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Mercoledì 15 Agosto 2018

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Dovera. Chiuso il processo di primo grado

Morì in campo, condannato un medico

Diego Rivera, 16 anni, è spirato nel 2009 dopo una partita di calcio. Un anno di condanna a chi ha rilasciato l'idoneità

Il funerale di Diego Rivera

DOVERA – Diego Riviera non poteva tornare in campo a giocare. Ecco perché il tribunale di Milano ha condannato P. M. C., il medico di un centro diagnostico di Lodi che ha rilasciato il certificato d’idoneità all’attività agonistica del calciatore doverese che militava nel Monte Cremasco, colpito da un attacco cardiaco a 16 anni durante una partita. Un anno di reclusione, con pena sospesa, è la condanna emessa dal giudice, che ha previsto il versamento di una provvisionale pari a 50mila euro, 25mila euro per ciascuno dei genitori di Diego, a risarcimento dei danni morali. A processo anche un chirurgo, che aveva operato Diego, ma che è stato assolto. “Il tribunale ha riconosciuto che ci sono state varie omissioni da parte da parte di uno solo dei due medici - sostiene la madre di Diego -, ma per me è stato omicidio colposo da parte di entrambi. L’assoluzione del chirurgo è incongrua, ma è probabile che ci sia un appello e spero che ci sia una sentenza di condanna anche per lui”.

L’8 dicembre 2009 Diego scende in campo, gioca e segna per il suo Monte Cremasco, ma poco dopo si accascia al suolo e non si rialza più. Morirà in ospedale 3 giorni dopo.

20 Giugno 2013