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Venerdì 14 Dicembre 2018

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IN PROVINCIA DI CREMONA. SERRANDE ABBASSATE

Persi altri 131 negozi, "scenario che spaventa"

Il risultato peggiore di tutta la Lombardia. E in città le cose non vanno meglio

Il commercio ha perso altri 131 negozi

Negozi chiusi a Crema

Sono 131 le attività commerciali in provincia di Cremona che tra il 2017 e il 2018 hanno abbassato le serrande. In termini percentuali, una perdita per il tessuto socio economico territoriale pari a -3,29%. Il risultato peggiore di tutta la Lombardia. A Cremona città le cose non vanno meglio: in 12 mesi hanno chiuso complessivamente 70 imprese, tra alimentari, non alimentari e merceologia mista. A soffrire di più sono i negozi di vicinato: se nel 2017 erano 3.645 nel 2018 sono rimasti in 3.512, con una percentuale negativa di 3,65% che posiziona il territorio cremonese all’ultimo posto di una virtuale classifica regionale capeggiata da Varese che registra invece un saldo positivo del 2,77%. Questi i principali dati emersi dalla “Rilevazione del commercio al dettaglio in sede fissa nei comuni lombardi” relativa agli anni 2017, 2016 e 2007 comparati al 2018 realizzata da Confesercenti Lombardia sulla base dei dati dell’Osservatorio Regionale del Commercio.

“I dati descrivo uno scenario che spaventa - afferma Agostino Boschiroli, presidente di Confesercenti della Lombardia Orientale sede di Cremona -, ma occorre rispondere con energia. I dati infatti servono a prendere atto di un problema e a trovare soluzioni concrete. Da un punto di vista analitico la situazione che stanno vivendo il territorio cremonese e Cremona è frutto di una serie di concause. C’è l’aspetto della crisi più volte sviscerato in questi anni, c’è l’aspetto di un cambiamento epocale nei consumi e nelle modalità di vendita e di acquisto con l’e-commerce che sta prendendo il sopravvento, e poi c’è l’evidenza di un isolamento che in questi anni si è accentuato. Cremona manca di infrastrutture e quelle esistenti non sono state potenziate. Forse, se in passato si fosse investito di più su questo fronte non registreremmo numeri così negativi. Come Confesercenti chiediamo per l’ennesima volta che la politica scenda in campo con progettualità a lungo termine. In quanto agli altri attori in gioco, come le associazioni di categoria, occorre un gioco di squadra superando gli individualismi. Infine, gli operatori devono rendersi conto che siamo di fronte ad uno spartiacque tra due generazioni di commercianti: il futuro del commercio al dettaglio e dei negozi di vicinato passa attraverso un’alta specializzazione e qualità del servizio”.

“E’ ormai evidente che Cremona risulti tagliata fuori dalle principali direttrici - concorda il direttore Giorgio Bonoli -. La città in particolare soffre l’isolamento che in questi anni non è stato adeguatamente contrastato. A questo si aggiunge il fatto che siamo in una realtà dove esiste uno dei più alti tassi di metri quadrati pro capite di grande distribuzione. Il tutto unito alla potenza dell’e-commerce ormai presente su ogni genere merceologico. Dinamiche che alla lunga hanno influito negativamente sul tessuto economico, colpendo in particolare i negozi di vicinato. Come Confesercenti continuiamo a chiedere misure adeguate e azioni politiche concrete che possano contribuire a rendere più accessibile il centro (viabilità, parcheggi e sosta) così come chiedono gli stessi cittadini-consumatori”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA DI TESTI, FOTO E VIDEO

01 Dicembre 2018

Commenti all'articolo

  • gianfranco

    2018/12/01 - 21:09

    quelli di destra hanno fatto corso vittorio emanuele .questi adesso corso campi, noi ci lamentiamo ma i pavimenti di pregio non c'entrano niente con i negozi chiusi, che si voglia ammettere o no la gente va nei centri commerciali o acquista su internet, dove trovi tutto quello che cerchi e al prezzo che desideri, il centro è diventato come la galleria degli anni settanta, si fa una vasca e via.

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  • koglione

    2018/12/01 - 20:08

    Però, ad onor del vero, abbiamo una rete di piste ciclabili che fa invidia al mondo ed è noto che, chi può spendere, circola in bicicletta e non con macchine di lusso. Ho sentito anche che una delegazione cinese ha contattato il sior sindaco per avere lumi sulla circolazione della bicicletta dal mesozoico ad oggi, ma, forse, sono solo voci, non so.

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  • Giorgio

    2018/12/01 - 17:05

    Si danno permessi per costruire grandi centri commerciali, con grandi parcheggi, cosi' il comune incassa piu' soldi e se ne frega dei negozi del centro, probabilmente perché portano meno euro nelle casse del comune!

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  • marco

    2018/12/01 - 15:03

    Pavimento nuovo e tutto si risolve ......

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  • Fabio

    2018/12/01 - 15:03

    Tutto grazie alle politiche dei nostri governanti che non hanno fatto niente per migliorare la situazione!

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