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Mercoledì 12 Dicembre 2018

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Crema. Il 90% degli ospiti del canile non hanno la capsula di riconoscimento

Senza microchip un cane su due
Sabato 'marchiatura' per tutti

L'Enpa scende in piazza per sensibilizzare i padroni dei quattro zampe, spesso nemmeno a conoscenza di questo obbligo di legge

Senza microchip un cane su due
Sabato 'marchiatura' per tutti
E’ obbligatorio per legge, ma tanti non sanno nemmeno cosa sia. Troppi, anzi, se si stima che circa un cane su due non ne sia provvisto. Stiamo parlando del microchip, una capsula grande come un chicco di riso che viene impiantata sotto pelle ai cani per permetterne il riconoscimento. I padroni sono tenuti a provvedervi entro il secondo mese di vita dell’animale, i veterinari sono tenuti a raccomandarlo senza se e senza ma. Perché semplicemente, come tutti gli obblighi di legge, va fatto. Eppure la realtà, soprattutto in questo periodo di crisi, è un’altra: l’operazione costa circa 30 euro, soldi che molti preferiscono tenersi in tasca facendo un torto a sé stessi e al loro animale. «Almeno il 50% dei cani presenti nel Cremasco non ha il microchip — stima Paola Pandini, referente cremasca dell’Ufficio garante diritti animali — e al canile il conto arriva addirittura a nove su dieci». Un disinteresse misto a disinformazione che la sezione locale dell’Enpa (l’Ente nazionale protezione animali) proverà a combattere sabato, quando andrà in scena il ‘Microchip day’: dalle 15 alle 18, in piazza Trento e Trieste, chi non ha ancora fatto ‘marchiare’ il proprio animale potrà provvedervi versando un’offerta libera. «Un cane senza microchip è un cane senza identità — spiegano gli organizzatori —, nessuno lo può difendere, nessuno te lo può restituire».

08 Maggio 2013