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Domenica 24 Settembre 2017

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Crema. Dal 3 al 5 maggio al teatro San Domenico

Crema del pensiero,
la filosofia del 'Non rubare'

L'ottava edizione del festival sarà dedicata al settimo comandamento

Crema del pensiero,
la filosofia del 'Non rubare'

L’anno è l’ottavo, il comandamento il settimo, il tema trattato — alla faccia dei secoli trascorsi dalla scrittura del decalogo — ancora attualissimo: Non rubare sarà il filo conduttore della nuova edizione di ‘Crema del pensiero’, in programma dal 3 al 5 maggio al teatro San Domenico.
Mai come quest’anno il festival della filosofia avrà modo di approfondire la tematica in questione anche al di fuori dei confini filosofici: praticamente tutti gli ambiti della vita sociale, a partire dalla politica, si trovano a fare quotidianamente i conti con il verbo rubare. Lo sanno bene gli organizzatori, che non a caso hanno scelto di trasformare il rischio di andare fuori tema in una preziosa opportunità per ampliare la portata della discussione. Basti il nome di chi, il venerdì sera, inaugurerà il festival: Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della sera e autore di numerosi libri di denuncia tra cui ‘La Casta’, best seller incentrato sugli sprechi e gli abusi di potere della classe politica italiana. «Il ragionamento sul senso attuale del non rubare non poteva che partire da lì» hanno spiegato gli organizzatori Giovanni Bassi, Claudio Ceravolo, Anna Maini e Tiziano Guerini.
La serata inaugurale ospiterà poi un omaggio al compianto cardinale Carlo Maria Martini, a cui sarà dedicata l’intera edizione del festival. Il sabato mattina indagherà invece il comandamento in rapporto alla giustizia: ospiti il magistrato Piercamillo Davigo e il giornalista Piero Colaprico. Nel pomeriggio lo spettacolo teatrale dei disabili guidati da Franca Marchesi, poi i filosofi Fabio Canessa e Umberto Galimberti. Chiusura domenica con le riflessioni di Emanuele Severino, Giulio Giorello, padre Giacomo Costa e la lezione finale di Giovanni Reale, filosofo che il festival inseguiva da anni.
«Sarà un momento di alta cultura, molto qualificante per la nostra città» si è complimentata il sindaco Stefania Bonaldi, auspicando che la riflessione sul settimo comandamento coinvolga da vicino anche il mondo della politica, «purtroppo innegabilmente immischiato in questo ‘peccato’».
L’anno è l’ottavo, il comandamento il settimo, il tema trattato — alla faccia dei secoli trascorsi dalla scrittura del decalogo — ancora attualissimo: Non rubare sarà il filo conduttore della nuova edizione di ‘Crema del pensiero’, in programma dal 3 al 5 maggio al teatro San Domenico.Mai come quest’anno il festival della filosofia avrà modo di approfondire la tematica in questione anche al di fuori dei confini filosofici: praticamente tutti gli ambiti della vita sociale, a partire dalla politica, si trovano a fare quotidianamente i conti con il verbo rubare. Lo sanno bene gli organizzatori, che non a caso hanno scelto di trasformare il rischio di andare fuori tema in una preziosa opportunità per ampliare la portata della discussione. Basti il nome di chi, il venerdì sera, inaugurerà il festival: Gian Antonio Stella, editorialista del Corriere della sera e autore di numerosi libri di denuncia tra cui ‘La Casta’, best seller incentrato sugli sprechi e gli abusi di potere della classe politica italiana. «Il ragionamento sul senso attuale del non rubare non poteva che partire da lì» hanno spiegato gli organizzatori Giovanni Bassi, Claudio Ceravolo, Anna Maini e Tiziano Guerini.La serata inaugurale ospiterà poi un omaggio al compianto cardinale Carlo Maria Martini, a cui sarà dedicata l’intera edizione del festival. Il sabato mattina indagherà invece il comandamento in rapporto alla giustizia: ospiti il magistrato Piercamillo Davigo e il giornalista Piero Colaprico. Nel pomeriggio lo spettacolo teatrale dei disabili guidati da Franca Marchesi, poi i filosofi Fabio Canessa e Umberto Galimberti. Chiusura domenica con le riflessioni di Emanuele Severino, Giulio Giorello, padre Giacomo Costa e la lezione finale di Giovanni Reale, filosofo che il festival inseguiva da anni.«Sarà un momento di alta cultura, molto qualificante per la nostra città» si è complimentata il sindaco Stefania Bonaldi, auspicando che la riflessione sul settimo comandamento coinvolga da vicino anche il mondo della politica, «purtroppo innegabilmente immischiato in questo ‘peccato’».

21 Febbraio 2013