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Lunedì 17 Dicembre 2018

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Crema. La nuova giunta Maroni ha accolto le istanze del territorio

Sospesa la delibera regionale
Salvi 1.300 posti letto nelle case di riposo

Il presidente Arsac Donzelli: "Siamo soddisfatti, la Regione rivedrà i paramtri che stabilivano i tagli"

L'ingresso della Fondazione Benefattori Cremaschi
Per ora non saranno tagliati dalla Regione 1.300 posti letto nelle case di riposo e nelle residenze per anziani della provincia di Cremona. La giunta regionale ha sospeso la delibera dello scorso 21 febbraio, uno degli ultimi atti del governatore Formigoni, che avrebbe significato oltre il 35% dei 3.682 posti accreditati sul territorio. Di questi 634 sono distribuiti nelle residenze socio assistenziali del Cremasco, il resto tra Cremonese e Casalasco. "Sono stato in Regione — spiega Walter Donzelli, presidente dell’Arsac  (l’associazione provinciale delle case di riposo) e della Fondazione Benefattori Cremaschi — ho avuto rassicurazioni dall’assessore alla Famiglia Maria Cristina Cantù che la delibera è stata sospesa. Siamo molto soddisfatti". "Avevamo presentato un’interrogazione per bloccare un processo troppo delicato per essere liquidato da una decisione frettolosa a pochi giorni dal termine della legislatura — è intervenuto il consigliere regionale del Pd Agostino Alloni —. La giunta ci ha ascoltati, optando per la sospensione della precedente delibera e pianificando di portare avanti la riorganizzazione socio sanitaria dopo un’approfondita consultazione degli enti gestori, delle autonomie locali, dei soggetti del terzo settore". La delibera del 21 febbraio programmava tagli a tutte le residenze socio assistenziali della Regione. Il territorio sarebbe stato coinvolto pesantemente per una serie di fattori, non ultimo il numero di posti letto per abitante, calcolato tenendo conto solo dei residenti di età superiore ai 75 anni. Se nel Cremasco questa cifra è ancora sotto gli standard regionali, non è così nel Cremonese e nel Casalasco. Il risultato complessivo è, appunto, 1.300 posti letto in più. Adesso, questo e altri parametri di valutazione, andranno rivisti.

18 Aprile 2013