molestie sessuali. Che poi gente di colore abbia condanne in percentuale maggiori rispetto ad altri, non centra con questo assurdo atto.

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  • marco

    2019/03/20 - 15:03

    Grazie sindaco Bonaldi.... grazie alla sua integrazione !!! Grazie .

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