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Dalla sedia a rotelle all'oro

Cremasca batte l'handicap. Antonella Rutigliano campionessa del ciclismo paralimpico

Dalla sedia a rotelle all'oro

Anna Rutigliano durante la premiazione

CREMA - Dalla sedia a rotelle alla maglia tricolore nel ciclismo paralimpico. In poco più di un anno, Antonella Rutigliano, spinese classe 1971, ha vinto quattro titoli italiani, due su strada e due su pista, un titolo tricolore di mountain bike e ha ottenuto un secondo posto nella Coppa Europa. Il tutto all’età di 43 anni, dopo aver visto la morte in faccia, dopo essere stata in coma, aver subito 31 interventi chirurgici e trascorso un anno e mezzo su una sedia a rotelle. 

La sua storia è di quelle dalle quali potresti trarre un romanzo. «Nel 1988 — racconta — sono stata vittima di un incidente motociclistico gravissimo. Dopo essere uscita dal coma, sono stata sottoposta a 31 interventi chirurgici per le fratture riportate al collo, alla schiena, al femore, al ginocchio e alla caviglia destra. Sono stata 18 mesi su una sedia a rotelle per le fratture riportate, ho trascorso parecchi mesi in ospedale ed ho dovuto svolgere diversi anni di riabilitazione. Forse per un miracolo o per semplice fortuna oppure per la mia testardaggine nel non perdermi d’animo, giorno dopo giorno, movimento dopo movimento mi sono rimessa in piedi».

L’incidente ha comunque lasciato i segni sul corpo di Antonella. «Mi è rimasta la paralisi completa del braccio sinistro, cosa che mi costringe a guidare la bicicletta con una mano sola. Della mia disgrazia ho fatto il mio lavoro. Costretta a ore e ore di ginnastica, ho aperto una palestra e dopo anni di studio, ora sono un personal trainer e insegnante di Pilates. Quando ti succedono queste disgrazie hai tre possibilità: morire, sopravvivere o vivere. Io ho deciso di vivere alla grande». 

Da qui la passione tardiva per il ciclismo. «Un anno fa, il mio amico Paolo Viganò, asso del ciclismo paralimpico, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino e due volte campione del mondo, mi ha convinta a provare. Non avevo mai corso in bicicletta. E così ho iniziato. Nel 2013 ho vinto quattro titoli italiani, quest’anno un titolo tricolore in Mtb e un secondo posto nella Coppa Europa. Durante uno di questi eventi ho conosciuto Patrizia Spadaccini, siamo diventate amiche e lei ha deciso di allenarmi e di accompagnarmi in questa avventura nel mondo del ciclismo paralimpico. Nella recente Coppa del mondo, sono arrivata sesta nella cronometro e quarta nella gara in linea. Considerato che mi sono confrontata con le migliori atlete in circolazione, i miei risultati non sono male. La strada è ancora lunga ma mi anima una grandissima voglia di migliorare ancora».

 

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22 Maggio 2014