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Lunedì 16 Luglio 2018

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Costa Concordia

Isola del Giglio, anche la soprintendente cremasca segue i lavori

Manuela Carpani di Sergnano e alla guida del settore dei beni architettonici delle province di Siena e Grosseto

Manuela Carpani col sindaco di Sergnano, Gian Luigi Bernardi

Manuela Carpani, sergnanese soprintendente ai beni architettoni e paesaggio di Siena e Grosseto, ha osservando le fasi del recupero della nave Costa Concordia sull’isola del Giglio dal suo ufficio di Siena. Dopo aver seguito il progetto di messa in sicurezza del relitto per mesi, impegnata che venisse garantità l’integrità di una delle zone più belle d’Italia, ha preferito non presenziare: «Ci sono già altre autorità, un ministro e oltre 300 giornalisti, la mia presenza a questo punto era inutile».

Ma inutile il lavoro della sergnanese, che da qualche anno guida la soprintendenza toscana, non lo è stato. Nei mesi scorsi ha seguito il progetto per garantire l’integrità dei monumenti che si trovano sull’isola, opere messe sotto stress da trivellazioni e opere faraoniche. «Lo studio e l’autorizzazione al progetto sono già stati dati dopo un attento contro in cui la mia soprintendenza ha seguito tutte le fasi. Adesso siamo giunti al momento operativo e la responsabilità è di altri. Per questo non ho ritenuto di dover intervenire ma seguo in tempo reale l’evolversi dei lavori. Siamo tutti col fiato sospeso perché l’area è di interesse mondiale. Ci sono studenti in biologia provenienti da università di tutti il mondo che studiano quei fondali».

Più che alla condizione del relitto Carpani, che abita ancora a Sergnano e nei fine settimana torna nella cascina del paese, è preoccupata della condizione del territorio: «Sono state predisposte opere di protezione per evitare sorprese negative ma è impossibile dire adesso cosa succederà al fondale dell’isola perché un’operazione del genere non è mai stata tentata nel mondo. Abbiamo assistito a delle simulazioni, tutti hanno cercato di prendere delle contromisure adeguate».

16 Settembre 2013