il network

Lunedì 25 Giugno 2018

Altre notizie da questa sezione

Blog


Crema. Il partito attacca la giunta: "Manca di visione strategica"

Il Pdl agli imprenditori
"Tavolo per il rilancio"

Elenco di misure proposte dal Popolo della Libertà in vista degli stati generali dell'economia a settembre

Crema vista dall'alto
«Con la presentazione del primo bilancio della giunta di Stefania Bonaldi, ci saremmo aspettati una visione strategica di breve, medio e lungo periodo, che invece non abbiamo colto...». La premessa è della lettera, inviata ieri dal coordinamento locale del Popolo della libertà alle categorie economiche del territorio. L’obiettivo è la convocazione degli stati generali dell’economia cremasca, da tenersi in settembre, con un ampio ventaglio di proposte sul tavolo. E sullo sfondo, si profila una nuova bordata — da parte del maggiore partito dell’opposizione — all’indirizzo dell’amministrazione comunale in carica. «Ci aspettavamo che non inasprissero la pressione fiscale per non deprimere ancor di più i consumi locali — analizza il Pdl —: ci spiace sottolineare che nel bilancio presentato, l’impegno sul fronte formazione, sviluppo e lavoro sia decisamente carente». Nella lettera, il coordinatore azzurro ed il suo vice parlano di «carenza di scelte importanti e strategiche, soprattutto a favore dell’impresa e per rendere attrattivo il territorio all’insediamento di nuove realtà». «Va favorito — il suggerimento — l’imprenditore che vuole investire sul nostro territorio, garantendo occupazione certa, non solo con la diminuzione di Tares e Imu. E’ necessario concedere agevolazioni per la infrastrutturazione di aree per insediamenti artigianali ed industriali; sgravare gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria; ridurre il carico di standard oggi necessari per un insediamento urbanistico, considerato che tali standard sono spesso sovradimensionati rispetto alle reali necessità». Ma le proposte targate Popolo della libertà vanno oltre: «Esentare dall’Imu le aree e i fabbricati industriali di aziende che garantiscano, con convenzione ad hoc, l’assunzione di lavoratori e in particolare di giovani». «Abbiamo proposto di riportare la biblioteca al centro culturale Sant’Agostino — rimarcano gli esponenti del partito —: potrebbe consentire un risparmio importante in parte corrente (potenzialmente 300mila euro l’anno), cifra non indifferente che, senza gli attuali vincoli del patto di stabilità, favorirebbe investimenti». «La possibilità di alienare il palazzo attualmente sede della biblioteca — prosegue il testo — produrrebbe ulteriori conseguenze positive per altri necessari investimenti».

02 Agosto 2013