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Domenica 17 Febbraio 2019

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Moschea, valanga di no. Bonaldi: Ne terrò conto

Ma il sindaco aggiunge: "Contano anche i diritti, il Tar è già intervenuto per garantirlo". Il nostro sondaggio si è chiuso con due soli favorevoli

Moschea, valanga di no. Bonaldi: Ne terrò conto

Due favorevoli, un centinaio di contrari. Si chiude con questo bilancio il sondaggio lanciato questa settimana in merito alla decisione del Comune di dare il via libera, attraverso una variante al Pgt, alla costruzione di un luogo di culto per la comunità islamica. Lo spazio, una musalla di 200 metri quadrati, dovrebbe sorgere in via Milano ad Ombriano, interamente a spese dei musulmani. La quasi totalità di chi ci ha contattati ha espresso parere negativo.A chiusura del dibattito abbiamo chiesto un intervento al sindaco Stefania Bonaldi, che si dice pronta a tenere in considerazione i timori dei cremaschi ma che appare comunque decisa a proseguire per la sua strada: «A noi stanno a cuore, alla stessa maniera, i diritti e le preoccupazioni — esordisce il sindaco —, quindi prenderemo in carico gli uni e le altre con il medesimo impegno. Quella che invece non prenderemo in considerazione è la cultura dell’esclusione, fondata sul pregiudizio: questo non fa parte dei nostri valori e sinceramente non siamo interessati alla politica internazionale e alle scelte che fanno i vari Paesi in materia di reciprocità religiosa».Prosegue Bonaldi: «Noi rappresentiamo i cittadini, siamo alle prese con persone singole in carne e ossa che, esattamente come noi, reclamano il diritto di avere un luogo dignitoso in cui incontrare Dio che, non spetterebbe a me dirlo, mi pare sia lo stesso per tutte le religioni monoteiste. Mentre, questo sì, spetta a me ricordare che noi viviamo in uno stato di diritto, particolare che troppo spesso viene rimosso. I diritti devono raggiungere quanti più cittadini possibili, se qualcuno viola le regole comuni esistono delle leggi che prevedono delle sanzioni».  Il sindaco ricorda poi come la questione, che sta interessando molti altri Comuni d’Italia, sia al centro di un contenzioso giuridico: «E’ proprio perché viviamo in uno stato di diritto che il Tar, a proposito della vicenda legata alla moschea di Brescia, è stato molto netto, sancendo che i comuni non possono redigere Pgt che considerino servizi religiosi solo quelli espressione della chiesa cattolica. Il Pgt di Brescia, proprio per questa grave omissione, è stato bocciato».Infine la sottolineatura: «Diritti e doveri sono uguali per tutti, senza distinzioni di credo e di origine o di orientamento sessuale; insomma, la persona viene prima di tutto e cosa entri nel recinto dei diritti non lo si decide certo con la pancia».

30 Marzo 2014