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Lunedì 22 Aprile 2019

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CASALE CREMASCO

Danone: ‘cassa’ e mobilità

Presentato in Assolombarda il piano in vista della chiusura dello stabilimento

Danone: ‘cassa’ e mobilità

Un presidio dei lavoratori Danone nella foto d’archivio

CASALE CREMASCO - Presentato venerdì 12 settembre in Assolombarda a Milano dai vertici di Danone il piano sociale in vista della chiusura a luglio 2015 dello stabilimento di Casale Cremasco. Si tratta di una proposta molto articolata, illustrata alle parti sociali. Il giudizio dei sindacati rimane guardingo: «Non siamo pienamente soddisfatti. È una base di partenza, di cui discuteremo con i lavoratori nelle assemblee di lunedì, per poi tornare a Milano il 17 con osservazioni e proposte aggiuntive». All’incontro erano presenti Ivan Zaffanelli della Cisl e Maurizio Bertolaso della Cgil, oltre alle rsu. «Il piano prevede un incentivo e la messa in mobilità per tre anni per chi è prossimo alla pensione — spiegano i due —: si tratta di cinque o sei persone su 89». Per gli altri lavoratori l’azienda propone una divisione in tre fasce a seconda dell’età anagrafica e dei carichi familiari di ognuno, in particolare del numero di figli: meno di 40 anni, tra i 40 e 50 e oltre i 50. «Si prevedono una cassa integrazione straordinaria — proseguono Bertolaso e Zaffanelli — o due anni mobilità con incentivo, più alto per chi è avanti con gli anni e ha figli a carico. Per quanto riguarda la possibile ricollocazione degli operai in aziende alimentari o di altri settori, Danone punta a farli entrare nel canale delle società specializzate in questo tipo di servizi. I dirigenti ci hanno garantito che verrà messo a disposizione un piccolo incentivo per le imprese, che dovessero assumere i dipendenti in uscita».
Se poi un lavoratore accettasse di lasciare l’azienda entro la fine dell’anno, avrebbe un incentivo maggiore. Contributo che andrebbe diminuendo se il dipendente lasciasse entro la chiusura dello stabilimento o al termine dell’anno di cassa integrazione straordinaria, ammortizzatore che verrà richiesto da novembre sino allo stesso mese del 2015.
«Le cifre degli incentivi vanno valutate con attenzione e possono essere migliorate — proseguono i sindacalisti —: aspettiamo anche l’incontro del 18 a livello europeo a Ginevra, per capire se la data di chiusura dello stabilimento di Casale potrà essere posticipata». Infine la riqualificazione del sito dove si producono yogurt: «L’azienda ha confermato la propria disponibilità ad impegnarsi in questo senso — concludono Zaffanelli e Bertoladso — ma stiamo anche aspettando che Galbani, che è proprietaria dello stabile dove ha sede Danone, dia una risposta su cosa vorrà fare del suo edificio, una volta che lo stesso rimarrà vuoto».

12 Settembre 2014