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Martedì 19 Marzo 2019

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CREMA

Il velodromo Baffi è un dormitorio abusivo

Materassi e sporcizia. Pedrinazzi: e intanto i ciclisti muoiono in strada

Il velodromo Baffi è un dormitorio abusivo

Sporcizia e degrado

CREMA - I materassi al posto delle biciclette, i clochard al posto dei pistard. Mentre passa il tempo in attesa di una soluzione che sembra non arrivare mai, il velodromo ‘Pierino Baffi’ ha perso la sua funzione originaria per assumerne una nuova: dormitorio per i senza tetto.
Questo tipo di frequentazione comporta il fatto che l’area dell’impianto sportivo, attorno alla pista, si sia riempita di rifiuti di ogni genere, oltre che di erbacce alte e di arbusti spontanei, che hanno raggiunto ormai la dimensione di veri e propri alberi.
A due anni e tre mesi di distanza dalla sua chiusura, il velodromo è diventato la terra di nessuno.
Stefano Pedrinazzi, presidente del Consorzio Pista, ha ormai perso le speranze che l’impianto torni a funzionare, al punto da non credere più neppure all’ultima strada che l’amministrazione comunale sta provando a percorrere.
«Tutto questa vicenda ha il sapore di una presa in giro. Come si può pensare che la Coni Servizi ceda il velodromo in cambio della casa dell’acqua di via Palmieri che vale un terzo. A livello economico è una proposta inaccettabile. L’unica speranza è a livello politico ed è quella che il Coni si ricordi di essere un ente di promozione sportiva».
E non un’immobiliare. Senza l’impianto di via IV Novembre, i giovani ciclisti cremaschi e non solo sono sempre costretti ad allenarsi sulla strada, con tutti i rischi che purtroppo si conoscono. Pedrinazzi vuole evitare facili accostamenti di causa-effetto, ma la sua amarezza aumenta quando ripensa alle due tragedie capitate quest’estate nel mondo del ciclismo cremasco.
«Alessandro Maggi, l’esordiente che ha perso la vita a Trigolo in un incidente stradale mentre si alleva in bicicletta, era uno dei ragazzi che frequentavano il velodromo. Alessandro Terenzi, morto poco dopo in seguito al grave ictus che lo aveva colpito subito dopo quel fatale incidente, era il nostro tecnico responsabile della pista. Quegli allenamenti, una volta si facevano nel velodromo, adesso si fanno sulla strada».

02 Settembre 2014

Commenti all'articolo

  • Alessandro

    2014/09/03 - 13:01

    Questa è la conseguenza di scelte politiche scellerate degli anni passati. Per il solo gusto di contestare una decisione della giunta precedente, che aveva ceduto l'area (acquisita dal CONI) ad un privato, si è fatta intervenire la Giustizia a dichiararlo bene protetto e... ora è una discarica e dormitorio abusivo! VERGOGNA

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