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Lunedì 20 Novembre 2017

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CREMA. Piscina in difficoltà, velodromo chiuso e Pierina senza un progetto

Lo sport è senza soldi

Il palasport Bertoni
Tra sogni infranti e speranze disilluse, lo sport cittadino tira a campare. Tramontati uno dopo l’altro e in rapida successione i sogni di avere un palazzetto dello sport, una pista di atletica, una pista per i ciclisti, un nuovo stadio e una cittadella dello sport, chi amministra la città oggi deve lottare soprattutto per non perdere gli impianti che già ci sono. La crisi economica non contente di progettare opere nuove, ma anche per fare manutenzione ordinaria le difficoltà non mancano.Il velodromo (pista più campo di calcio interno) è chiuso da 10 mesi e chissà se e quando potrà riaprire. Il centro natatorio è frequentatissimo, ma le rate dei mutui da pagare per i recenti investimenti hollywoodiani (vedi vasca con le onde) rendono difficile far quadrare il bilancio, col rischio che le tariffe, già elevate rispetto alle altre piscine della Lombardia, strangolino le società che lo utilizzano. Gli impianti sportivi situati all’interno dell’area della Pierina sono stati inghiottiti dalla vegetazione, senza che ci sia ancora un progetto per il riutilizzo di quest’area da 110mila metri quadrati. L’ampliamento dello Sport Village, nuova casa del Tc Crema, potrebbe soppiantare il vecchio circolo. Sempre nell’area di via Picco-via Del Fante si è perso nei mesi scorsi il campo da calciotto in erba artificiale, realizzato per metà in zona abusiva. Il vicino PalaBertoni è stato declassato a palestra, dopo che ci si è accorti, nel naufragato tentativo di ampliarlo, che manca il collaudo statico. I campi di calcio, orfani di quello del velodromo, rimangono insufficienti a soddisfare le esigenze delle società. Infine, le palestre. La scomparsa della Crema Volley ha liberato degli spazi, ma c’è da sperare che non servano altri funerali per rendere l’impiantistica adeguata ai bisogni.

01 Aprile 2013