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Sabato 20 Aprile 2019

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CHIEVE

Faital, a rischio la produzione di altoparlanti

Ipotesi trasferimento all'estero Assemblea lavoratori-sindacato dopo l'interruzione delle trattative con l'azienda per la mobilità

Una veduta dall'alto dello stabilimento Faital a Chieve
CHIEVE — Acque agitate tra i lavoratori della Faital, riuniti ieri mattina (martedì) in assemblea per verificare le opportunità di uscire dallo stallo in cui è finita la trattativa con l’azienda, mentre trovano sempre maggiori conferme le voci di un possibile trasferimento del reparto che produce altoparlanti per impianti audio delle auto nelle sedi estere in Spagna e Ungheria. A rischio ci sono 26 dipendenti sugli 80 della Fabbrica italiana altoparlanti, che potrebbero rimanere senza lavoro prima di Natale. Alla riunione hanno preso parte Omar Cattaneo, segretario Fim Cisl e Massimiliano Bosio, segretario Fiom Cgil. L’azienda ha imposto che tutti coloro che lavorano 5,40 ore al giorno, passino alle otto ore. Ad essere maggiormente coinvolta da questo diktat è la componente femminile del personale. Solo poche unità rimarrebbero con il part time a quattro ore. Ma ci sono contratti in corso che garantiscono posizioni acquisite, e complicano ulteriormente la situazione. Per quanto riguarda la mobilità, già in essere per 26 persone, i dipendenti chiedono maggiori incentivi per accedere volontariamente a questo ammortizzatore sociale, mentre l’azienda rimane ferma su cifre più basse. Posizioni sulle quali la trattativa è arrivata ad un punto di non ritorno.

29 Ottobre 2013