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Martedì 19 Marzo 2019

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CREMA

Boom di nuovi bar e ristoranti
La crisi si batte a tavola

Impennata di aperture nel 2013.Più 40 esercizi pubblici rispetto all'anno prima

Vertiginoso aumento degli esercizi pubblici in città nell'ultimo anno
Boom di esercizi pubblici in città, saliti dai 180 della fine giugno 2013 agli attuali 220, seppur con qualche locale attualmente in fase di chiusura. Questo dato comprende 29 circoli (Arci, Mcl e bar degli oratori). Significa un più 22% di nuovi bar e ristoranti. I numeri sono quelli ufficiali, aggiornati a fine anno dallo sportello commercio del Comune. "Questa crescita si vede a occhio, non solo a Crema, ma anche nel resto del territorio — spiega Rodolfo Farea, patron della storica trattoria Campari di Casaletto Ceredano e rappresentante della categoria nel direttivo di Ascom Crema —: il mercato della ristorazione è chiaramente in contro tendenza come numero di nuovi esercizi, ma ciò non significa che la situazione sia tutta rose e fiori, anzi. La crisi è pesante anche nel nostro settore, lo vediamo tutti i giorni dal costante calo dell’affluenza nei ristoranti e nelle trattorie, ma anche nei bar e negli altri locali". Ma allora come si spiega questo boom? "Il fatto che si registri un alto numero di nuovi esercizi — continua Farea — lo vedo come la conseguenza dell’aumento della disoccupazione anche nel nostro territorio. Mi spiego: chi viene licenziato si ritrova con il trattamento di fine rapporto in mano, soldi che decide di investire per aprire un bar. Stesso discorso per quei genitori che, da poco pensionati, hanno da parte alcune decine di migliaia di euro e decidono di aiutare il figlio, o la figlia, di 30-35 anni che non riesce a trovare lavoro. Ma gestire un locale, sia esso bar o ristorante, non è una passeggiata. Ci sono costi altissimi, molto superiori rispetto a qualche anno fa, e se poi la gente non entra e il cassetto resta vuoto, si fa anche presto a dover chiudere". Altra causa che ha portato al proliferare di esercizi pubblici è stata la liberalizzazione delle licenze: "Di sicuro — commenta il presidente Ascom Antonio Zaninelli — la deregulation degli ultimi anni ha dato vita ad una corsa sfrenata ad aprire bar, tavole calde e altri esercizi con somministrazione di pasti e bevande dove prima non ne esistevano. Penso, ad esempio, a quelli nati come funghi presso i distributori di carburante. C’è poi il fenomeno dei kebab e dei locali etnici, in continua e costante crescita". Più perplesso Enrico Zucchi, direttore di Asvicom Crema: "Un incremento del 22% in sei mesi mi sembra un dato troppo alto, sul quale mi riservo di fare una verifica. Può essere che ci sia stato un aumento di nuovi locali, ma non con queste proporzioni. Anche visivamente ci si accorgerebbe se ciò fosse avvenuto, semplicemente passeggiando in città".

18 Gennaio 2014

Commenti all'articolo

  • PFG

    2014/01/21 - 08:08

    ...Ma altrove sono soprattutto i Cinesi a farsi avanti con nuovi locali. Francamente le spiegazioni di Farea sono poco credibili: disoccupati e pensionati, che in genere faticano a tirare la fine del mese, vanno ad aprire un bar?!

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