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Martedì 26 Marzo 2019

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CREMA

Furti in aziende di Chieve e razzia di moto nel Pavese, bloccati in quattro

Al vaglio le responsabilità di tre uomini e una donna trovati in possesso della refurtiva corrispondente a tre razzie avvenute nei giorni scorsi

Furti in aziende di Chieve e razzia di moto nel Pavese, bloccati in quattro

CREMA - Sono stati bloccati dai carabinieri di Crema - tre uomini e una donna - accusati di ricettazione. I militari stanno cercando di ricostrutire il collegamento tra il quartetto e alcuni furti commessi in aziende del cremasco e in provincia di Pavia (in particolare la sparizione dal box di un motodoromo di 14 motociclette e vari capi d'abbigliamento sportivo).

La razzia di moto risale al 19 giugno a Castelletto di Branduzzo (Pavia). Durante la notte ignoti, dopo aver disattivato il sistema di videosorveglianza, sono riusciti a portare via dall’interno di alcuni box del motodromo quattordici motociclette di varie marche, capi di abbigliamento sportivo. Il 24 giugno sono invece i carabinieri di Bagnolo Cremasco ad essere informati dal titolare della Bianchi rapida Italia s.r.l. (sede a Chieve) di altri due furti. I ladri dopo aver scassinato la porta d’ingresso hanno rubato due macchine impastatrici con accessori e un autocarro Iveco per un valore di venticinquemila euro. Qualcosa di simile, la stessa notte, è avvenuto alla “Winding and more s.r.l. (sempre con sede a Chieve). In questa azienda i malviventi, dopo aver forzato una porta laterale hanno asportato tre computer, tre pc portatili, cinque monitor lcd, una carta bancomat della Deutsche bank, vari metri di cavi elettrici, circa kg 300 di bobine di rame ed attrezzature varie.

Giovedì 26 giugno i carabinieri di Crema, nell’ambito di una mirata attività di contrasto ai furti, acquisite precise informazioni, nel corso di un appostamento a Palazzo Pignano hanno controllato una Fiat Bravo guidata da un pregiudicato residente a Zelo Buon Persico (Lodi) con a bordo un amico di Palazzo Pignano. I due, in base a testimonianze raccolte, corrispondevano in tutto ai componenti di un gruppo che cercava di rivendere merci riconducibili alla refurtiva sottratta a Chieve. I militari hanno quindi eseguito una perquisizione presso la vicina abitazione occupata da tre uomini e una donna, durante la quale sono spuntate le apparecchiature elettroniche ed i macchinari provenienti dai furti di Chieve e pure due motociclette Honda Cbr 600 risultate provento del furto al motodromo di Castelletto Branduzzo.

La procura della repubblica del tribunale di Cremona è stata informata della prova delle responsabilità ravvisata nei confronti del quartetto in possesso dei passamontagna, di particolari arnesi atti allo scasso e ricetrasmittenti utili al collegamento tra i componenti dei team impegnati nei furti, senza lasciare traccia sulla rete telefonica della zona.

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27 Giugno 2014