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Sabato 23 Febbraio 2019

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SPINO D'ADDA

Dal posto fisso alla produzione di monili

Paola lascia l'ufficio e apre un laboratorio artigianale

Dal posto fisso alla produzione di monili

Paola Vanazzi

SPINO D’ADDA — Lasciare un posto fisso di questi tempi richiede una buona dose di coraggio. Lo ha fatto Paola Vanazzi, 32 anni, che si è inventata una sua professione: ha rinunciato all’impiego (lei è architetto) per essere libera di esprimere appieno la sua creatività. Ecco allora che la spinese è diventata un’artigiana del gioiello. E da un po’ di tempo si è gettata a capofitto in questa originale attività.

Il suo ‘marchio di fabbrica’ è Sefem design, che denota l’accento locale, riferendosi al dialettale ‘cosa facciamo’. In realtà è anche un’ispirazione, perché gli oggetti e le materie prime sono made in Italy e quasi del tutto a chilometro zero o quasi.

«Ho sempre avuto la passione per il gioiello, la bigiotteria domestica, e l’ho coltivata pur avendo lavorato in una società di ingegneria. Ho seguito vari corsi e poi ho deciso di fare il salto. Ora creo gioielli di design in acciaio». E riscuote un grande successo, esponendo in varie fiere in giro per il mondo. 

«Devo dire che il lavoro precedente e gli studi in architettura mi sono serviti molto — confida Vanazzi —: alla fine, per la progettazione, vengono usati gli stessi strumenti di prima. Ed elaborata l’idea, posso contare sulla collaborazione di imprese locali: faccio le forme grezze da artigiani, ma forgio io il gioiello, è mio il tocco finale».

Rifinito a mano ha un certo tipo di lavorazione, con un costo che va mediamente da 50 a 100 euro. La collezione è formata da una trentina di pezzi: orecchini principalmente, ma anche ciondoli, anelli e bracciali. E si possono trovare a Spino, Lodi, Crema, Milano, in vari negozi disseminati sul territorio. «È un settore che non risente della crisi — commenta Vanazzi —: il gioiello se piace viene preso. Ho cercato di mantenere tre linee di gioielli: forma circolare partendo dalla base del classico anello, rivisitata e ‘impossible shape’».

22 Settembre 2014