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Sabato 23 Marzo 2019

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CREMA

Ospedale, fornitura nuovo angiografo
Il ricorso al Tar ferma tutto

Vie legali per la Siemens spa dopo che le era stata tolta la fornitura dalla commissione tecnica dell'Azienda ospedaliera

L'ospedale Maggiore di Crema
La Siemens spa ha presentato ricorso al tribunale amministrativo regionale di Brescia per ottenere la sospensione della delibera dell’Azienda ospedaliera del 19 dicembre scorso. Si tratta del documento che aggiudicava la gara per la fornitura dell’angiografo, dedicato ad emodinamica cardiaca ed interventistica, alla ditta seconda classificata, del bando emesso nei mesi precedenti dal nosocomio cittadino: la Toshiba Medical Systems srl di Roma. Il costo della fornitura era stato stabilito in 570.000 euro più Iva, a cui si aggiungevano 50mila euro per la manutenzione. Si profila dunque una vertenza legale che allungherà inevitabilmente i tempi di consegna ed entrata in funzione del nuovo macchinario, inizialmente previsti per la fine di questo mese. L’ospedale ha deciso di tutelarsi di fronte al ricorso, incaricando l’avvocato Maria Leonardo del foro di Mantova. 
In una prima fase, l’Azienda aveva aggiudicato proprio alla Siemens questa gara, che comprendeva anche la manutenzione per il quadriennio. Poi gli esperti della commissione dell’ospedale avevano nuovamente esaminato i dettagli della documentazione presentata dalla ditta. Dopo ulteriori valutazioni dei tecnici era stato deciso di revocare la prima aggiudicazione, in quanto l’apparecchiatura proposta non soddisfaceva un requisito tecnico minimo previsto dalla disciplina di gara. La decisione di riesaminare la documentazione del primo risultato, era stata presa ad inizio dicembre, dopo le osservazioni in merito presentate dalle imprese escluse. Per l’entrata in funzione dell’angiografo, che dovrà sostituire quello in servizio da tredici anni e utilizzato per le angioplastiche e il posizionamento di pace maker e stent, si dovrà aspettare ancora. All’ospedale Maggiore è in funzione anche un altro macchinario digitale, costato 1,5 milioni di euro, che viene impiegato per la chirurgia vascolare e la radiologia interventistica consentendo di operare senza l’uso del bisturi.

10 Febbraio 2014